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di Giulio Pons 21 Gennaio 2016

Big data e Social Network Analysis: ecco come Facebook e Google sanno tutto di noi

Come i nostri like si trasformano in informazioni cruciali, raccontato nel libro di Paolo Bottazzini “Anatomia del giudizio universale”

facebook-gun

 

Usiamo Internet tutti i giorni, col PC, il tablet e lo smartphone e molto spesso ogni nostra giornata è trasformabile in un flusso di informazioni: oggi mi sono collegato a Facebook, ho messo like e commentato, ho guardato pagine di profili e mandato una richiesta di amicizia che è stata accettata.

Poi ho usato Google per fare delle ricerche, una ricetta perchè mia figlia voleva fare i muffin, poi qualche nome di attore per dirimere una questione tra amici. Ho anche cercato informazioni su un posto dove vorrei andare in vacanza. Poi ho comprato su Amazon un libro, ho aperto Instagram e ho caricato una foto dei muffin, son venuti bene! Ho messo dei cuoricini, certo. Poi Youtube, Facebook di nuovo, l’immancabile email, Google, ancora email… Tutto ciò molto facilmente, come fare zapping con il telecomando.

Senza accorgermi ho lasciato una marea di informazioni: quelle che ho digitato nella ricerca, ma anche i click di preferenze che ho messo sui risultati di Google, i like, gli orari a cui mi sono collegato e da dove l’ho fatto, ho ampliato e consolidato la mia rete di contatti (i like dicono chi è più vicino a me).

Ogni giorno dell’anno, più volte al giorno ci colleghiamo alla rete e immettiamo dati, certo li preleviamo, ma senza saperlo li diamo.

Il libro di Paolo Bottazzini Anatomia del giudizio universale, presi nella rete racconta quali meccanismi sono realmente in gioco quando usiamo Facebook, Google e tutti gli altri servizi online.

 

paolo-bottazzini-anatomia-del-giudizio-universale Amazon - Anatomia del giudizio universale. Presi nella rete, di Paolo Bottazzini, pubblicato da Mimesis. Prezzo 22 euro.

 

Certo abbiamo accettato più o meno inconsciamente di essere tracciati, ma a che servono quei dati che parlano di noi? I dati di tutti intendo, di milioni di persone, non servono per spiare il singolo (o meglio possono essere usati anche per quello, ma non è questo il punto), servono prima di tutto per venderci qualcosa.

I dati, analizzati ed elaborati, servono per farci interagire di più, prevedendo quello che vogliamo cliccare.

Facebook cerca di proporci i contenuti che ci interessano di più, le persone con cui abbiamo maggiore probabilità di interagire e soprattutto i link sponsorizzati su cui potremmo più facilmente cliccare. Più click, più soldi per Facebook, che in realtà non ci ha venduto nulla direttamente, ma ci ha usato da tramite per vendere i nostri click a qualcuno.

Google non è da meno e lo fa in maniera ancora più massiccia, analizzando e unendo i dati del motore di ricerca con quelli di Gmail, Youtube, Google+, Google Maps, etc. con l’obiettivo di farci cliccare sui link degli sponsor (i risultati di ricerca sono diversi e personalizzati per tutti gli utenti, proprio come la bacheca di Facebook). BigG analizza miliardi di informazioni per farci fare dei click.

 

mark-zukerberg-social-network-analysis  Mark Zukerberg sa benissimo quello che sta facendo con i tuoi like.

 

 

Questi sono i big data, cioè enormi insiemi di informazioni da analizzare, non un campione (dove la probabilità mette in gioco la bontà dei risultati), ma sono quasi tutte le informazioni esistenti su un problema, per ridurre al minimo la possibilità di sbagliare. I big data possono essere usati anche per estrarre informazioni giuste per risultati per cui i dati non erano stati creati. Un esempio lampante è la capacità di Google di individuare i focolai di un nuovo ceppo di influenza correlando le informazioni geolocalizzate delle parole ricercate dagli utenti nel suo motore.

Google ha tutti i dati delle ricerche e sa da dove vengono tutte le richieste, se molti individui cercano “influenza”, “febbre”, “problemi respiratori” in un arco di tempo e spazio ristretto, lì c’è un focolaio dell’epidemia e Google lo può dire con certezza prima di qualunque analisi dell’OMS.

I big data non sono solo di Internet, per esempio analizzando tutti i dati di vendita dei Walmart si è scoperto che all’annuncio di un uragano si vendono un casino di Pop-Tarts, uno snack tipicamente americano a lunga conservazione. Nessuno si chiede perché, ma quando c’è un allarme uragano negli Stati Uniti i commessi di Walmart tirano fuori le scorte e mettono in evidenza le Pop-Tarts vicino alle casse, così massimizzano le vendite.

 

1427378407448  Lo strano rapporto tra gli uragani e le vendite di Pop-Tarts nei supermercati americani

 

Attraverso la storia dei Big data e della Social Network Analysis, il libro di Paolo Bottazzini racconta con esempi reali e con un notevole approfondimento cosa facciamo inconsciamente su Google, su Facebook, su Amazon e sugli altri giganti del web, dal punto di vista di chi governa gli algoritmi.

Descrive pagerank e le tattiche animalesche del motore di ricerca Google per profilarci e darci link precisi, e descrive l’algoritmo edgerank che c’è dietro a Facebook e alla sua pubblicità.

Tutto ciò non toglie nulla alla grandiosità e all’utilità di Internet nella vita di tutti i giorni, ma forse starò più attento ai miei movimenti online. Sicuramente ora sono più consapevole che quello che vedo nei social network e nei motori di ricerca non è per forza la realtà, ma molto spesso è una proiezione di noi e delle nostre amicizie finalizzata a strapparmi l’ennesimo click.

L’impressione che ne deriva è quella di essere a tanto così da Matrix, di essere imprigionati nella rete, in un meccanismo assurdo dove le scelte non vengono fatte perché c’è qualcuno che dice questo è meglio o è peggio, diciamo pure da un punto di vista morale. Scopriamo che Internet è un luogo in cui il meglio o il peggio è solo finalizzato alla vendita e viene svuotato del giudizio. Le scelte di cosa farci vedere, di cosa farci cliccare non sono dettate da un direttore responsabile, o da una linea editoriale di una redazione, non c’è un ideale a guidare le scelte e neanche un buon padre di famiglia che mi consiglia una cosa piuttosto che un’altra. C’è solo un calcolo preciso su milioni di dati, il cui scopo è darmi la cosa che dovrei cliccare, e poi alla fine clicco, perché non posso fare altro.

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Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Monica Bellucci Serigrafia di Checko's art

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Marino Neri

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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La borsa ufficiale della mostra "La bellezza fa 40" disegnata da Alessandro Baronciani serigrafata a mano da Corpoc. Bag bianca cotone con illustrazione nera.  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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