Non perfetto, certo, ma decisamente più accessibile rispetto a oggi. Negli anni ’90 con uno stipendio normale si riusciva a pagare un affitto, mantenere una famiglia, uscire il fine settimana e magari mettere pure qualcosa da parte.
Oggi sembra quasi impossibile, soprattutto per chi vive ogni giorno tra affitti alle stelle, traffico infinito e costo della vita sempre più pesante. Eppure basta fare un confronto con i prezzi di trent’anni fa per rendersi conto di quanto sia cambiata la città.
Gli affitti? Un altro pianeta
Negli anni ’90 con 500 o 600 mila lire al mese si trovavano appartamenti in quartieri che oggi hanno prezzi fuori controllo. Zone come Monteverde, Appio, Tuscolano o Prati erano molto più accessibili rispetto a oggi.
Anche chi voleva comprare casa aveva possibilità completamente diverse. In molte periferie romane i prezzi erano ancora “umani” e tante famiglie riuscivano ad acquistare casa con mutui sostenibili. Oggi, per molti giovani, l’idea stessa di comprare un appartamento a Roma sembra quasi irrealistica.
Fare la spesa non era un salasso
Anche la vita quotidiana aveva costi molto più bassi. Con 100 mila lire si riempiva il carrello del supermercato senza troppe rinunce.
Qualche prezzo che oggi fa quasi sorridere:
- il caffè al bar costava circa mille lire
- pizza e bibita si trovavano tranquillamente a 10 mila lire
- il biglietto dell’autobus costava poco più di mille lire
- andare al cinema era ancora una cosa normale per tutti.
Persino la benzina, pur con stipendi diversi rispetto a oggi, pesava molto meno sulle famiglie.
Una Roma diversa da quella di oggi
Ma non era solo una questione economica. Roma negli anni ’90 aveva ritmi completamente differenti. C’era meno turismo di massa, meno case vacanza e molti quartieri erano ancora davvero “dei romani”.
Trastevere, San Lorenzo, Testaccio o il Pigneto non erano ancora invasi da locali turistici, B&B e movida continua. Erano quartieri più autentici, vissuti soprattutto da chi a Roma ci abitava davvero.
Anche il traffico, pur essendo già un problema, non aveva ancora raggiunto i livelli attuali. La città sembrava più lenta, meno frenetica.
Il vero cambiamento si vede soprattutto nel rapporto tra stipendi e costo della vita. Negli anni ’90 molte famiglie andavano avanti con un solo stipendio. Oggi, spesso, anche lavorando in due si fatica ad arrivare tranquilli a fine mese.
Tra affitti, bollette, carburante e spese quotidiane, vivere nella Capitale è diventato molto più complicato rispetto a trent’anni fa.
La nostalgia di chi ha vissuto quegli anni
Forse è anche per questo che tanti romani guardano con nostalgia a quel periodo. Non perché fosse tutto migliore, ma perché la città sembrava più vivibile, più accessibile e meno stressante.
Una Roma dove uscire a cena non era un lusso, dove trovare casa non era una missione impossibile e dove il centro storico non era ancora trasformato in un enorme scenario turistico.
E a guardare certi prezzi oggi viene quasi difficile crederci davvero.




