Bim Bum Bam ha 35 anni e noi non ci sentiamo tanto bene

A 35 anni dalla prima puntata Stefania Carini è andata a rintracciare Uan e tutti gli altri. Ecco com’è andata

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di Gabriele Ferraresi facebook 9 dicembre 2016 12:50
Bim Bum Bam ha 35 anni e noi non ci sentiamo tanto bene

bim_bum_bam_grande maratona bim bum bam

 

Sono già passati 35 anni. Sì, perché risalgono al 1981 gli esordi del contenitore pomeridiano per ragazzi Bim Bum Bam sul circuito di TV locali del gruppo Rusconi: l’anno successivo passò su Italia1 – che divenne nel 1983 parte del gruppo Fininvest – e il resto è storia, il programma andò in onda fino al 2002. Dalla nascita di quella tv per ragazzi che ha tenuto compagnia a milioni di bambini è passato abbastanza tempo per far diventare quei bambini adulti, anzi, adulti quarantenni con famiglia.

Bim Bum Bam è un punto fermo della memoria collettiva, condiviso come pochi altri: è il Carosello dei nati negli anni del riflusso e così per celebrarne i 35 anni domenica 11 dicembre Mediaset Extra (canale 34) ha proposto una maratona del programma culto dei teenager di ieri durata 10 ore.

Dalle ore 10 alle 20 infatti è stato possibile gustare questa madeleine catodica grazie a Bim Bum Bam Generation: gli Anni ‘80, con il meglio della trasmissione andata in onda su Canale 5 e Italia 1.

 

maratona bim bum bam

 

In 10 ore c’è stato tempo e modo oltre che per rivedere i cartoni della nostra infanzia – e un po’ tutto quello che aveva ricordato il nostro Simone Stefanini – anche per scoprire le storie e i ricordi dei protagonisti di quella irripetibile stagione della tv, rintracciati per l’occasione da Stefania Carini.

Stefania, aiuto: sono già passati 35 anni, come è potuto accadere?
Come per altre trasmissioni televisive – pensiamo al revival Cuccarini / Parisi su Rai1, ma anche a eventi come Lucca Comics dove nel pubblico ci sono sì i giovanissimi, ma anche i 35/40enni – c’è voglia di riscoprire gli 80/90 più che solo gli 80, perché quella è stata la nostra infanzia, la nostra gioventù. Ma è anche stato un momento di televisione particolare: è quello che emerge dalle varie interviste fatte ai conduttori, Roberto Ceriotti – che è stato BatRoberto – Manuela Brambilla, Debora Magnaghi, Licia Colò, la seconda voce di Uan, ovvero Pietro Ubaldi… loro raccontano che era una tv che amavano fare, lavoravano molto, ma si divertivano anche molto, erano un gruppo compatto con delle regole precise e una prospettiva editoriale forte, cosa che adesso magari manca per certe cose, ma che ha fatto la fortuna di quella tv.

 

 

Bim Bum Bam va in onda nel 1981: a chi venne l’idea di quel contenitore?
Più che l’idea, la figura da recuperare assolutamente è quella di Alessandra Valeri Manera, la grande autrice / ideatrice, quella che comprava i cartoni animati per Mediaset, che aveva ideato questo contenitore, che dirigeva anche. Tutti raccontano della sua severità e della sua enorme professionalità: una persona che chiedeva tanto, ma dava tanto. E credo che questo sia un altro tassello che ci può spiegare i risultati di certa televisione: c’erano delle professionalità che si formavano in quel momento, che però avevano degli obiettivi chiari e portavano avanti un lavoro preciso. Loro erano la babysitter, ma anche il compagno comune di ogni bambino: ogni bambino aveva un amico che era Bim Bum Bam, il pupazzo Uan… era una tv che faceva compagnia.

La parte che incuriosisce tutti è il “che fine hanno fatto”: penso a Bonolis per esempio. Che fanno ora i protagonisti di Bim Bum Bam?
Tutti loro, più o meno, lavorano nel mondo dello spettacolo. Pietro Ubaldi è la voce di tanti cartoni animati, come Doraemon, Cristina d’Avena è Cristina d’Avena, Roberto Ceriotti invece lavora nell’azienda del fratello. Debora Magnaghi fa la doppiatrice, ma già ai tempi aveva questa carriera molto avviata. Carlo Sacchetti, era conduttore e autore a Bim Bum Bam, mentre adesso è autore a Striscia, ed è interessante il passaggio da una tv per bambini a una tv satirica, che però rimane bambinesca in molti casi, c’è un po’ della dissacrazione dei bambini in Striscia la Notizia. Poi Carlotta Pisoni Brambilla fa le telepromozioni, è rimasta all’interno della tv. Licia Colò ha un suo programma su Sat2000 dopo tanti anni in Rai, e quello che ha avuto la carriera più incredibile è stato Paolo Bonolis.

Nel Bonolis di allora c’era già dentro quello di oggi
Tutti lo ricordano per il suo umorismo cattivello: e anche lì è interessante, quello che noi vediamo durante i suoi programmi oggi in fondo c’era già là. Il dispetto fatto ai bambini adesso diventa cattiveria e cinismo tra i grandi. Qualcosa del Paolo Bonolis di adesso c’era già allora nelle sue liti con Uan.

Sulla capacità di incidere e lasciare un segno in una generazione: c’è qualcosa di analogo a Bim Bum Bam adesso?
È difficile capirlo. Prima di tutto non ho più l’età per capirlo, perché già i fenomeni dei 20/25enni ovviamente mi sfuggono, e poi non avendo figli mi sfugge cosa guarda quel pubblico lì. Non è che la tv dei ragazzi è morta, la tv dei ragazzi adesso sono i canali tematici: alcuni fenomeni che sono sotto traccia, penso a Violetta, per esempio, poi esplodono. Uno non sa che esistono ma ci sono, diffusi su tanti canali diversi. Il pubblico diventa trasversale, perché può andare a recuperare quel che vuole su canali diversi: in fondo una volta c’erano sei canali, adesso sono migliaia. È ovvio che non c’è più quella comunità così forte, però si trasforma, diventa comunità nel prodotto, in un singolo prodotto o in più prodotti. Qualcosa che unisce c’è sempre. Ovviamente è un’unione più trasversale, non più così unica e fissa come avvenuto con Bim Bum Bam.

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