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Gli smartphone come li conosciamo stanno diventando un ricordo del passato: le nuove normative europee cambiano tutto

Per anni abbiamo usato gli smartphone come se avessero una scadenza scritta ma mai dichiarata: dopo due o tre anni la batteria perde colpi, la ricarica non basta più e cambiarla, tra costi e difficoltà, spesso non conviene.

by Roberto Torcolacci
2 Giugno 2026
in Tech
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Dal 18 febbraio 2027 cambia lo smartphone: cosa impone la nuova stretta UE sulle batterie sostituibili

Dal 18 febbraio 2027 cambia lo smartphone: cosa impone la nuova stretta UE sulle batterie sostituibili

Dal 18 febbraio 2027, almeno in Europa, questo copione dovrà cambiare. Entreranno infatti in vigore nuove regole che obbligano i produttori a rendere la batteria sostituibile in modo semplice e sicuro, senza trasformare un intervento normale in un lavoro da laboratorio.

UE, dal 2027 scattano le nuove regole: quali dispositivi saranno coinvolti

Il riferimento è il regolamento UE 2023/1542, che mette mano al modo in cui vengono progettate e gestite le batterie in molti dispositivi elettronici di uso comune. La data chiave è una sola: 18 febbraio 2027. Da quel giorno, i nuovi prodotti messi in vendita nel mercato europeo dovranno rispettare regole più rigide sulla rimovibilità e sulla sostituibilità delle batterie portatili. Non riguarda solo gli smartphone, anche se sono il caso più evidente: dentro ci sono anche tablet, laptop, cuffie wireless e console portatili. L’obiettivo non è tornare ai vecchi telefoni con la cover che si apriva al volo, ma evitare che sia proprio la batteria a decretare la fine del dispositivo quando comincia a degradarsi. La norma, però, non vale in modo retroattivo: chi acquista un telefono alla fine del 2026 resta dentro le regole attuali, mentre i modelli lanciati dopo dovranno essere progettati in tutt’altro modo.

Addio batterie incollate: così cambieranno design, assistenza e ricambi

Negli ultimi anni i produttori hanno spinto su telefoni sempre più sottili, chiusi e sigillati, spesso difficili da aprire senza calore, solventi o attrezzi che un utente qualunque non ha certo nel cassetto. Una scelta tecnica, sì, ma anche commerciale, perché teneva le riparazioni dentro i canali controllati dai marchi. Con le nuove regole questo impianto viene messo in discussione: la batteria dovrà poter essere rimossa e sostituita in modo sicuro, usando strumenti comuni e senza procedure che, di fatto, scoraggiano o impediscono l’intervento. Tradotto: più facilmente si vedranno scocche avvitate, linguette per l’estrazione, sistemi di fissaggio meno invasivi, istruzioni più chiare e una progettazione interna meno ostile a chi deve mettere mano al dispositivo. Non è escluso che qualche modello diventi un po’ più spesso o rinunci a certi estremi di design. È soprattutto sul fronte della impermeabilità che i produttori stanno cercando margini, ma da Bruxelles il messaggio è chiaro: la resistenza ad acqua e polvere non può essere il pretesto per continuare a sigillare tutto. C’è poi il tema dei ricambi, che pesa moltissimo nella vita reale: le batterie dovranno restare disponibili come parti di ricambio per almeno cinque anni dalla fine della commercializzazione del modello.

Stop al blocco dei componenti: cosa cambia per software, garanzia e batterie compatibili

Uno dei nodi più delicati riguarda il blocco software dei componenti, una pratica che negli ultimi anni ha creato parecchi problemi anche fuori dai centri assistenza ufficiali. In concreto, succedeva che dopo la sostituzione della batteria il telefono mostrasse messaggi di errore, avvisi o limitazioni legate alla presenza di una parte non originale, anche quando il pezzo era perfettamente compatibile. La nuova linea europea va nella direzione opposta: il software non dovrà ostacolare l’uso di ricambi compatibili né trasformare la sostituzione in un percorso pieno di penalizzazioni.

Smartphone
Smartphone, le nuove regole dell’UE (dailybest.it)

Questo non significa che qualsiasi batteria finirà sullo stesso piano dell’originale, perché il tema della qualità e della sicurezza resta aperto. Significa però che i produttori non potranno più usare il sistema operativo come barriera per difendere il proprio controllo sulle riparazioni. Anche il capitolo garanzia cambia peso: se la sostituzione viene fatta con procedure corrette e con componenti adatti, sostenere che basti aprire il telefono per perdere ogni tutela diventa molto più difficile. Va detto, però, che i contenziosi non spariranno da un giorno all’altro: tra il principio fissato dalla norma e il modo in cui ogni marchio lo applicherà resterà comunque una zona grigia.

Prezzi, durata e rifiuti elettronici: il mercato dei telefoni può cambiare davvero

Alla fine, la domanda più concreta è sempre la stessa: quanto costerà tutto questo. È possibile che, almeno all’inizio, alcuni telefoni costino un po’ di più. Ripensare interni, assemblaggio e filiera dei ricambi ha un prezzo, e difficilmente i produttori se lo accolleranno da soli. Ma il conto va fatto sul lungo periodo: se una batteria si cambia con facilità, se i ricambi si trovano e se anche un laboratorio indipendente può intervenire senza essere fermato dal software, allora il telefono può restare in uso uno o due anni in più. Ed è qui il vero punto economico della partita. Per chi spende 800 o 1.200 euro per un dispositivo, non è un dettaglio. Poi c’è il riflesso sul mercato dell’usato, che potrebbe diventare più affidabile, e quello sui rifiuti elettronici: oggi una quantità enorme di dispositivi viene messa da parte o sostituita non per un guasto serio, ma per una batteria ormai esausta. Se la norma verrà fatta rispettare davvero, senza eccezioni di comodo, cavilli o design “quasi apribili”, il rapporto tra utenti e smartphone potrebbe tornare a essere un po’ meno usa-e-getta.

Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci

Roberto Torcolacci, romano classe 1979, vive nel cuore della Capitale. Dopo gli studi in Giurisprudenza presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha intrapreso fin da giovanissimo un percorso imprenditoriale che lo ha portato a confrontarsi con diversi settori, sviluppando una forte esperienza nel mondo della comunicazione, della pubblicità e del marketing. Da sempre appassionato di media e informazione, considera la comunicazione uno strumento fondamentale per creare connessioni e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Negli anni ha coltivato numerosi interessi legati allo sport, ai motori e al motorsport professionistico, con esperienze anche nel mondo del cinema e della produzione. Dal 2020 ha riscoperto e approfondito la passione per la scrittura, trasformandola in una parte centrale della propria attività editoriale. Oggi si occupa principalmente di temi legati al territorio, alla mobilità, alla politica locale, agli eventi, allo sport e al mondo dei motori, con particolare attenzione a Roma e al Lazio. Sposato e padre di due figli adolescenti, ama raccontare la contemporaneità con uno sguardo diretto, curioso e concreto, cercando sempre di unire informazione, passione e attenzione ai dettagli. Anche se, come gli ricordano spesso i figli, con qualche inevitabile sfumatura da “boomer”.

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