Giovedì 4 giugno, dalle 11 alle 12.30, torna al centro un tema che nelle città pesa ogni giorno, anche quando resta sullo sfondo del dibattito pubblico: come si muovono le donne e quanto trasporti, strade e spazi urbani rispondano davvero ai loro bisogni. Il webinar promosso da Anci, con la collaborazione di Roma Servizi per la Mobilità, riunisce Comuni, aziende e operatori del settore per portare avanti un confronto già aperto a Roma, Bologna e Milano. Il taglio è pratico: dati, esperienze locali e scelte concrete che possono incidere sulla vita di chi si sposta per lavoro, cura, studio o carichi familiari.
Comuni a confronto tra buone pratiche e criticità su accessibilità e sicurezza urbana
Il punto di partenza è semplice, ma troppo spesso messo da parte: gli spostamenti femminili non seguono sempre i modelli su cui, negli anni, sono stati costruiti i servizi di trasporto. Ci sono tragitti più spezzati, orari meno regolari, tappe intermedie, esigenze legate ai figli, agli anziani o anche alla percezione di sicurezza in alcune zone della città. Per questo il webinar si concentrerà sulle buone pratiche dei Comuni italiani, ma senza nascondere i nodi ancora aperti, a partire da accessibilità e sicurezza urbana. È qui che si vede la distanza tra i piani sulla carta e la realtà di tutti i giorni: fermate isolate, percorsi poco illuminati, coincidenze scomode, servizi pensati per un utente standard che, spesso, standard non è affatto.
La Carta della mobilità delle donne e il nodo del ruolo femminile nelle aziende del trasporto
L’incontro sarà anche l’occasione per presentare la Carta della mobilità delle donne, con l’obiettivo di fissare criteri e indirizzi e rendere il tema meno occasionale, più stabile dentro le politiche locali. Ma c’è anche un altro fronte, altrettanto pesante: le donne nella mobilità, cioè dentro aziende di trasporto, agenzie, pianificazione, ricerca e servizi. Il tema non è solo la presenza numerica. C’entrano anche il peso nelle decisioni, le carriere, i ruoli tecnici. Ed è proprio qui che il settore continua a mostrare ritardi evidenti. Roma Servizi per la Mobilità ricorda di aver ottenuto nel 2024 la certificazione per la parità di genere e di essersi dotata di un comitato guida interno. Il problema, però, resta più ampio e riguarda un intero comparto che ancora fatica a rappresentare, al proprio interno, la complessità delle persone che trasporta ogni giorno.




