A Roma, nella periferia est, il caso di una donna colombiana di 32 anni che, secondo una nota politica diffusa giovedì 28 maggio 2026, sarebbe stata sequestrata, drogata e violentata per tre giorni in uno stabile abbandonato, riapre lo scontro su sicurezza urbana e degrado.
A intervenire è stata Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione bicamerale contro la violenza sulle donne, che parla di un episodio “che scuote le coscienze” e chiama in causa il sindaco Roberto Gualtieri. Sullo sfondo resta un tema che a Roma torna spesso: occupazioni abusive, immobili lasciati vuoti e quartieri dove paura e abbandono continuano a pesare.
Periferia est, tre giorni da incubo nello stabile abbandonato
Nella ricostruzione riportata dalla senatrice, tutto sarebbe accaduto nella periferia est di Roma, dentro uno stabile abbandonato descritto come fuori controllo, già segnato da degrado e marginalità. La vittima, una 32enne colombiana, sarebbe stata tenuta lì per tre giorni e sottoposta a violenze ripetute da parte di un branco composto da cittadini stranieri irregolari.
Nel testo diffuso da FdI, però, non compaiono né l’indirizzo preciso dell’immobile né altri dettagli investigativi. Un punto non secondario. Perché, in assenza di comunicazioni ufficiali più circostanziate da parte degli inquirenti, il quadro resta quello di una denuncia politica fondata su fatti presentati come gravissimi e che, se confermati, riportano al centro il nodo delle aree abbandonate di Roma e della loro fragilità.
Campione denuncia le “zone franche” tra occupazioni e criminalità
Nella sua dichiarazione, Campione usa toni netti e parla di “zone franche” dove si sommano occupazioni abusive, edifici abbandonati e veri e propri presidi criminali. “È inaccettabile”, afferma, “che nella Capitale d’Italia esistano ancora aree dove donne e cittadini diventano ostaggi della paura”. La senatrice lega questo episodio a un problema più largo: una città che, a suo dire, non riesce a controllare davvero le periferie. Il messaggio politico è chiaro.

Il caso, nella lettura dell’esponente di Fratelli d’Italia, non sarebbe un fatto isolato ma il segnale di un equilibrio urbano e sociale saltato, che ha lasciato spazio a illegalità diffusa, insicurezza quotidiana e abbandono da parte delle istituzioni. Una linea precisa, che porta un episodio di cronaca nera dentro il confronto sulle responsabilità amministrative.
Sicurezza, l’affondo di FdI contro Gualtieri
L’attacco al Campidoglio è diretto. Campione accusa il sindaco Gualtieri di essere “impegnato più a fare l’influencer sui social che ad affrontare il tema della sicurezza” e sostiene che il primo cittadino continui a minimizzare un’emergenza “ormai sotto gli occhi di tutti”. È qui che lo scontro si fa più duro. Da una parte c’è FdI, che insiste sul legame tra degrado urbano, immigrazione irregolare e rischio per la sicurezza.
Dall’altra, almeno nel materiale disponibile, non risultano repliche del sindaco o dell’amministrazione comunale. Il confronto, quindi, per ora resta tutto sul piano della dichiarazione politica. Ma basta comunque a segnare un altro capitolo di una polemica che a Roma si riaccende puntualmente, soprattutto quando la violenza esplode nelle periferie, tra stazioni dismesse, edifici vuoti e spazi finiti fuori dal controllo ordinario.
Sul tavolo più controlli, sgomberi e aiuti alle vittime
Nella parte finale della nota, Campione mette in fila le richieste che, a suo giudizio, andrebbero affrontate subito: più controlli nelle periferie, sgombero degli immobili occupati, tolleranza zero verso criminalità e immigrazione clandestina e un sostegno reale alle vittime di violenza. Una linea che tiene insieme ordine pubblico e protezione sociale, anche se nel comunicato non vengono indicati tempi, risorse o misure operative.
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Resta però il dato politico: il caso viene portato al centro per chiedere un cambio di passo immediato sulla sicurezza a Roma. “La violenza sulle donne si combatte con atti concreti”, dice la senatrice, chiudendo con un’accusa alla sinistra, ritenuta responsabile di aver lasciato la città al degrado e all’abbandono. A questo punto conteranno soprattutto due cose: gli eventuali sviluppi delle indagini e la capacità delle istituzioni, locali e nazionali, di dare risposte verificabili oltre la polemica.



