A Roma si allarga la rete per la raccolta degli oli vegetali esausti domestici. Con il nuovo protocollo tra Roma Capitale, AMA e CONOE, già in vigore e rilanciato nelle ultime settimane, il servizio arriva in 14 Municipi e punta a evitare uno degli errori più comuni in casa: buttare l’olio da cucina usato nel lavandino o negli scarichi. È proprio lì che nasce il problema, con ricadute dirette su inquinamento e depurazione delle acque. La regola, invece, è semplice: l’olio va fatto raffreddare, messo in una bottiglia ben chiusa e poi portato nei punti dedicati, dai mercati rionali ai centri di raccolta AMA, fino ad alcune scuole aderenti.
L’accordo tra Roma Capitale, AMA e CONOE allarga la rete in città
Con l’intesa firmata da Roma Capitale, AMA e CONOE, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli esausti, la raccolta dell’olio alimentare usato diventa più capillare in gran parte della città. L’obiettivo è chiaro: recuperare una quota più alta di olio vegetale esausto prodotto in casa, che ancora troppo spesso finisce nel lavello. Un gesto abituale, sì. Ma sbagliato. Sul sito ufficiale di AMA Roma si legge anche che la rete è destinata ad allargarsi ancora, con nuove postazioni pensate per coprire meglio le zone oggi meno servite.
La mappa comprende i Municipi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII e XIV, oltre al XV Municipio, indicato tra i territori serviti con postazioni dedicate. In concreto, la raccolta tocca una larga fetta della città: dal centro storico fino al litorale di Ostia, passando per quartieri popolosi come Prati, Tuscolano, Garbatella, Spinaceto, Monte Sacro e Ponte Milvio. La linea è quella della vicinanza: portare il servizio dove le persone passano ogni giorno, non soltanto nelle isole ecologiche.
Dai mercati rionali ai centri AMA: ecco dove si porta l’olio usato
Il cuore del sistema resta la rete dei punti di raccolta per l’olio esausto a Roma, distribuiti tra mercati rionali e centri AMA. Nel Municipio I ci sono, tra gli altri, il Mercato Prati in piazza dell’Unità 53, il Mercato Vittoria in via Sabotino 4 e il Mercato Monti in via Baccina 36. Nel Municipio II il punto di riferimento è il mercato di Largo degli Osci. Nel Municipio III compaiono i mercati di Val Melaina, Tufello, Serpentara II, Sacchetti e Talenti-Gambara, oltre ai centri AMA di via Ateneo Salesiano e via della Bufalotta 592.
La rete prosegue nel Municipio IV con i mercati di Pietralata, San Romano e via Filippo Meda, più il centro AMA di via Cassino 7-9 a Ponte Mammolo. Nel Municipio V i punti sono in via Giorgio Perlasca 39, via Prenestina 505, via Palmiro Togliatti 983 e via di Torre Annunziata 1, insieme al centro AMA di Villa Gordiani, via Teano 38. Nel Municipio VI si può conferire al Mercato Torre Spaccata, all’Aula Civica di via Pedicciano 23 e alla sede municipale di via Bruno Cirino 3. Nel VII ci sono i mercati di Piazza Epiro, Quadraro, Cinecittà e Cinecittà Est, oltre al punto nella parrocchia San Gabriele dell’Addolorata in via Ponzio Cominio 93.

Anche gli altri territori hanno una rete già attiva: nel Municipio VIII i mercati di Garbatella e Corinto; nel IX i mercati di Spinaceto, Vigna Murata, Laurentino e Tor de’ Cenci, più i centri AMA di via Laurentina 881 e via Riccardo Boschiero; nel X i centri di via Piazza Bottero 8 e via di Macchia Saponara 7-9; nell’XI il centro di via Arturo Martini 1; nel XII il Mercato de Calvi; nel XIII i mercati di Irnerio e Borgo Ticino; nel XIV quelli di Pasquale II, Belsito e Thouar; nel XV il Mercato Ponte Milvio in via Riano 31, la sede municipale di via Flaminia 872 e il punto di via Cassia km 19,680 per sfalci e potature, dove è previsto anche il conferimento dedicato.
Scuole coinvolte, ma accesso non sempre aperto a tutti
Una parte del progetto passa attraverso le scuole di Roma, scelte come presìdi di quartiere per la raccolta dell’olio esausto domestico. Nei Municipi coinvolti ci sono decine di sedi. Nel I, per esempio, figurano la Ruggero Bonghi, l’IPSEOA Vincenzo Gioberti in due sedi e il plesso Baccarini. Nel II ci sono scuole come Villaggio Olimpico, Via Novara, San Pio X, Giuseppe Mazzini e XX Settembre. Nel V aderiscono l’Istituto Di Vittorio-Lattanzio, l’I.C. Piazza De Cupis, la Iqbal Masih, la Romolo Balzani e altri istituti della zona est.
C’è però una regola precisa da tenere presente: il servizio nelle sedi scolastiche è in genere riservato alle famiglie degli studenti e al personale scolastico. Non si tratta quindi, di norma, di un accesso libero per tutti i residenti, salvo i casi indicati nelle schede dei singoli punti. Nel Municipio V, ad esempio, alcune sedi prevedono aperture dedicate anche ai cittadini, come l’istituto di via Teano 223, con conferimento tra le 9 e le 13. Prima di andare conviene controllare il sito di AMA Roma o gli orari del proprio municipio: giorni e finestre di conferimento possono cambiare.
Perché l’olio nel lavandino è un danno e come viene recuperato
Il motivo è anche ambientale, e i numeri danno bene l’idea. Secondo AMA, 1 chilo di olio vegetale esausto può inquinare una superficie d’acqua di un chilometro quadrato, pari a circa 140 campi di calcio. È il dato usato più spesso nelle campagne informative e spiega cosa succede quando l’olio usato finisce negli scarichi di casa: crea problemi agli impianti di depurazione, fa crescere i costi di trattamento e pesa su un sistema già sotto pressione. Per chi si occupa di reti fognarie e manutenzione, del resto, è un problema noto da tempo.
Se raccolto nel modo corretto, invece, l’olio da cucina esausto entra in una filiera di recupero e può essere trasformato in biocarburanti e glicerine per saponi. Ai cittadini si chiede poco: lasciarlo raffreddare, versarlo in un contenitore di plastica ben chiuso e portarlo nel punto più vicino. Il principio è tutto qui: niente lavandino, niente wc. Un gesto piccolo, ma in una città grande e fitta come Roma fa una differenza concreta.




