A Roma, dove il verde urbano è tornato al centro del dibattito, il Campidoglio ha messo nero su bianco il nuovo bilancio arboreo: tra il 2021 e il 2025 sono stati abbattuti 29mila alberi, ma nello stesso arco di tempo ne sono stati piantati 67mila. Il saldo, dice il Comune, è di 37mila alberi in più. E per l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi il patrimonio oggi è “più sano e sicuro”. I dati, aggiornati a dicembre 2025 e illustrati ieri, arrivano però in un momento tutt’altro che tranquillo: tra proteste nei quartieri, lavori nei parchi e un confronto politico che guarda già alla prossima campagna elettorale.
Dal 2021 al 2025 il Comune rivendica un saldo di 37mila alberi in più
Il Comune di Roma prova a spostare la discussione dai toni della polemica ai numeri. In quattro anni, spiega l’amministrazione, gli alberi abbattuti sono stati poco più di 29mila, mentre le nuove piantumazioni hanno toccato quota 67mila. Il risultato è un aumento netto di 37mila alberi, il dato su cui il Campidoglio insiste per respingere una delle critiche più ricorrenti: quella secondo cui ai tagli non seguirebbero sostituzioni vere. C’è poi un altro numero che il Comune considera significativo: i metri quadrati di verde per abitante sono passati da 16,83 nel 2021 a 17,60 oggi. Numeri asciutti, ma dal peso politico evidente, soprattutto dopo mesi di proteste, assemblee nei municipi e segnalazioni dei residenti per tronchi rimossi e filari spezzati.
Ecco dove cresce il verde: strade, parchi e scuole nella mappa della città
La fotografia aggiornata del patrimonio verde di Roma parla di circa 390mila alberi presenti in città. Di questi, 125mila sono lungo le strade, 229mila si trovano nei parchi cittadini e circa 25mila dentro le scuole. Una mappa che racconta una presenza diffusa, non limitata alle grandi ville storiche o al centro, ma sparsa anche nei quartieri residenziali e negli spazi pubblici di ogni giorno.

Alfonsi ha parlato di un “ampliamento dell’infrastruttura naturale di Roma”, sottolineando un punto: il patrimonio arboreo non starebbe crescendo solo nei numeri, ma starebbe cambiando anche nella composizione, con alberi di età diverse e di specie differenti. Le specie più presenti restano comunque pini, querce e platani, quelle che più segnano il paesaggio romano. Il Comune aggiunge anche un dettaglio: il bilancio si ferma a dicembre 2025 e quindi non comprende altri 6mila alberi stradali piantati nel 2026.
Perché si abbatte: 706 crolli e il nodo della sicurezza pubblica
Il capitolo più delicato resta quello degli abbattimenti. È qui che si concentrano le proteste, la diffidenza dei residenti e il sospetto che alcuni tagli potessero essere evitati. Il Comune lega però una parte delle rimozioni alla sicurezza pubblica. Nel periodo considerato, si legge nel bilancio, ci sono stati 706 crolli improvvisi di alberi, in alcuni casi con conseguenze gravi per i cittadini. È il dato che più di tutti ha inciso sulle scelte dell’amministrazione, anche alla luce degli episodi che negli ultimi anni hanno riportato l’attenzione sui grandi alberi lungo le strade e sui pini monitorati nelle zone più frequentate.
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Secondo il Campidoglio, molti degli esemplari rimossi erano stati giudicati a rischio dopo verifiche tecniche o controlli fitosanitari. L’obiettivo, spiegano gli uffici, è evitare cedimenti in punti sensibili della città: marciapiedi, viali, scuole, fermate del trasporto pubblico. Una linea che non spegne le contestazioni, ma che il Comune rivendica come scelta precisa.
Tra polemiche e replica del Campidoglio, il verde diventa già terreno elettorale
Le polemiche, in ogni caso, non si sono fermate. Nei comitati di quartiere e sui social va avanti da tempo l’idea che a Roma si tagli troppo, che i nuovi alberi non bastino davvero a compensare quelli persi e che una parte delle piantumazioni venga poi lasciata senza irrigazione, fino a seccarsi nei mesi più caldi. È su questo punto che la risposta del Campidoglio si fa più netta, e anche più politica.
Dall’assessorato sostengono che i numeri “spazzano via le dicerie”, a partire proprio dall’accusa di non sostituire gli alberi abbattuti. Alfonsi rivendica un patrimonio “più sano e sicuro” e parla di una strategia che punta su un verde più equilibrato, meno esposto all’invecchiamento contemporaneo delle stesse specie e più adatto alle condizioni urbane di oggi. Sullo sfondo, però, resta la politica. Il tema degli alberi a Roma tocca insieme qualità della vita, manutenzione, paesaggio e fiducia nell’amministrazione. Per questo difficilmente uscirà dal confronto pubblico nei prossimi mesi. Anzi, tutto fa pensare che diventerà uno dei temi più discussi della prossima sfida per il governo della città.




