A Roma, tra centro storico, Prati, Parioli, Trastevere e Centocelle, maggio 2026 si apre con una nuova serie di ristoranti, cocktail bar, pizzerie e pasticcerie che raccontano bene dove sta andando la città. L’offerta cresce, le formule si mescolano, l’attenzione ai quartieri è sempre più netta e anche il pubblico sta cambiando, sulla scia del movimento lasciato dal Giubileo 2025. Le nuove insegne si distribuiscono in zone diverse: ci sono nomi già affermati che raddoppiano e progetti freschi che si ritagliano spazio senza troppo rumore. Ne esce una fotografia abbastanza chiara di come si sta muovendo oggi la ristorazione romana.
Dal centro storico ai Parioli, i ristoranti che si fanno aspettare
Tra le aperture più osservate c’è Quid – Unique Italian Dining, al via il 5 maggio sulla terrazza di Palazzo Marignoli, in Piazza San Silvestro. Il progetto porta la firma di Allianz Italia e mette insieme la squadra di Enrico Bartolini e lo chef Juan Camilo Quintero, già passato dal Poggio Rosso di Borgo San Felice. L’idea è quella di una terrazza fine dining che tenga insieme cucina e indirizzo, con un menu che prova a parlare di Roma senza rifugiarsi nei soliti piatti.
Pochi passi più in là, ma con un’impostazione diversa, il 19 aprile ha aperto il nuovo Retrobottega all’ultimo piano di Rhinoceros, in via del Velabro 9. Ci sono terrazza, sala interna e un servizio che accompagna il cliente dalla mattina alla sera. In carta si trovano katsu sando, cozze alla brace e risotto con aglio orsino, dentro una formula che resta fedele allo stile di Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice: cucina mobile, curiosa, poco ingessata.
Ai Parioli si fa notare invece Terracotta – Osteria con Brace, nuovo locale del gruppo Idra Holding in via Maresciallo Pilsudski 44. Lo chef Davide Ribatti ha costruito una carta che gira tutta attorno alla brace, usata come tecnica ma anche come cifra del locale. Si va dal Cannellone Terracotta al Cappellaccio del cacciatore, fino al galletto e alla tagliata di manzo. Qui il punto non è inseguire la moda del momento, ma lavorare sull’idea di osteria contemporanea. E il segno si vede.
Cocktail, tavolate e pop-up: così cambia l’aperitivo romano
Il fronte più vivace, forse, è quello dei locali dove si beve e si mangia con meno schemi. In via dei Prefetti 22, nel rione Campo Marzio, il 17 aprile ha aperto la seconda sede di Drink Kong, il marchio di Patrick Pistolesi che negli ultimi anni ha portato Roma nel giro internazionale del bartending. Il nuovo locale non copia quello di Monti: cambia lo spazio, ma restano il taglio retro-futurista, i richiami al Giappone, i cocktail classici, signature come il Gaijin, una carta per l’aperitivo e una sezione dedicata ai Martini, anche analcolici.

A Prati, in via Federico Cesi 22, Fabrizio Cervellieri ha trasformato gli spazi di Aede in Scambio Cucina Condivisa, un ristorante pensato per tavolate, assaggi e menu che cambiano di mese in mese. La formula “tutto a centrocampo”, sette piatti da dividere a 38 euro, racconta già bene lo spirito del posto: tagliatelle al ragù, kofte di agnello abruzzese, frico friulano, vini artigianali e qualche proposta dealcolata.
Più fuori mano, ma perfettamente dentro questa linea, c’è Para Compartir, in via Carlo Lorenzini 15 a Talenti. Il linguaggio è quello del tapas bar, portato però in una dimensione da piccolo ristorante. In carta ci sono diciassette piatti, con porzioni pensate per essere condivise, e un’attenzione concreta a vegani, vegetariani, senza glutine e senza lattosio. Dal locale lo hanno riassunto così: “Nessuno ha il suo piatto principale”. Il senso è tutto lì.
Pizza al taglio e ripiena, Roma continua a spingere sui lievitati
Sul fronte dei lievitati, Roma non rallenta. Anzi, continua a muoversi parecchio, soprattutto al di fuori della classica pizzeria serale. Tiella Pizzeria ha scelto Piazza Regina Margherita 25/26 per aprire la sua seconda sede dopo quella di Colli Aniene, portando nel quartiere Trieste la pizza al taglio di Daniele Biagioni. Il tratto che la distingue resta il lavoro sui condimenti, spesso costruiti come veri piatti: la pizza con uovo in camicia, valeriana e stracciatella, quella con calamari arrosto, olive taggiasche e capperi, fino al polpo rosticciato con mayo e pesto di prezzemolo.
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Più legata alla tradizione della pizza bianca ripiena è invece la nuova sede di Scrocchia in Piazza Benedetto Cairoli 9, a due passi da Campo de’ Fiori, dopo il primo locale in zona Della Vittoria. Il menu riprende quello già noto, con qualche proposta pensata per il centro storico: Anciova e fiori, Er pollo de Trilussa, Ariccia e Scrocchia, fino alla più spinta Orient Express con Wagyu e maionese. C’è anche il capitolo dolce, semplice e molto romano nello spirito: Scrocchia e Nutella. Un dettaglio solo in apparenza, perché in una città come Roma lo spuntino conta ormai quasi quanto il pasto.
Dolci, gelato e quartieri che si muovono: da Trastevere a Centocelle
L’ultima parte della mappa riguarda i quartieri, quelli dove le aperture spesso pesano di più nella vita di tutti i giorni. A Trastevere, in via Natale del Grande 49/50, il 24 aprile ha aperto la seconda sede di Pasticceria Macrì, subentrata negli spazi della storica Pasticceria Trastevere. Al banco si trovano cornetti, pan suisse, veneziane, maritozzi, torte classiche ed esotiche, monoporzioni e un angolo dedicato al gelato, che a Roma ormai non è più un prodotto da bella stagione e basta.
L’altra novità arriva a Centocelle, in via degli Aceri 72, dove Trattoria Da Fonsi mette insieme cucina romana e cucina portoghese. È una formula ancora poco vista a Roma est e si regge soprattutto sul doppio binario del menu: da una parte carbonara, amatriciana e cacio e pepe, dall’altra il baccalà, proposto nel risotto lusitano, nei cannelloni o gratinato con crema di spinaci. Due anime, come spiegano i gestori, nello stesso indirizzo. E dentro questa lista di nuove aperture a Roma maggio 2026 è forse il segnale più chiaro: la città continua a cambiare, ma lo fa partendo dai tavoli, dai forni e dalle vetrine dei quartieri.





