Le critiche per la foto a seno scoperto di Emma Watson non hanno alcun senso

È deprimente che nel 2017 si pensi al femminismo come censura e privazione quando è esattamente il contrario

Emma Watson è un’attrice molto famosa, soprattutto per il ruolo di Hermione nella saga di Harry Potter e oggi per essere protagonista de La Bella e la Bestia. Da tempo sfrutta la sua notorietà per portare alla ribalta il problema dei diritti delle donne nel mondo, a questo proposito è Goodwill Ambassador per le Nazioni Unite.

Ha visitato il Bangladesh, il Malawi e lo Zambia durante alcuni viaggi umanitari ed è ambasciatrice di Camfed International, un movimento il cui obiettivo è quello di fornire educazione alle ragazze nell’Africa rurale.

 

Emma Watson in Malawi Un.org - Emma Watson in Malawi

 

Negli ultimi giorni si è scatenato un putiferio insensato in seguito alla pubblicazione di questa foto, che ritrae Emma Watson a seno parzialmente nudo, fotografata da Tim Walker per Vanity Fair USA.

 

Un post condiviso da Vanity Fair (@vanityfair) in data:

A fotocopia della polemichetta sanremese in cui Caterina Balivo sosteneva che Diletta Leotta non potesse parlare di violazione della privacy vestita in modo troppo provocante, anche stavolta è una donna a puntare il dito verso Emma Watson, per lo stesso identico motivo: pare che parlare di femminismo ed essere protagonista di scatti artistici che mostrano parti del corpo non sia proprio possibile per Julia Hartley-Brewer del Telegraph, che con questo tweet ha fatto partire una shitstorm nei confronti dell’attrice.

 

 

Fortunatamente Emma Watson è una donna intelligente e durante un’intervista per il lancio del film Disney che uscirà nelle sale nei prossimi giorni, ha così risposto alle accuse che le sono piovute addosso:

“Questo mi conferma quante idee sbagliate e incomprensioni sono alla base del femminismo. Femminismo significa dare alla donna la possibilità di scegliere. Il femminismo non è un bastone con cui bacchettare altre donne. Si tratta di libertà, si tratta di liberazione, si tratta di uguaglianza. Davvero non capisco cosa abbiano a che fare con questo le mie tette.”

 

 

Una risposta esemplare che mette a tacere ogni tipo di critica pretestuosa. Il film La Bella e la Bestia non è nuovo alle polemiche, anche dopo la rivelazione che uno dei suoi personaggi sarà dichiaratamente omosessuale, una vera novità per la Disney.

È davvero deprimente che nel 2017 molte persone tra cui tante donne, pensino che il femminismo sia una sorta di chiesa laica in cui le ragazze debbano vestirsi in modo austero e censurare la propria femminilità, quando invece è l’esatto contrario e tra i tanti diritti rivendicati dalle femministe, c’è anche quello più semplice e apparentemente meno scontato, cioè di essere loro stesse, senza alcuna imposizione o privazione.

 

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