La temperatura percepita non esiste

Il termine è usato a sproposito dai media, per definire un calore superiore a quello che segna il termometro. Non è così in realtà

Ambiente
di Simone Stefanini facebook 3 agosto 2017 09:31
La temperatura percepita non esiste

Mangiare frutta e verdura, bere molta acqua, non uscire nelle ore più calde vvox.it - Mangiare frutta e verdura, bere molta acqua, non uscire nelle ore più calde

 

È agosto, fa caldo e fuori c’è la febbre. Da dove scrivo, il termometro segna 37° e il condizionatore è al massimo, anche se non lo sopporto. Sui social è tutto un fiorire di foto di termometri delle auto, delle case, pure dei frigoriferi, tutto pur di far vedere che stiamo bollendo come sfortunate aragoste. In pochi fanno il mea culpa sul fatto che il cambiamento climatico sia uno dei sintomi del passaggio dell’uomo sul pianeta Terra, in pochi cercano di trovare soluzioni concrete al consumo di risorse e di energie non rinnovabili, oppure alla riduzione dell’inquinamento. 2 auto per famiglia e poi via, a lamentarci del caldo ad agosto. Va sempre così, non è certo la novità di quest’anno. Un argomento che si ripropone un po’ come i consigli di Studio Aperto: mangiare frutta e verdura, bere molta acqua, non uscire nelle ore più calde. Incredibile, vero?

Quest’anno però, sarà perché il caldo è davvero record, in molti tirano fuori a sproposito il termine “temperatura percepita”, che miracolosamente fa apparire 30 gradi come 50 e gli esseri umani come tizzoni ardenti.

 

 

L’Associazione Bernacca onlus chiarisce questo equivoco:

Il passaggio dalla temperatura reale a quella percepita (anche se quest’ultimo termine è comunque improprio) ha sicuramente senso fisico quando si riferisce al cosiddetto wind chill, cioè all’effetto di raffreddamento che il vento esercita sul corpo umano, per cui se vi trovate ad una temperatura (ad esempio) di -10°C, in corrispondenza di un vento che soffia a 15 nodi, è come se vi trovaste a -19°C in assenza di vento.  È il valore della temperatura reale, misurato con un vento che soffia ad una certa intensità, riportato ad una condizione ipotetica (ma nella pratica assolutamente possibile) di vento nullo. Ma nel caso dell’indice di calore, cosa vuol dire temperatura percepita? Per esempio, se la temperatura reale è pari a 33°C in corrispondenza di una umidità del 50%, vi raccontano che “la temperatura percepita è di 36°C”… ma in corrispondenza di quale ipotetico tasso di umidità? Questo non lo specifica nessuno! Forse lo zero per cento? Ma non esiste condizione di umidità nulla! E allora? Percepita sì, ma a quale umidità?”

La percezione della temperatura è soggettiva e non può essere in nessun modo generalizzata. Sarà diversa per il signore che legge un giornale sotto l’albero, rispetto all’operaio che fatica sotto il sole, al bambino che mangia il gelato, al nuotatore in mezzo al mare, all’anziano o alla donna incinta.

 

 

 

Ognuno, a secondo dell’età che ha, dell’attività che svolge e della propria resistenza al calore, percepisce un diverso tipo di temperatura, quindi meglio attenersi a quella che segna il termometro, invece di tirare numeri a caso. Pensate a chi d’estate indossa sempre i pantaloni lunghi e non suda mentre voi, praticamente in mutande, sembrate la fontana di Trevi. Pensate di percepire la stessa temperatura?

Anche il Capitano Paolo Sottocorona, in uno dei suoi approfondimenti, spiega:

“Il fenomeno nasce semplicemente dal fatto che il nostro corpo usa l’evaporazione (che sottrae calore, soffiando su una mano bagnata si sente più fresco, no? quella è l’evaporazione) dei liquidi presenti sulla pelle per raffreddarsi, qualora ce ne sia bisogno. Infatti la temperatura del nostro corpo ha limiti abbastanza stretti entro i quali può variare sia verso il basso che verso l’alto. Ma l’evaporazione avviene più e meglio se l’aria è secca, o poco umida: quindi il caldo secco si “sopporta meglio”, come usa dire, ed è vero, perché il nostro corpo ha maggiore facilità a difendersi. Ma se l’aria è più umida, allora l’evaporazione del sudore, che vi ricordo è il mezzo per raffreddare il corpo, avviene con più difficoltà, il calore non viene smaltito e si accumula. Come una macchina con il radiatore che non funziona. E questo, anche in funzione del tipo di attività fisica svolta, porta disagio, malessere, malore, colpo di calore (anche all’ombra, quindi) in sequenza crescente di gravità. Tutto qui. Senza voler fare morali, però sottolineerei che la “temperatura percepita” non diventa vera solo perché lo dicono tutti.”

Ricapitolando: la temperatura percepita esisterebbe, ma non è come la intendono i media. È un valore in assenza di vento o di umidità, situazioni che però sono solo teoriche. Dunque non fatevi prendere in giro dai molti che in tv o su internet parlano di temperatura percepita, sparando numeri allarmistici: non sono basati su alcuna verità generale.

 

 

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