Geek
di Mattia Nesto 12 Febbraio 2020

Con Dreams, tutti potranno creare il loro videogioco personale

L’esclusiva di Sony Playstation in uscita il 14 febbraio e che abbiamo provato in early-access, ci ha fatto scoppiare la testa di creatività

Tutte le immagini ci sono state fornite per gentile concessione di Sony Playstation  Tutte le immagini ci sono state fornite per gentile concessione di Sony Playstation

Quando la scorsa settimana abbiamo partecipato a Milano al release party di Dreams, la nuova esclusiva di Sony Playstation realizzata dalle ragazze e dai ragazzi di Media Molecule, siamo stati letteralmente investiti da una tale quantità di buone vibrazioni, creatività applicata al mondo del lavoro e piacere nel condividere le proprie idee come da tempo non  capitava. Già perché Dreams più che un gioco nudo&crudo è davvero quello che si potrebbe definire una sorta di piattoforma di idee in cui sviluppatori e giocatori, senza soluzione di continuità, si mettono in gioco, scambiano suggestioni e entrano in un circolo virtuoso di suggestioni, rimandi e riferimenti incrociati. Ma andiamo con ordine.

Per parafrasare il bel film di Matteo Garrone, Dreams è un gioco di giochi ovvero con questo titolo si può costruire da zero un livello di gioco, a partire dalle sue fondamenta. Infatti, durante l’incontro organizzato da Sony a Milano, abbiamo potuto assistere agli stessi membri dei Media Molecule che armati di controller andavano via via a realizzare livelli e mondi di gioco sempre più complessi. E quando vi diciamo costruire mondi di gioco vogliamo dire che si possono scegliere, esattamente, il tipo di alberi che andremo a selezionare, la nuance cromatica delle foglie e, naturalmente, le dimensioni del fusto nonché della chioma. Così per ogni singolo elemento del livello che andremo a costruire: dalle nuvole ai ruscelli, dall’estetica e fisica dei personaggi alla dimensione delle montagne o dall’ampiezza delle pianure alla morfologia del terreno.

Non stupisce perciò che durante la fase di lancio, quando sono state realizzate le versione beta e alfa del gioco, gli utenti si siano sbizzarriti nel costruire delle vere e proprie meraviglie fai-da-te. Ad esempio, recentemente, un utente ha rifatto The Last of Us con la grafica e l’estetica della Ps1. Qui sotto eccovi questa meraviglia.

In uscita il prossimo 14 febbraio, non a caso il giorno di San Valentino, Dreams è una sorta di dichiarazione d’amore nei confronti della creatività. Infatti con questo gioco non soltanto potremo affrontare i livelli che gli sviluppatori hanno creato per noi, con una vera e propria storyline, chiamata Il sogno di Art, che ci farà impersonare un musicista alle prese con la ricostituzione della propria band abbandonata anni prima, ma anche quelli che i vari utenti sparsi in tutto il mondo andranno a creare.

Si tratterà quindi di mettere in rete e in condivisione totale le proprie idee: naturalmente anche noi stessi potremo inserire nel database di gioco il nostro livello, cosicché altri giocatori lo possano sperimentare. Se state pensando a titoli come Mario Maker, in cui si va a realizzare il proprio livello di Super Mario, ci siete andati vicini ma possiamo dirvi che, a livello proprio di tool e possibilità offerte, Dreams fa un reale balzo in avanti in questo senso.

Avendo la possibilità, persino, di decidere la conformazione del terreno, il livello di esposizione, nonché la tonalità dominante del proprio mondo, la nostra creatività potrà essere espressa al massimo grado. Certo se vi state chiedendo se Dreams non sia un gioco che, molto più rispetto ad altri, necessita di un forte, fortissimo coinvolgimento attivo da parte del giocatore, noi non possiamo rispondervi che sì. Nonostante, come già ricordato, vi siano degli asset e dei livelli pre-fatti, il bello vero di Dreams è quello realizzato con le proprie mani ma anche sperimentare le creazioni degli altri giocatori non è niente male, anzi è bellissimo.

Come ci hanno detto i membri di Media Molecule l’intenzione era quella di cambiare il modo in cui ci si approccia ad un gioco. I creatori dell’amatissimo Little Big Planet infatti hanno dichiarato come si sia voluto puntare ad un titolo che tutti potessero giocare, perché con pochi passi si può costruire un mondo. Ad esempio la decisione di poter giocare anche utilizzando i move-controller della Playstation Vr va proprio nella direzione di aprire il più possibile il pubblico. I responsabili del tema hanno poi aggiunto come ci si possa semplicemente divertire, magari cazzeggiando di livello in livello ma si possa anche decidere di sviluppare e costruire da zero un vero e proprio gioco, fatto e finito. Sta a a noi la scelta insomma.

Con un’estetica e un concept unico nel suo genere la nuova esclusiva di casa Sony è davvero un qualcosa di coraggioso nonché di insolito nel mondo del gaming: dare le piene redini del controllo in mano al giocatore, senza paura e senza troppi timori. Quando perciò vi accingerete a costruire il vostro personale mondo di gioco oppure vi addentrerete nella costruzione creativa di quel dato utente o di quel dato sviluppatore dei Media Molecule, abbandonate ogni paura e lasciatevi conquistare: su Dreams se lo immagini, puoi. 

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