L’avviso di conclusione delle indagini, passaggio che di solito arriva prima di una possibile richiesta di rinvio a giudizio, contesta a Maria Rosaria Boccia due ipotesi di falso legate al percorso universitario e ai documenti presentati per ottenere il titolo. La notifica, va ricordato, non è una condanna e non accerta alcuna responsabilità in via definitiva. Apre però una nuova fase: la difesa può depositare memorie, chiedere interrogatori o presentare atti a favore dell’imprenditrice. I suoi avvocati, Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, hanno insistito proprio su questo punto, sottolineando che la chiusura delle indagini “non è un’affermazione di responsabilità”. Hanno anche espresso preoccupazione per la diffusione di notizie su procedimenti giudiziari prima che l’interessata abbia piena conoscenza formale degli atti. Una precisazione netta. E, vista la vicenda, tutt’altro che marginale.

La tesi contestata: quel 91% che per l’accusa sarebbe copiato
Il nodo dell’inchiesta è la tesi di laurea in Economia e Management, discussa nel 2023 con il titolo “Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica”. Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza di Napoli, il testo sarebbe copiato per il 91%. Una percentuale altissima, che per l’accusa arriverebbe soprattutto da una tesi discussa nel 2018 da una studentessa della Luiss. Da quel lavoro, stando agli accertamenti, sarebbe stato ripreso circa il 70% dell’elaborato; il resto sarebbe riconducibile ad altre fonti. Gli inquirenti contestano anche la firma della dichiarazione di originalità dell’elaborato, il documento con cui la candidata avrebbe dichiarato di essere autrice autonoma del lavoro. È il punto più delicato: la vicenda, da possibile plagio universitario, entra così nel terreno penale. La difesa, per ora, respinge ogni lettura anticipata e chiede che il confronto resti nelle sedi previste.
Università Pegaso parte offesa: la denuncia partita dall’ateneo
Nella storia entra anche l’Università telematica Pegaso, l’ateneo in cui Boccia ha conseguito il titolo. Pegaso si considera parte offesa e ha fatto sapere che l’inchiesta sarebbe nata da una denuncia presentata dalla stessa università. Già nel settembre scorso, dopo un servizio giornalistico che aveva sollevato dubbi sulla tesi, l’ateneo aveva avviato verifiche interne. Da lì, secondo la ricostruzione fornita da Pegaso, il caso sarebbe poi arrivato all’attenzione della magistratura napoletana. Non è un dettaglio secondario: in casi di presunto plagio, un’università può subire un danno d’immagine e amministrativo, oltre a dover valutare eventuali effetti sul titolo rilasciato. Su questo punto, però, al momento non risultano provvedimenti definitivi comunicati pubblicamente. La partita resta aperta. In tribunale e fuori.
Sangiuliano e Boccia, nuovo scontro tra indagini, querele e processo di ottobre
La chiusura del fascicolo sulla presunta laurea falsa ha riacceso anche lo scontro tra Maria Rosaria Boccia e l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, già al centro con lei di una lunga vicenda pubblica e giudiziaria. Boccia, dopo la notizia, ha denunciato quella che ritiene un’attenzione eccessiva sulla sua persona e ha sostenuto che Sangiuliano sarebbe “plurindagato”, lamentando un minore risalto mediatico su questo aspetto. I suoi legali hanno poi confermato l’esistenza di procedimenti a Roma nei quali l’imprenditrice risulterebbe parte offesa, con ipotesi di stalking e diffamazione aggravata: un fascicolo per atti persecutori sarebbe stato aperto nel dicembre 2024, mentre due procedimenti per diffamazione risalirebbero al 1° febbraio e al 6 maggio 2026. La risposta degli avvocati dell’ex ministro è arrivata subito: a loro dire, la situazione processuale è “chiara”, con Boccia imputata per stalking e Sangiuliano parte lesa nel procedimento che inizierà il 6 ottobre. Quanto alle presunte indagini sull’ex ministro, i legali hanno precisato che “nessun atto” sarebbe stato finora ricevuto. Due ricostruzioni opposte, dunque. E un calendario giudiziario che nei prossimi mesi potrebbe riportare il caso sotto i riflettori.




