Geek
di Mattia Nesto 20 Gennaio 2020

Dragon Ball Z: Kakarot, per giocare uno degli anime più belli di sempre

Il nuovo titolo Bandai Namco con protagonista Son Goku ci ha fatto tornare indietro nel tempo

Per molti di noi, e forse anche di voi, la fine degli anni Novanta e i primi, primissimi anni Duemila sono stati scanditi da una sorta di rito, quasi religioso. Ovvero di ritorno da scuola, magari mentre si pranzava, un’intera generazione (ma forse anche più) è letteralmente cresciuta guardando su Italia 1 le avventure di Goku, ovvero uno degli anime (e manga) più importanti di sempre: Dragon Ball. È chiaro  come il sole che una delle saghe più fortunate di tutti i tempi, anche e soprattutto, in termini economici sia prestissimo tracimata anche nel mondo dei videogiochi. È proprio di un nuovo videogioco a tema Dragon Ball oggi vi parliamo ovvero Dragon Ball Z: Kakarot.

Partiamo subito da un presupposto doveroso: Kakarot non è un titolo che nell’innovazione, nel rischio di sperimentare qualcosa e, perché no, nella creatività sempre e comunque il proprio fiore all’occhiello bensì il gioco di Bandai è, almeno ad oggi, la più completa, fedele e filologicamente corretta trasposizione videoludica di un’anime. Infatti lungo le ore di gioco (abbiamo completato, abbastanza di corsa, la trama principale in circa 40 ore di lotte matte e disperatissime ma se siete fan del completismo avrete a disposizione oltre un centinaio di ore di intrattenimento.

Kakarot è molto semplice da spiegare: infatti si tratta, fondamentalmente, di un gioco di lotta, di un gran bel gioco di lotta dove, tra una boss-fight e l’altra, ci si ritrova ad esplorare il mondo di gioco, conversare con gli iconici personaggi di Dragon Ball Z e, solo ogni tanto, avere a che fare con piccoli elementi ruolistici oltre che mini-giochi, quasi sempre molto divertenti e appaganti. Se è vero come è vero (ma di questo ne parleremo più diffusamente nel prossimo paragrafo) che il combattimento di Kakarot è qualcosa di squillante per quanto è bello, altrettanto non si può dire del mondo di gioco. Infatti, nonostante qualche lievissimo velleità da open-world, in Kakarot ci troveremo ad esplorare aree di gioco non soltanto limitate e piccine ma anche abbastanza deserte. Certo potremo volare a bordo della Nuvola D’Oro (conosciuta anche come nuvola Speedy) e guidare diversi mezzi di locomozione, ma l’esplorazione sarà sempre fittizia e avremo sempre la sensazione di aridità di un mondo di gioco che, quasi mai, respira e lotta insieme a noi.

La lotta, vero e proprio cuore di Kakarot. Dimenticatevi i tecnicismi e l’anima professionale dei vari capitoli Xenoverse. Kakarot si allaccia direttamente alla tradizione dei Budokai, quella serie di giochi a tema Dragon Ball che avevano spopolato nei primi anni duemila. Ovvero un combat-system abbastanza basico, dove alla tecnica si predilige la spettacolarità delle mosse che però, in questo caso, sono state ridisegnate con intelligenza. Ad esempio il Kikōhō/ Cannone dell’Anima di Piccolo/Junior è ricreato con grandissima fedeltà ma non dovremo sorbirci, ogni volta, i filmati di quasi trenta secondi di preparazione dell’attacco come nei già citati Budokai. E le animazioni, insomma, sono veramente fighissime e fatte sul serio ad arte.

Altra innovazione sarà poi il sistema di combattimento che, oltre ad un solidissimo 3d arricchito da una bellissima grafica in chell-shading (fedelissima all’anime), permetterà attraverso il rallentamento ad hoc del tempo, di scegliere, attraverso combinazioni di tasti piuttosto basilari, la mossa che si vuole. Ci sono le combo, certamente presenti, ma diciamo che non solo così fondamentale come nei titoli più tecnici à la Xenoverse.

https://www.facebook.com/EleuteriovonNestor/videos/10219423349507706/

Insomma a conti fatti, Dragon Ball Z: Kakarot è un titolo sicuramente ben realizzato, con evidenti limiti (la parte ruolistica e le missioni secondarie paiono davvero appartenere ad un’altra epoca videoludica) ma che ha nei suoi punti di forza delle vere e proprie perle di bellezza. Con un sistema di combattimento sopraffino e la fedeltà alla storia principale, Dragon Ball Z: Kakarot è il gioco ideale per tutti i nostalgici di quei pomeriggi passati su Italia 1 oppure per chi vuole, per la prima volta, fare la conoscenza di Goku e degli Z-Fighters.

Dragon Ball Z: Kakarot

Compra | amazon

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

5,00 €

BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

Lattina ufficiale “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l'uso che preferite. La bevanda che avresti voluto bere.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Moneyless

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
10,00 €

Maglietta Amarti mi affatica

100% cotone Maglietta bianca Serigrafia con scritta "Amarti m'affatica".
15,00 €

Maglietta Better Days calligrafica

100% cotone Modello unisex Serigrafia con scritta "Better Days" creata da calligrafo Bizantino Perché c'è sempre bisogno di giorni migliori
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di CT

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
25,00 €

Maglietta de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Maglietta in edizione limitata per il concerto di Andrea Laszlo De Simone.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Alessandro Ripane

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
24,99 €

Lucchetto ad impronta digitale

Ecco il lucchetto più intelligente che c'è. Per aprirlo non servono chiavi, ma basta la tua impronta digitale. Il lucchetto smart è prodotto dall'azienda cinese Xiaomi, che sforna ogni anno ottimi prodotti di elettronica di consumo. Si apre grazie al semplice tocco delle dita, perché riconosce l'impronta digitale del suo padrone. Ricordi quella volta che sei sceso dall'aereo, hai ritirato la valigia e ti sei accorto che non avevi più la chiave del lucchetto? Non succederà più. Fatto in lega di zinco e acciaio è figo, tutto liscio, senza pile da cambiare perché è ricaricabile con un comune cavetto micro USB. A leggere le specifiche tecniche può stare in standby fino ad un anno ed è anche resistente all'acqua. Infine, può memorizzare fino a 20 impronte digitali, così puoi condividerlo con altre persone o, addirittura provare ad aprirlo con le dita dei piedi. Ecco tutti i dati: Nome prodotto: NOC LOC Fingerprint Padlock Metodo di apertura: impronta digitale Materiali: lega di zinco e acciaio Lettore di impronta: semiconduttore Alimentazione ricarica: cavo Micro-USB Impronte memorizzabili: 20 Indicatore batteria scarica: punto LED Tipo batteria: 110mAh ricaricabile Livello di resistenza all'acqua: IPX7 Durata in standby: 1 anno Aperture con una ricarica: 2500 volte Dimensioni: 36mm x 18mm x 38mm Il pacchetto include 1 lucchetto. Il prodotto viene spedito dalla Cina.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >