Cosa sappiamo di Suburra, la prima serie tv italiana firmata Netflix

Michele Placido dirige la serie tratta dal libro di De Cataldo e dal film di Sollima. 10 episodi di intrecci tra politica, malavita e Vaticano

Serie TV
di Simone Stefanini facebook 2 marzo 2017 11:32
Cosa sappiamo di Suburra, la prima serie tv italiana firmata Netflix

© Netflix  © Netflix

 

Finalmente Netflix inizia a produrre contenuti italiani, dopo averci mostrato alcune tra le più belle (e altre tra le più brutte) serie tv americane, inglesi, francesi, brasiliane e via dicendo. Si parla di Suburra, la serie tv diretta da Michele Placido tratta dal film del 2015 di Stefano Sollima, a sua volta tratto dal romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo.

In molti in questi giorni scrivono che Suburra è la risposta di Netflix a Gomorra ed è già un paradosso perché le prime due stagioni della serie tv basata sul libro di Saviano sono state dirette proprio da Sollima, che ha girato il film da cui Suburra prende spunto. Per dovere di cronaca, ricordate Romanzo Criminale, la serie tv diretta anch’essa da Sollima e tratta da un libro di De Cataldo? Bene, il film antecedente la versione a puntate è stato diretto da Michele Placido (qui sotto in una foto mentre dirige Suburra).

 

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Per andare sul sicuro dunque segnatevi Sollima, Placido, De Cataldo e mettete in panchina Saviano, pronto ad entrare al momento opportuno. Ecco il dream team dell’intrattenimento italiano quando si tratta di intrighi, crimine, potere, mafia, Stato, criminalità, malavita, Chiesa, Vaticano e non si passa dalle visioni oniriche del Giovane Papa di Paolo Sorrentino.

La Suburra di Placido è una serie di 10 episodi co-prodotti dalla Rai, ed è subito brivido freddo ripensando alla fiction I Medici, ma a parte le facili battute, è proprio il regista che esprime la sua felicità per il lavoro con Netflix:

Penso che in Italia abbiamo la storia necessaria per entrare nelle grandi serie internazionali, dove ci sono più soldi e più tecnologia. Con Netflix abbiamo la libertà di fare quello che ci pare, mentre nelle serie italiane partiamo già censurati perché si sa che non tutto si può dire e non tutto si può fare. Non ho dovuto prendere i soliti attori, piccole star e star del circuito televisivo, qui ho preso attori di 50 anni che hanno lavorato per la prima volta. Grazie a Netflix anche la Rai osa, anche se poi dovremo vedere cosa metterà in onda. A volte in passato proposte di miei progetti non sono state accettate. Anche recentemente un progetto sulle vere motivazioni dell’intreccio fra politica e mafia è stato bocciato.

 

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Nel cast della serie, Alessandro Borghi e Filippo Nigro insieme a Claudia Gerini, Francesco Acquaroli, Giacomo Ferrara e Eduardo Valdarini. Le vicende saranno ambientate diversi anni prima rispetto a quelle del film, ma narreranno comunque lo scontro di potere tra politica, malavita e Vaticano, il tutto ambientato a Roma. La Suburra infatti era un quartiere molto popoloso dell’antica Roma, sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale, fino all’Esquilino, in cui il sottoproletariato viveva in condizioni miserabili. Ancora oggi il termine è sinonimo di un luogo in cui regnano crimine e immoralità.

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