Dietro l’ascesa politica e mediatica del generale Roberto Vannacci, oggi impegnato nella costruzione del suo movimento Futuro Nazionale, c’è una figura che sta attirando sempre più l’attenzione dell’opinione pubblica, pur preferendo la discrezione ai riflettori. Si tratta di Camelia Mihailescu, sua compagna di vita da oltre vent’anni. Spesso tirata in ballo dai detrattori del generale per via delle sue origini, Camelia rappresenta in realtà il baricentro familiare di una delle figure più discusse della scena pubblica italiana.
Le origini, l’età e il colpo di fulmine a Bucarest
Camelia Mihailescu è nata in Romania e, sebbene mantenga un forte riserbo sulla sua esatta data di nascita, sappiamo che la storia d’amore con l’ufficiale dell’esercito ha radici profonde, dato che la coppia è unita solidamente da circa ventitré anni. Il loro primo incontro è avvenuto nei primi anni Duemila a Bucarest, in un contesto decisamente istituzionale: all’epoca Vannacci si trovava in Romania per una delicata missione diplomatica e militare della NATO. Di quel primo sguardo Camelia ha sempre ricordato come a colpirla non fu il rigore della divisa o lo status dell’ufficiale, ma l’inaspettata modestia e l’umiltà dell’uomo che sarebbe poi diventato suo marito.
Un profilo accademico brillante tra legge e psicologia
Se la riservatezza è la sua cifra stilistica, il suo curriculum parla di una donna determinata e di grandissima cultura. Mihailescu ha alle spalle un percorso di studi d’eccellenza, culminato con il conseguimento di ben due lauree, la prima in Giurisprudenza e la seconda in Psicologia e Scienze dell’Educazione. Questo ricco bagaglio accademico, unito a una spiccata propensione internazionale, le permette di essere un’autentica poliglotta in grado di dominare perfettamente quattro lingue, muovendosi con naturalezza tra il rumeno natio, l’italiano, l’inglese e il francese. Si tratta di competenze strutturate che oggi sfrutta anche sui suoi canali social, dove interagisce con un pubblico europeo per sostenere le tesi del marito e rispondere alle polemiche.

La scelta della famiglia e la vita quotidiana
Nonostante i prestigiosi titoli di studio avrebbero potuto aprirle le porte a una brillante carriera nel mondo legale o psicologico, Camelia ha fatto una scelta di vita ben precisa, decidendo di mettere momentaneamente da parte le ambizioni professionali per dedicarsi interamente alla crescita delle due figlie avute con il generale. Si è trattato di una decisione che la stessa Mihailescu rivendica con orgoglio e totale autonomia, definendola un gesto libero e consapevole, pur specificando che le donne moderne hanno tutto il diritto e la capacità di conciliare la carriera e gli affetti. Che la gestione della casa sia interamente nelle sue mani lo ha confermato lo stesso Vannacci, ironizzando sul fatto che, in un’abitazione composta da moglie, due figlie e una babysitter, il suo potere decisionale di fronte a quattro donne sia inevitabilmente ridotto all’osso.
La difesa del marito e il presente in Italia
Oggi la famiglia ha fatto base stabile in Italia, un Paese di cui Camelia si dice profondamente innamorata, specialmente per la cultura, la moda e la tradizione gastronomica, anche se non risparmia una frecciatina alla società attuale, sottolineando come paradossalmente si veda più “il mondo al contrario” in Italia che nella sua terra d’origine. La sua figura è finita spesso al centro del dibattito politico, con le opposizioni che hanno più volte accusato Vannacci di incoerenza. Attacchi che Camelia rispedisce al mittente con fermezza, confermando di essere la prima sostenitrice dei valori del marito.





