Il gruppo britannico Virgin, fondato da Richard Branson, ha ottenuto nel Regno Unito il via libera del regolatore ferroviario Orr per accedere dal 2030 alla linea ad alta velocità tra Londra e il tunnel sotto la Manica, un passaggio decisivo per sfidare Eurostar sui collegamenti ferroviari con Parigi, Bruxelles e Amsterdam e aprire alla concorrenza una tratta rimasta di fatto chiusa dal 1994.
Virgin sfida Eurostar sulla Londra-Parigi
La decisione dell’Office of Rail and Road, il regolatore ferroviario britannico, avvicina Virgin Trains al ritorno sulle grandi direttrici europee, questa volta con un obiettivo chiaro: inserirsi nel mercato dei treni passeggeri tra Regno Unito e continente europeo. La società punta a creare fino a 20 collegamenti giornalieri tra Londra e alcune delle principali capitali europee, a partire da Parigi, Bruxelles e Amsterdam.
Per Eurostar, che dal 1994 opera i servizi passeggeri attraverso il tunnel della Manica, sarebbe la prima vera concorrenza stabile sulla rotta. Non un dettaglio, in un mercato dove slot ferroviari, depositi e certificazioni tecniche contano quasi quanto i passeggeri. Da anni compagnie e investitori guardano a quella tratta come a uno spazio possibile, ma difficile da aprire davvero.
Il gruppo di Richard Branson ha accolto il provvedimento come un passo avanti, anche se la strada resta lunga. Fonti vicine al dossier, citate dalla stampa britannica, parlano di una fase “ancora operativa e regolatoria”, più che commerciale. Tradotto: prima dei biglietti in vendita serviranno altri permessi, altri accordi, altre verifiche.
Il nodo degli accessi e il deposito di Temple Mills
Il via libera alla linea ad alta velocità arriva dopo un altro passaggio rilevante: nell’ottobre 2025 Virgin aveva già ottenuto l’accesso al deposito londinese di Temple Mills, struttura tecnica finora utilizzata da Eurostar e considerata essenziale per gestire treni diretti verso il continente. Senza un deposito adatto, manutenzione e preparazione dei convogli diventano un ostacolo concreto. Non una formalità.
Temple Mills, nell’area est di Londra, è infatti uno dei punti chiave dell’intero sistema: lì i treni vengono controllati, puliti, predisposti per le partenze internazionali. Per una compagnia nuova, entrare in quello spazio significa poter pianificare turni, mezzi e personale con una prospettiva reale. Solo allora il progetto può uscire dalle slide e avvicinarsi ai binari.
Restano però diversi passaggi da completare. Virgin Trains dovrà ottenere le autorizzazioni di sicurezza nel Regno Unito e nell’Unione europea, oltre a soddisfare i requisiti tecnici per viaggiare nelle infrastrutture ferroviarie nazionali coinvolte. Procedure lunghe, spesso molto dettagliate. E, in questo settore, nessuno corre prima del via libera definitivo.
Una tratta redditizia ma complessa da aprire
La rotta tra Londra e Parigi, con le estensioni verso Bruxelles e Amsterdam, è considerata una delle più appetibili d’Europa per i collegamenti ferroviari internazionali. Il traffico business, il turismo e la crescente attenzione agli spostamenti a minore impatto ambientale hanno rafforzato negli anni la posizione del treno rispetto all’aereo, specie sulle distanze medie. Eppure l’accesso resta complicato.
Il tunnel sotto la Manica, inaugurato negli anni Novanta, impone standard di sicurezza stringenti, mentre le linee ad alta velocità dei diversi Paesi richiedono compatibilità tecnica e autorizzazioni separate. A questo si aggiungono i controlli di frontiera, tema tornato centrale dopo la Brexit, con procedure che pesano sui tempi di imbarco e sull’organizzazione delle stazioni. A St Pancras, nelle ore di punta, lo si vede bene.
La concorrenza, se arrivasse davvero, potrebbe incidere sui prezzi e sulla frequenza dei servizi. Ma nessuno, al momento, indica tariffe o date di vendita. Secondo le informazioni disponibili, l’orizzonte operativo per Virgin resta il 2030, una scadenza che lascia spazio a negoziati, ricorsi e adeguamenti tecnici.
Anche Trenitalia guarda al collegamento con Londra
Nel dossier non c’è soltanto Virgin. Anche Trenitalia ha manifestato interesse per servizi concorrenti a Eurostar, con l’obiettivo di collegare Parigi a Londra dal 2029. Il progetto italiano si basa su un accordo finanziario con il fondo statunitense Certares, già attivo nel settore dei trasporti e del turismo.
Per il gruppo italiano sarebbe un nuovo passo nel mercato europeo dell’alta velocità, dopo l’esperienza maturata in Francia con i servizi Frecciarossa tra Parigi e altre città. Il collegamento verso Londra, però, rappresenta una partita diversa: più complessa sul piano tecnico, più sensibile su quello regolatorio. E molto osservata dai concorrenti.
La prospettiva, a questo punto, è quella di un mercato che potrebbe cambiare volto nel giro di pochi anni. Eurostar resta l’operatore dominante e dispone di esperienza, infrastrutture e riconoscibilità del marchio. Ma l’ingresso di Virgin Trains e l’interesse di Trenitalia indicano che il monopolio sulla Manica non è più intoccabile. Non ancora superato, certo. Ma per la prima volta messo davvero in discussione.





