Esperti di oncologia, rappresentanti delle istituzioni, medici, professionisti sanitari e ricercatori si ritroveranno a Roma il 12 e 13 giugno 2026 per il convegno nazionale “Oncologia tra Ospedale e Territorio – Innovazione, Sostenibilità, Equità”. Due giorni per discutere di cure contro i tumori, nuove terapie, medicina di precisione, intelligenza artificiale e Big Data, ma anche di un tema molto concreto: fare in modo che la qualità dell’assistenza non dipenda dal luogo in cui si vive. Una questione che tocca da vicino migliaia di pazienti e famiglie, non solo medici e addetti ai lavori.

Roma, due giorni di confronto tra Camera dei Deputati e Centro Congressi Trevi
Il convegno si aprirà venerdì mattina nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, una sede scelta per dare al confronto un peso anche istituzionale, oltre che scientifico. Le sessioni successive si terranno al Centro Congressi Trevi, dove il dibattito entrerà più nel vivo dei percorsi di cura e delle nuove strade della ricerca. Il titolo dell’iniziativa, “Innovazione, Sostenibilità, Equità”, dice già molto: provare a tenere insieme i passi avanti dell’oncologia con la capacità del sistema pubblico di offrire risposte il più possibile omogenee. Non è una sfida semplice. L’obiettivo è portare allo stesso tavolo medici, decisori, ricercatori e operatori del territorio, perché oggi la cura del cancro non finisce più dentro le mura dell’ospedale. Serve una rete. E deve funzionare davvero.
Medicina di precisione, intelligenza artificiale e Big Data: le tecnologie al centro del dibattito
Una parte importante dei lavori sarà dedicata alla medicina di precisione, che permette di orientare diagnosi e terapie in base alle caratteristiche molecolari della malattia e del singolo paziente. È uno dei campi in cui l’oncologia è cambiata di più negli ultimi anni, insieme all’immunoterapia e alle terapie mirate. Nel programma ci saranno anche intelligenza artificiale e Big Data in sanità, strumenti che possono aiutare a leggere meglio i dati clinici, organizzare i percorsi e, in alcuni casi, sostenere le decisioni dei medici. Il punto, hanno spiegato gli organizzatori presentando l’evento, non è sostituire i professionisti, ma usare meglio le informazioni già disponibili. Cartelle digitali, registri, dati degli screening, immagini diagnostiche: se messi in relazione nel modo giusto, possono rendere più rapide alcune scelte e togliere ai pazienti passaggi inutili. Restano però questioni aperte: regole, tutela dei dati e capacità reale delle strutture di usare queste tecnologie senza creare nuove differenze tra chi può accedervi e chi resta indietro.
Ospedale e territorio: la continuità assistenziale come nodo della presa in carico oncologica
Il rapporto tra ospedale e territorio sarà uno dei punti centrali del confronto romano. Molte difficoltà, infatti, emergono proprio dopo la diagnosi o quando si chiudono le fasi più acute della malattia. Il paziente oncologico può aver bisogno di controlli periodici, riabilitazione, sostegno psicologico, gestione degli effetti collaterali, cure a domicilio e dialogo costante con il medico di medicina generale. Se questi passaggi non sono coordinati, il rischio è che sia la persona malata a dover fare da tramite tra ambulatori, reparti e servizi locali. “La presa in carico non può fermarsi alla porta dell’ospedale” è il messaggio che attraversa l’impostazione del convegno. La continuità assistenziale, quindi, non è uno slogan: vuol dire appuntamenti programmati, informazioni condivise, canali chiari per chiedere aiuto quando compare un problema. A volte anche una telefonata fatta al momento giusto può evitare un accesso improprio al pronto soccorso.
Equità e sostenibilità: la sfida dell’accesso uniforme alle cure contro i tumori
Il tema dell’equità nell’accesso alle cure resta il più delicato. Le innovazioni hanno valore pieno solo se arrivano ai pazienti in modo uniforme. In Italia, come mostrano da anni i rapporti di istituzioni sanitarie e società scientifiche, le differenze tra territori possono pesare sui tempi di diagnosi, sull’adesione agli screening oncologici e sulla disponibilità di percorsi specialistici. Da qui la scelta di affiancare all’innovazione il tema della sostenibilità del Servizio sanitario. La domanda è chiara: come garantire terapie avanzate, strumenti digitali e assistenza vicino ai pazienti senza aumentare la pressione su bilanci già difficili? La risposta, almeno nelle intenzioni del convegno, passa da scelte condivise e da una programmazione capace di guardare oltre l’emergenza di ogni giorno. Prevenzione, diagnosi precoce, reti oncologiche, digitalizzazione e servizi integrati sono pezzi della stessa partita. Una partita che riguarda il presente, certo. Ma ancora di più la sanità dei prossimi anni.





