A Roma nord, nella scuola dell’infanzia Giramondo di via Venezuela 33, le famiglie hanno chiesto al II municipio di intervenire in fretta dopo giorni di caldo nelle aule, con temperature fino a 34 gradi e segnalazioni di mal di testa, nausea, malori e spossatezza tra bambini e personale scolastico. La protesta è finita in una lettera, ripresa dall’Ansa il 27 maggio, e nasce da una preoccupazione precisa: le condizioni dentro il plesso, mentre è in corso un cantiere di efficientamento energetico, non sarebbero più sostenibili.
Malori e temperature fino a 34 gradi: cosa denunciano i genitori della scuola di via Venezuela
Nella lettera inviata al II municipio, i genitori della scuola Giramondo parlano di una situazione che andrebbe avanti da giorni e chiedono “interventi concreti e tempestivi” contro il caldo nella scuola di via Venezuela. Il punto centrale riguarda i piccoli, circa 60 bambini tra i 3 e i 6 anni divisi in tre aule, ma anche chi lavora nella scuola.
Le famiglie raccontano di episodi di nausea, mal di testa, spossatezza e anche di veri e propri malori. Con una preoccupazione in più nelle ore più calde. La richiesta è chiara: installare climatizzatori nelle aule e trovare soluzioni per limitare l’irraggiamento solare. Non una protesta generica, quindi, ma una domanda precisa rivolta all’amministrazione che si occupa dell’edilizia scolastica.
Aule vetrate e schermature assenti: perché il caldo colpisce bambini e personale
Secondo quanto riferito dalle famiglie, la struttura della scuola d’infanzia Giramondo rende tutto più difficile. Le pareti, spiegano, sono in gran parte finestrate e mancano tapparelle, serrande o sistemi schermanti in grado di fermare il sole. Dentro il plesso, sempre stando al racconto dei genitori, ci sarebbero soltanto due condizionatori nella sala centrale, ritenuti però insufficienti per far arrivare aria fresca nelle classi dove i bambini passano buona parte della mattinata. È un dettaglio tutt’altro che secondario.

Chi conosce la scuola descrive uno stabile leggero, molto esposto, con il sole che batte sulle superfici già dalle prime ore del giorno. In una situazione del genere bastano pochi gradi in più per cambiare tutto, soprattutto per bambini così piccoli, che si affaticano in fretta, bevono poco o non riescono sempre a dire bene come stanno. Le famiglie insistono proprio su questo: non c’è solo il disagio, c’è la tenuta stessa della giornata scolastica.
Il cantiere di efficientamento energetico finanziato dal CIS: interventi previsti e tempi dei lavori
La scuola, però, è già interessata da un cantiere di efficientamento energetico partito a fine marzo e finanziato con il fondo CIS, il pacchetto da circa 200 milioni di euro destinato a rendere più efficienti e più “green” le scuole di Roma e provincia. A spiegarlo è stata Paola Rossi, assessora municipale ai Lavori pubblici e alla Scuola, ricordando che i lavori alla Giramondo sono iniziati il 27 marzo, insieme a quelli delle altre tre scuole dell’infanzia del quartiere. Negli altri plessi, ha detto, gli interventi sarebbero quasi chiusi; per via Venezuela, invece, la scadenza indicata è luglio. Il piano prevede una parete ventilata, la coibentazione della copertura, nuovi infissi, nuovi impianti radianti con caldaia e anche un nuovo condizionatore per ogni aula.
Rossi ha definito l’edificio come una struttura che si può considerare “più o meno un container”, quindi particolarmente esposta agli sbalzi di temperatura. Il senso della replica è netto: i lavori già in corso dovrebbero risolvere alla radice proprio i problemi che oggi vengono denunciati.
La replica del II municipio: proposta di trasferimento rifiutata e confronto aperto con le famiglie
Il punto più delicato della risposta del II municipio riguarda però il trasferimento temporaneo dei bambini. Secondo l’assessora Paola Rossi, l’amministrazione avrebbe proposto alle famiglie di spostare le attività scolastiche mentre andava avanti il cantiere, ma la soluzione sarebbe stata rifiutata. “I bambini sono rimasti dentro, come scelto dai genitori”, ha spiegato, aggiungendo che, se il plesso fosse stato liberato, i lavori probabilmente sarebbero già più avanti. È qui che il confronto si fa più teso. Da una parte ci sono i genitori, che chiedono risposte immediate per affrontare l’emergenza di questi giorni.
Dall’altra il municipio, che rivendica di aver già avviato un intervento strutturale e di aver messo sul tavolo anche un’alternativa organizzativa. Al momento, per quanto risulta, non sono stati annunciati nuovi provvedimenti oltre al completamento del cantiere CIS. Resta quindi aperto il nodo delle prossime settimane, con il caldo a Roma destinato ad aumentare e la necessità, per famiglie e amministrazione, di trovare un punto di equilibrio che permetta ai bambini di stare in aula senza rischi.




