Al Mercato Franco Sacchetti di Roma, in via Franco Sacchetti 105, da aprile 2026 c’è un indirizzo nuovo da segnare: Numa, la gelateria voluta da Giulio Draghi e Giuseppe Fortuna. È una piccola attività nata dentro un mercato rionale, con un’idea chiara fin dall’inizio: fare gelato artigianale senza glutine, con materie prime scelte con cura e prezzi pensati per il quartiere, non per chi passa una volta sola.
Chi sono Giulio Draghi e Giuseppe Fortuna, i soci dietro l’apertura di aprile 2026
Dietro Numa ci sono due storie molto diverse, che a un certo punto si sono incrociate. Giulio Draghi è romano e lavora come ingegnere gestionale nella consulenza. Come ha raccontato, cercava qualcosa di concreto da affiancare al lavoro da casa. Giuseppe Fortuna, invece, arriva da anni di esperienza come gelatiere artigiano: origini calabresi, un periodo in Salento, poi l’arrivo a Roma nel 2007.
Si sono conosciuti attraverso la scuola dei figli, e da lì è nata l’idea. Draghi ha detto di aver visto nelle capacità di Fortuna “un potenziale da valorizzare meglio”. Fortuna, che a Roma aveva già lavorato in laboratori di altri e aperto un’attività dedicata ai dolci del Sud, ha trovato nel nuovo socio la spinta giusta per fare un passo in più. Più che una scommessa nata sull’onda dell’entusiasmo, è stato l’incontro fra due competenze: una più legata all’organizzazione, l’altra al mestiere artigiano.
Perché la scelta è caduta sul Mercato Sacchetti
Aprire al Mercato Sacchetti, in zona Monte Sacro, non è stata una soluzione di ripiego. Al contrario. I due soci hanno scelto un box in un mercato rionale di Roma invece di una classica bottega su strada per due motivi molto semplici: costi di gestione più bassi e la convinzione che i mercati di quartiere possano diventare sempre di più piccoli punti di ristorazione di prossimità, come succede già in altre città europee.

“Ci piaceva la dimensione del mercato, vitale e condivisa con altri colleghi”, hanno raccontato. In quest’ottica, quello che si risparmia non finisce solo nei conti, ma torna dentro il prodotto: materie prime, personale, servizio e lavorazione. C’è poi un altro punto, decisivo per il progetto: tutta la produzione è gluten-free, dai gusti in vaschetta ai coni, fino ai croccanti e alle torte semifredde. Non una linea a parte, ma una scelta fatta alla base. Anche sul servizio la direzione è netta: plastica il meno possibile. Dettagli pratici, certo, ma che raccontano bene l’identità del posto.
Materie prime scelte bene e gusti che si fanno ricordare
Da Numa il banco propone circa venti gusti, tra creme, sorbetti e alcune ricette che puntano ad avere un segno preciso. Draghi e Fortuna parlano senza giri di parole di food cost alto, perché l’idea è usare “il meglio possibile” per ogni ingrediente: latte di alta montagna, panna di qualità, frutta fresca e stagionale, comprata quando si può anche dai banchi vicini del mercato. Un giorno fragole, un altro ciliegie. È capitato perfino che qualche commerciante lasciasse una cassetta in regalo: segno che dentro il mercato i rapporti si costruiscono in fretta, banco dopo banco. Per paste e basi i soci citano pistacchio di prima scelta, mascarpone trentino, nocciola Igp Piemonte, ma anche arachidi argentine e anacardi vietnamiti, scelti perché considerati i più adatti al risultato finale.
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Tra i gusti più riconoscibili ci sono la Crema Numa, con base nocciola, crema al caffè e pan di Spagna, e il Bacio di Numa, con cioccolato fondente, fichi secchi e mandorle. Il cioccolato, del resto, è uno dei fili conduttori del bancone. E poi c’è la parte più personale di Fortuna, che continua a preparare spumoni salentini e tartufi di Pizzo: un pezzo della sua storia professionale che qui non è rimasto fuori dalla porta.
Prezzi di quartiere e un’apertura da tenere d’occhio
Sul fronte dei prezzi, Numa Roma si è tenuta sulla media delle gelaterie della zona, pur lavorando con ingredienti che i soci definiscono costosi. Il cono va da 3 a 4 euro, mentre un chilo di gelato costa 28 euro. L’obiettivo, spiegano, è restare accessibili al quartiere senza sacrificare la qualità. Un equilibrio tutt’altro che scontato, soprattutto a Roma, dove aprire e tenere in piedi un locale indipendente costa sempre di più.
Il banco resta aperto a lungo, dalle 10 alle 22, seguendo il ritmo del mercato e anche quello, molto romano, di chi passa a prendere una vaschetta dopo cena. È forse questo il punto più interessante della nuova apertura: Numa non si presenta come un posto costruito sull’effetto novità, ma come una vera gelateria di quartiere, con un’ambizione artigianale precisa e un’idea chiara di inclusione. Dentro il mercato, tra banchi e passaggi veloci, prova a riportare il gelato in una dimensione quotidiana. Ed è proprio per questo che può diventare un indirizzo da segnare.




