A spingere sono il traffico cronico, i costi del carburante e la necessità di spostarsi più in fretta. È la fotografia che emerge dai dati rilanciati da Clean Cities su base Ancma, mentre il Campidoglio prova a stare dietro al cambiamento con più mezzi in sharing e nuove regole sulla sicurezza. Nella Capitale le due ruote non sono più una scelta da pochi: ormai fanno parte della mobilità di tutti i giorni. E basta fermarsi a un semaforo sulla Colombo o a San Giovanni nelle ore di punta per capirlo.
I numeri della svolta: immatricolazioni in aumento e un parco circolante da record
Secondo i dati Ancma, a Roma tra gennaio e aprile sono state immatricolate 8.871 moto e scooter nuovi, circa il 10% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un aumento che arriva in una città già piena di due ruote: ne circolano oltre 400mila tra moto e scooter, che salgono a circa 530mila nell’intera provincia. Poi c’è il mondo delle biciclette tradizionali ed elettriche, stimate in circa un milione, a cui si aggiungono 115mila monopattini privati.
Nella stessa direzione va anche il mercato: le vendite di bici ed e-bike nei negozi specializzati sono in crescita del 7%. Numeri che raccontano un cambio vero, non una fiammata passeggera. Le due ruote entrano nelle abitudini quotidiane, nei tragitti casa-lavoro, nelle consegne e anche negli spostamenti brevi, quelli di quartiere.
Perché i romani scelgono le due ruote: traffico, carburanti e tempi di percorrenza
Le ragioni, per chi vive Roma, sono piuttosto chiare. La città continua a fare i conti con tempi di percorrenza lunghi, nodi congestionati e un trasporto pubblico che in molte zone non riesce a garantire spostamenti rapidi. In questo quadro scooter e moto permettono di accorciare i tempi, le bici elettriche rendono più semplici anche tragitti medi con salite e dislivelli, mentre i monopattini coprono l’ultimo tratto, quello tra la fermata e la destinazione.

C’è poi il tema dei costi: tra carburanti, parcheggi e spese di gestione dell’auto, per molti romani il mezzo leggero è diventato una scelta quasi obbligata, più che una bandiera. “Con la macchina per fare sette chilometri impiegavo quaranta minuti”, ha raccontato al Corriere della Sera un pendolare della zona Tiburtina. Una frase che riassume bene un sentimento molto diffuso. Le due ruote non risolvono tutto, ma fanno guadagnare tempo. E spesso è questo che fa la differenza.
Il rovescio della medaglia: incidenti, infrazioni e vulnerabilità sulle strade della Capitale
La crescita, però, presenta il conto sulle strade. Delle 41 vittime registrate a Roma nel 2026, oltre la metà viaggiava su moto o scooter. Un dato che riporta al centro tutta la fragilità di chi si muove senza la protezione di un abitacolo. Nelle ricostruzioni richiamate nel dossier tornano spesso gli stessi problemi: eccessi di velocità, passaggi con il rosso, uso improprio delle aree pedonali e violazioni ripetute del codice da parte sia dei motociclisti sia di alcuni utenti dei monopattini elettrici.
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Ma non c’è solo il comportamento di chi guida. Pesano anche l’asfalto dissestato, la segnaletica poco chiara in diversi quadranti e gli incroci molto ampi dove auto, bus e mezzi leggeri si trovano a incrociarsi in pochi metri. Con le due ruote ci si muove meglio, ma si resta più esposti. Ed è qui che il boom della mobilità leggera mostra il suo lato più delicato.
Le mosse del Campidoglio e le nuove regole: sharing potenziato, casco, targhino e Rc per i monopattini
Sul fronte delle politiche urbane, il Campidoglio punta a rafforzare la mobilità condivisa, portando i mezzi in sharing da 9mila a 13.500 unità. L’obiettivo è allargare l’offerta e distribuire meglio scooter, bici e monopattini nei quartieri, così da ridurre almeno in parte la dipendenza dall’auto privata. Il passaggio più visibile, però, riguarda i monopattini elettrici. Da sabato entrano in vigore le nuove norme con l’obbligo del casco e del targhino identificativo, anche per i mezzi in sharing; da luglio scatterà inoltre l’assicurazione Rc. Misure pensate per rendere più controllabile e più sicuro un settore cresciuto in fretta, spesso prima ancora delle regole.
Resta da capire quanto cambieranno davvero i comportamenti quotidiani e quanto peseranno i controlli, che a Roma restano sempre un nodo. La direzione, comunque, è chiara: la città si muove sempre più su due ruote, ma adesso deve trovare un equilibrio tra rapidità, accessibilità e sicurezza stradale.




