Ad Aprilia, sabato 12 settembre 2026, Italia Viva Lazio-Casa Riformista ha chiuso la prima giornata de “Il Lazio delle Idee”, iniziativa inserita nel percorso nazionale delle “Primarie delle Idee”, con l’obiettivo di avviare un confronto politico tra centrosinistra, area progressista e riformisti in vista del futuro della Regione Lazio.
Italia Viva Lazio apre ad Aprilia “Il Lazio delle Idee”
La giornata si è aperta ad Aprilia, in provincia di Latina, con gli interventi di Vincenzo Giovannini, presidente provinciale di Italia Viva Latina, e di Felice Casini, presidente regionale di Italia Viva Lazio. In sala, amministratori locali, dirigenti di partito e militanti arrivati da diversi territori della regione: un pubblico composto, ma partecipe, in una cornice pensata più per il confronto politico che per la passerella.
Prima dell’avvio dei lavori, gli organizzatori hanno dedicato un momento ai valori della libertà, della democrazia e dell’impegno civile, con un richiamo a Emma Bonino e al 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle. Un passaggio breve, ma non formale, che ha dato il tono alla discussione successiva: partire dalla memoria pubblica per ragionare sul presente. Solo allora il programma è entrato nel vivo.
L’iniziativa, spiegano i promotori, nasce dentro il percorso nazionale delle Primarie delle Idee, pensato da Italia Viva come spazio di elaborazione sui contenuti prima ancora che sulle alleanze. Nel Lazio, il tentativo è calare quel metodo dentro una regione complessa, con aree metropolitane, province produttive, comuni costieri e zone interne che chiedono risposte spesso diverse tra loro.
Maria Elena Boschi al confronto con Tony Ortoleva
Uno dei momenti più attesi della prima giornata è stata l’intervista a Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera dei Deputati, condotta dal direttore di Latina Oggi, Tony Ortoleva. Il colloquio ha toccato i principali temi dell’attualità politica nazionale, il ruolo dei riformisti e il futuro del centrosinistra, con uno sguardo rivolto ai prossimi appuntamenti elettorali.
Boschi, davanti alla platea di Aprilia, ha insistito sulla necessità di «non arrivare tardi» alla costruzione di una proposta politica alternativa alla destra. Ha spiegato che il punto, per l’area riformista, non è solo occupare uno spazio nel campo largo, ma contribuire a definirne agenda e priorità. Parole misurate, eppure nette.
Nel confronto è emersa anche la questione del rapporto tra partiti, territori e amministratori locali. Boschi ha richiamato l’esigenza di «ascoltare chi governa i Comuni ogni giorno», perché sono sindaci, assessori e consiglieri comunali — ha osservato — a misurarsi con trasporti, sanità, scuola, imprese, casa. Non teoria politica, dunque. Problemi concreti.
Il dibattito sulla buona politica per il Lazio
Il cuore della giornata è stato il confronto intitolato “Il Lazio delle idee: la buona politica per far crescere il territorio”, al quale hanno preso parte Felice Casini, Marietta Tidei, Salvatore La Penna, Adriano Zuccalà e Alessio D’Amato. A moderare il dibattito è stato Marco Mincarelli, consigliere comunale di Sabaudia, che ha guidato la discussione tenendo insieme i temi regionali e le richieste dei territori.
Al centro del confronto sono finite alcune delle questioni che pesano sulla vita quotidiana dei cittadini del Lazio: la qualità dei servizi, la sanità, le infrastrutture, il sostegno alle imprese, il rapporto tra la Regione e gli enti locali. Ogni intervento ha provato a collocare questi nodi dentro una prospettiva politica più ampia, evitando — almeno nelle intenzioni dichiarate — la logica della sola contrapposizione.
D’Amato, già assessore regionale alla Sanità, ha richiamato il tema dei servizi territoriali e della programmazione. Tidei e La Penna hanno posto l’accento sul rapporto con le comunità locali e con le province, spesso percepite come lontane dai processi decisionali romani. Zuccalà ha portato nel dibattito l’esperienza amministrativa maturata sul campo, mentre Casini ha ribadito la volontà di costruire un percorso non episodico.
Il punto comune, emerso più volte, è la necessità di passare da una semplice somma di sigle a una proposta riconoscibile. Una coalizione, è stato detto in più interventi, regge solo se nasce da contenuti condivisi. Prima le idee, poi le formule.
Verso una proposta comune per le regionali nel Lazio
Da Aprilia è arrivato quindi un segnale politico rivolto al centrosinistra e all’area progressista e riformista: avviare per tempo un percorso di confronto, costruito sui contenuti e su una visione comune del Lazio. L’obiettivo dichiarato è preparare una proposta larga, capace di parlare ai territori e di coinvolgere amministratori, associazioni, imprese e società civile.
Il ragionamento guarda già alle prossime elezioni regionali nel Lazio, anche se tempi e scenari restano legati al calendario istituzionale. La linea emersa nella prima giornata è chiara: non limitarsi all’opposizione, ma lavorare alle condizioni politiche e programmatiche per proporsi come alternativa alla guida della Regione. Una sfida che richiede metodo, prima ancora che nomi.
Nei corridoi, al termine dei lavori, diversi partecipanti hanno sottolineato il valore del confronto avviato. «Serviva un luogo dove parlarsi senza partire dai veti», ha confidato un amministratore locale. È una frase che restituisce bene il clima della giornata: prudente, operativo, con l’idea che la costruzione di un campo riformista nel Lazio passi da incontri come questo. E da Aprilia, almeno per ora, il cantiere è stato aperto.





