Nel cuore di Roma, sotto la palestra maschile del Liceo Cavour e a pochi minuti dal Colosseo, è riemersa una domus romana di età medio-imperiale. La scoperta, resa pubblica il 1 giugno 2026, arriva dopo mesi di lavoro portati avanti quasi lontano dai riflettori dalla Soprintendenza Speciale di Roma, che ha avviato lo scavo a gennaio 2026. A colpire, più di tutto, sono lo stato di conservazione degli affreschi, gli stucchi figurati e alcuni ambienti rimasti nascosti per secoli lungo la discesa di via Frangipane, dove oggi il cantiere sta riportando alla luce un nuovo tassello della Roma sotterranea.
La scoperta partita dalla scuola: dalle segnalazioni dei docenti all’arrivo della Soprintendenza
La domus sotto il Liceo Cavour non è saltata fuori da un intervento già previsto da tempo. Tutto è partito da una serie di indicazioni raccolte negli anni. Alcuni docenti della scuola, venuti a conoscenza della presenza di resti nel sottosuolo, hanno segnalato la situazione alla Soprintendenza Speciale di Roma. Da lì sono partite le verifiche e poi l’organizzazione dell’intervento.
All’inizio del 2026 si è cominciato a lavorare sul posto: prima la rimozione dei materiali accumulati nell’area, poi il vero scavo archeologico. È una dinamica tipica di Roma, dove spesso le scoperte emergono sotto strati successivi di uso e abbandono. In questo caso, però, a sorprendere gli addetti ai lavori non è stata solo la presenza della struttura, ma soprattutto la qualità della conservazione, in uno spazio che si trova ogni giorno sopra la testa di studenti e insegnanti.
Dallo scavo spuntano affreschi e stucchi: così riappare la domus medio-imperiale
Dai primi lavori sono emersi ambienti della domus medio-imperiale con pitture murali intatte e stucchi figurati che arrivano fino alle volte. È questo il dato che rende il ritrovamento particolarmente importante: non semplici muri o pavimenti, ma parti di una decorazione interna ancora ben leggibili. Le immagini diffuse dal Liceo Cavour mostrano superfici decorate, cornici in stucco e dettagli architettonici che fanno pensare a una residenza di un certo livello, anche se per ora gli archeologi mantengono prudenza. Non a caso il nome resta provvisorio: “domus del Liceo Cavour”.

Mancano ancora elementi certi sia per definire meglio la cronologia sia per capire con precisione la funzione dei diversi ambienti. Al momento l’inquadramento più solido è quello dell’età medio-imperiale, ma saranno i rilievi e lo studio dei materiali a chiarire il resto. Ogni stanza, in questa fase, può ancora dire molto.
Via Frangipane, il cantiere che racconta lo scavo: tempi, accessi e obiettivi
Il sito rientra nel progetto “Cantieri Narranti” della Soprintendenza Speciale di Roma, pensato per mostrare al pubblico il lavoro degli archeologi mentre è ancora in corso. Il cantiere si sviluppa lungo la discesa di via Frangipane, da dove si accede direttamente all’area degli scavi. Una soluzione che permette di intervenire in un punto delicato del centro storico senza bloccare del tutto la vita della scuola.
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Le attività sono partite a gennaio 2026 con la pulizia dei livelli di riempimento e vanno avanti adesso con l’indagine stratigrafica vera e propria. L’obiettivo è duplice: da una parte riportare alla luce nuovi ambienti della domus romana, dall’altra documentare con precisione ogni fase del lavoro, per capire il rapporto del sito con il tessuto urbano antico e valutarne in futuro la possibile fruizione. Su questo, però, non ci sono ancora decisioni definitive.
Datazione, proprietari, futuro: tutte le domande ancora aperte sotto il Liceo Cavour
Le incognite restano diverse. La prima riguarda la datazione: l’attribuzione all’età medio-imperiale è oggi la più convincente, ma serviranno analisi più approfondite per definire con precisione quando la casa fu costruita, come cambiò nel tempo e quando venne abbandonata. Poi c’è il tema dei proprietari della domus. Per ora non si sa chi vivesse in questi ambienti, quale fosse il rango sociale della famiglia o se la residenza facesse parte di un complesso più ampio. In una zona come quella tra via Frangipane e il Colosseo, ogni risposta può aprire nuove piste di ricerca.
Resta infine il nodo del futuro del sito sotto il Liceo Cavour: sarà visitabile, riservato agli studiosi o inserito in un percorso di valorizzazione? È presto per dirlo. La Soprintendenza procede con cautela. Prima bisogna capire fino in fondo che cosa c’è sotto la scuola. Intanto un dato è già chiaro: sotto i piedi di studenti e insegnanti è riemerso un altro frammento di Roma sotterranea. E questa volta in uno stato di conservazione che sorprende anche il centro della città.




