Le 6 più allucinanti ed ambigue versioni di Alice nel Paese delle Meraviglie che abbiate mai visto

Se ti piace Alice nel Paese delle meraviglie e pensi di averlo visto in tutte le salse, leggi qui.

Di versioni totalmente allucinanti, disturbanti ed angoscianti seppur meravigliose del classico di Lewis Carroll ce ne sono molte. Lo stesso autore di Alice nel Paese delle Meraviglie fu accusato di pedofilia (anche se mai dimostrata) ai danni, tra gli altri, anche di Alice Liddel, la bambina che ispirò allo scrittore britannico il suo capolavoro. (Sotto ritratta in una foto dello stesso Carroll)

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Se pensiamo alle trasposizioni cinematografiche del libro più lisergico di tutti i tempi, la prima cosa che viene in mente è il classico Disney del 1951, seguito dal film (bruttino per la verità) di Tim Burton del 2010. In pochi però sanno che imprimere su pellicola le avventure della piccola Alice col Bianconiglio, lo Stregatto e la perfida Regina di Cuori è stato un chiodo fisso già dagli albori del cinema, addirittura nel 1903.

 

1) “Alice in Wonderland” di Cecil M. Heoworth e Percy Stow (1903)

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Dura meno di 10 minuti, chiaramente muto, contiene ottimi effetti speciali per il tempo, tipo il rimpicciolimento della Sala dalle Molte Porte di Alice e la trasformazione in gigante di quest’ultima, interpretata da May Clark.  Combina mistero gotico e surrealismo. Vi consigliamo caldamente di vederlo tutto qui sotto (e di dare un’occhiata anche alla successiva versione muta del 1915, che trovate su YouTube):

2) “Alice in Wonderland” di Norman Z. McLeod (1933)

Annex - Henry, Charlotte (Alice in Wonderland)_01

Il primo film col sonoro riguardante le avventure di Alice prese da “Alice nel Paese delle Meraviglie” e “Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi trovò”, due libri di Carroll. Ottima messa in scena, begli effetti speciali e costumi veramente inquietanti. Alice è interpretata da Charlotte Henry. Guarda la prima parte qui sotto:

3) “Curious Alice” – Pubblicità Antidroga americana (1971)

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Semplicemente fantastica, tra animazione ed immagini meravigliose che, più che farti schifare la droga, te la fanno piacere… In questo senso è una campagna del tutto fallimentare.

4) “Alice in Wonderland – An X-Rated Musical Comedy” di Bud Townsend (1976)

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Nel bel mezzo degli anni ’70, ispirati dalla liberazione sessuale, poteva forse mancare la versione pornografica? Ma attenzione amici, niente a che vedere con i porno di adesso: questo è un vero e proprio musical con le sue canzoni originali, i costumi, la trama e le scene di sesso. Ne esistono due versioni, quella vietata ai minori di 14 anni e quella più penetrante vietata ai minori di 18. Non vi mettiamo il link ma tanto lo trovate in una schermata di Google. Alice è interpretata (e bene) da Kristine DeBell.

5) “Malice in Wonderland” –  Vince Collins & Mikawo (1982)

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Il cartone animato più malato di tutti i tempi, in nemmeno 5 minuti porta Malice dentro un trip fatto di vagine, falli e creature mostruose in un turbine di perversione senza senso. Magari negli anni 70 avrebbe avuto successo, ma nel mezzo degli 80s la gente che l’ha visto ha esclamato “che cazzo ho appena guardato?”. Ora potete farlo anche voi:

https://youtu.be/YSZkA7rbZuQ

6) “Alice” (Qualcosa di Alice) –  Jan Švankmajer (1988)

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Il più bello e desolato. Il regista cecoslovacco Jan Švankmajer è un genio e questo lavoro ne è la riprova. 86 minuti di ambiguità, sproporzioni, animazioni a passo uno con bambole e burattini impagliati. Nel mezzo lei, la piccola Kristýna Kohoutová nei panni di Alice, che fa un viaggio inquietante in un mondo grottesco. Guardalo qui sotto:

https://vimeo.com/109681583

 

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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