Ninfa 2 torna a illuminarsi nelle sere di fine maggio e nelle prossime settimane a Pantanello, nel territorio di Cisterna di Latina. Qui i visitatori possono prendere parte a visite guidate serali per osservare le lucciole nell’area naturale accanto al Giardino di Ninfa. Un’iniziativa che porta dentro l’ambiente delle antiche paludi pontine prima della bonifica e riaccende l’attenzione su un habitat delicato, oggi protetto e gestito con finalità di tutela e divulgazione.
Pantanello, ripartono le visite serali nell’oasi accanto al Giardino di Ninfa
Le serate delle lucciole a Pantanello ripartono in uno degli angoli più particolari dell’Agro pontino, a due passi dal Giardino di Ninfa, ma in uno scenario completamente diverso da quello più noto e monumentale del parco storico. Qui il paesaggio cambia volto: è più umido, più fitto, quasi nascosto. Ci sono canali, vegetazione ripariale, sentieri bassi. Ed è proprio in questo tratto che prendono forma le visite guidate notturne, organizzate per piccoli gruppi attorno a un’esperienza essenziale: camminare con poca luce, ascoltare i rumori dell’oasi e aspettare che, con il buio, si accendano i primi segnali luminosi.
L’iniziativa, rilanciata in questi giorni, punta anche a far conoscere meglio Ninfa 2, nome con cui viene spesso indicata l’area di Pantanello. È meno nota al grande pubblico, ma resta centrale per capire la storia naturale di questo territorio. Non è una semplice passeggiata serale: è piuttosto un’immersione guidata in un paesaggio che conserva ancora i tratti dell’ecosistema originario delle paludi pontine.
Perché le lucciole rendono la tarda primavera uno degli spettacoli naturali più attesi
La presenza delle lucciole dipende da condizioni molto precise: umidità, poca luce artificiale, vegetazione adatta e una qualità ambientale ancora abbastanza buona da ospitare specie sensibili. Per questo la loro comparsa, tra tarda primavera e inizio estate, viene letta anche come un segnale. Fragile, certo, ma chiarissimo. Dove ci sono le lucciole, di solito, il paesaggio ha conservato un equilibrio che altrove si è perso.

Durante le visite serali l’effetto è quello che in molti ricordano da bambini e che oggi, nelle aree più urbanizzate, si vede sempre meno. Piccole luci tra i cespugli, a tratti intermittenti, poi improvvise. Una guida accompagna il gruppo e racconta il comportamento degli insetti, i cicli stagionali, l’importanza di muoversi in silenzio. “Bisogna lasciare il tempo al buio” è una frase che torna spesso lungo questi percorsi. E spiega bene il senso dell’esperienza: non uno spettacolo costruito, ma un fenomeno naturale da guardare con pazienza.
Date, orari e biglietti: come partecipare alle visite serali a Pantanello
Le visite guidate serali a Pantanello sono state annunciate il 28 maggio e rientrano nella programmazione di questo periodo, quello in cui la presenza delle lucciole è più evidente. Nel materiale disponibile non compaiono nel dettaglio tutti gli appuntamenti con le rispettive fasce orarie, ma l’accesso è previsto tramite prenotazione e con biglietto, secondo le modalità indicate dagli organizzatori sui canali ufficiali legati all’area di Ninfa e al parco di Pantanello.
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Di solito la partenza è fissata al tramonto o poco dopo, perché il momento migliore per l’osservazione è proprio quello tra luce e buio. I percorsi sono guidati e si snodano lungo i sentieri dell’oasi, con ingressi contingentati per non disturbare l’ambiente. Per questo è utile controllare prima la disponibilità dei posti, gli eventuali limiti di età, le regole sull’uso di torce o telefoni e le indicazioni pratiche sull’abbigliamento, scarpe comprese. Nell’oasi si cammina su fondo naturale. E lo si capisce subito.
Pantanello e la Lipu, l’area che custodisce la memoria delle antiche paludi pontine
Il parco di Pantanello è considerato un luogo chiave per leggere la memoria ecologica dell’Agro pontino: un’area dove si può ancora intuire che cosa fosse questo territorio prima delle trasformazioni del Novecento. Acque basse, zone umide, una biodiversità che resiste. Le serate delle lucciole si inseriscono proprio in questo lavoro di educazione ambientale, dove la visita va di pari passo con la tutela.
La Lipu, indicata come punto di riferimento nella valorizzazione naturalistica dell’area, ha costruito negli anni un percorso fatto di osservazione, accompagnamento e protezione degli habitat. Non si tratta soltanto di portare pubblico. Si tratta di far capire perché certi luoghi debbano restare bui, silenziosi, poco invasi. In un tempo in cui la pressione sull’ambiente passa spesso sotto traccia, vedere le lucciole a Pantanello, accanto al Giardino di Ninfa, diventa anche un modo concreto per misurare quello che ancora c’è. E quello che si rischia di perdere.




