TV e Cinema
di Mattia Nesto 27 Giugno 2019

Toy Story 4: la magia si compie un’altra volta

Arrivato al quarto capitolo la saga di Woody, Buzz e di tutti gli altri giocattoli non stufa, anzi guadagna in fatto di emozioni

Quando nel 2010 siamo usciti dalla sala dopo aver visto Toy Story 3 – La grande fuga in pochi, ne siamo sicuri, erano certi potesse essere ancora possibile provare certe sensazioni. Già perché ne era passato di tempo dal 1995, ovvero da quando la saga con protagonisti il cowboy Woody, l’astronauta Buzz e tutti gli altri amici giocattoli aveva fatto la sua comparsa sul grande schermo. Eppure, nonostante fossero passati ben quindici anni da allora, eravamo tutti quanti usciti con gli occhi umidi, il cuore spaccato in due dalle emozioni e l’animo carico di magia. Ecco, ve lo diciamo subito, con questo Toy Story 4 proverete le stesse sensazioni. Incredibile vero?

Ed è proprio questo il primo dato di fatto che ci si accorge di avere una volta che si finisce di vedere questo film che, nuovamente, pone un po’ più in là l’asticella in fatto di qualità e, soprattutto, “capacità di suscitare empatia” del cinema d’animazione digitalizzato. Già perché vedere la cgi di questo Toy Story 4 è un’esperienza incredibile, in special modo per l’umanità che i character designer sono stati in grado di trasmettere agli sguardi dei protagonisti. Protagonisti che, mai come in questo film, provano una gamma così variegata di emozioni e pulsioni, anche molto adulte. Infatti se da un lato troviamo un Woody in “fase calante”, non più nei “primi posti” di gradimento tra i giochi della “sua bambina” Bonnie (che lo aveva ereditato dallo storico proprietario Andy in partenza per il liceo nel precedente film), facciamo la conoscenza di tutta una serie di new entry indimenticabili.

Si passa dall’improbabile Forky, ovvero un ammasso di spazzatura e scarti che però, per il fatto di essere stato costruito con le proprie mani dalla stessa Bonnie, riveste un ruolo speciale nel cuore della sua bambina, al gran ritorno di Bo Beep, la mitica “pastorella” del primo film oggi tornata più in forma che mai fino a Gabby Gabby, forse la figura più interessante dell’intero film. Gabby Gabby è infatti, a tutti gli effetti, la classica “bambolina anni Cinquanta” che però, per un difetto nel suo microfono (da cui esce fuori una voce gracchiante e sgradevole) non ha mai potuto entrare nella vita di un bambino e quindi è rimasta, più o meno volutamente, segretata per anni e anni in un negozio di antiquariato.

Proprio Gabby Gabby, attorniata da una sorta di esercito di inquietanti marionette, sarà la principale antagonista per Woody e soci e donerà anche dei momenti simil-horror tra i più riusciti del film.Non vi stiamo qui a dire la trama del film perché, specialmente nella parte finale, ci dona un plot-twist dei migliori ma vi possiamo dire, anzi certificare, che non vi annoierete e che, anzi, dovrete a più riprese nascondere le lacrime che potrebbero rigare il proprio viso, oltre ovviamente ai sorrisoni a trentadue denti, specialmente quando saranno in scena Ducky&Bunny, altre due new entry che rappresenteranno un duo comico eccezionale.

Insomma ancora una volta Pixer (qui il nostro focus) e Disney sono state in grado di compiere la magia: Toy Story 4 è, per dirla come gli antichi, un balsamo per l’anima o, se preferite, una boccata di aria pulita e fresca in questi tempi sporchi e incendiari. “Hai un amico in me..”, è proprio il caso di dirlo!

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