Society
di Simone Stefanini 19 giugno 2018

Le squadre da tifare al Mondiale per far arrabbiare Salvini

L’Italia non è ai Mondiali di Russia 2018, ma non per questo dobbiamo smettere di sognare

Il Mondiale di Russia 2018, quello ormai tristemente noto per l’assenza della nazionale italiana è iniziato e ci ha regalato un po’ di soddisfazioni tipo quella del Messico che batte la Germania e porta in alto il tricolore, ma sono tutte poca cosa rispetto alla delusione per non partecipare alla competizione sportiva più sentita di tutte. Ma poi siamo sicuri di voler fare sfoggio di italianità nel mondo proprio oggi, nel 2018 del Governo (ombra) Salvini, nell’anno del censimento dei rom, dei porti chiusi, delle droghe leggere equiparate a quelle pesanti, delle negazioni dei diritti LGBTQ, della famiglia che è sol quella composta da uomo e donna, dei rapporti con l’Egitto più importanti della verità sulla sorte di Giulio Regeni e di tutte le altre tenerezze che arriveranno grazie alle ultime elezioni?

Noi amiamo l’Italia e proprio per questo motivo pensiamo che il ritorno al Medioevo non sia la soluzione ai problemi nazionali e internazionali, quindi in questi pomeriggi afosi in cui non possiamo urlare Forza Azzurri, quantomeno possiamo fare un giochino interessante tifare le squadre che farebbero incazzare Salvini. Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità, come pare abbia detto Neil Armstrong dopo essere tornato dalla Luna, ma anche questo potrebbe essere fonte di dibatto viste le posizioni di Carlo Sibilia, il sottosegretario agli Interni complottista che a quella storiella mica ci crede. Calcio d’inizio.

 

Forza Africa

La nazionale senegalese finalkickoff - La nazionale senegalese

Senegal e Nigeria ma anche Marocco e Tunisia. Vincesse una delle nazioni che conta più immigrati sul suolo italiano, sarebbe bellissimo partecipare alle feste a casa nostra. Immaginate la faccia di Matteo Salvini mentre tenta di vietare  caroselli in nome dell’ordine pubblico o del motto “festeggiamoli a casa loro”. Immaginate che smacco vedersi superare da una di quelle nazioni per cui oggi la maggioranza degli italiani si riscopre subdolamente razzista. Una rivincita morale che di sicuro inasprirebbe ancora di più i toni, ma almeno ci permetterebbe di ballare in strada, alla faccia della fine  della pacchia. Dai col calcio spettacolo!

 

Forza Islanda

La nazionale islandese therainbowonline - La nazionale islandese

Un paese senza le zanzare e senza Dio. Nessuna ingerenza del Vaticano e dei bigotti nelle scelte di carattere politico, economico e sociale. Non vedete già gonfiarsi qualche vena dalla rabbia?

 

Forza Messico

La nazionale messicana quora - La nazionale messicana

Ha il tricolore, è ai mondiali mentre gli Stati Uniti di Trump col loro muro sono a casa, ha già affondato la nostra storica rivale Germania, cosa chiedere di più da una squadra? Che vinca il Mondiale così almeno possiamo usare le bandiere del 2006 con qualche aggiustamento al centro.

 

Forza Panama

La nazionale panamense panamatoday - La nazionale panamense

I panamensi se ne stavano belli tranquilli quando Cristoforo Colombo nel 1502 dette il via all’esplorazione delle terre che presto diventarono parte dell’Impero spagnolo. Vero, è uno dei luoghi preferiti dagli evasori fiscali e proprio per questo la sua gente  merita di vincere qualcosa e di essere conosciuta nel mondo per motivi diversi dallo sfruttamento ad opera dei ricchi stranieri.

 

 

Forza Svezia

La nazionale svedese panorama - La nazionale svedese

Ci ha battuto ed è entrata al posto nostro al Mondiale, solo per questo motivo è odiata dai patriottici del 2018. Basso tasso di criminalità, aria pulita, vita rilassante, diritti e pari opportunità pr tutti, indifferentemente dal sesso e dall’orientamento sessuale, educazione al rispetto reciproco, tutele e diritti garantiti ai lavoratori. Un operaio in Svezia guadagna circa 2000 € al mese. Insomma: oggettivamente non se la passano male. Riconoscere le qualità delle altre nazioni è un esercizio che ci stiamo scordando di fare in nome di una presunta superiorità che evoca solo un passato tragico, che speravamo ormai alle spalle e che invece ci ritroviamo di fronte.

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