Roma verso l’addio alle botticelle. Non con un divieto secco, almeno per ora, ma con un’intesa da costruire passo dopo passo tra Comune di Roma, garante per la tutela e il benessere degli animali e vetturini. L’idea è chiara: togliere i cavalli dal traffico e trasformare le licenze delle carrozze in licenze taxi.
La trattativa riguarda le sedici botticelle ancora attive nella Capitale. Non tutti sarebbero d’accordo, ma la maggioranza dei vetturini avrebbe aperto alla possibilità di lasciare la trazione animale e salire in auto. Una svolta che tocca lavoro, turismo, norme nazionali e benessere animale. Soprattutto in una città dove l’estate, tra asfalto bollente e traffico, pesa su tutti. Cavalli compresi.

Comune e vetturini al tavolo: licenze taxi per chi lascia le botticelle
Il punto centrale è il passaggio da vetturini a tassisti. In pratica, la licenza delle botticelle verrebbe convertita in una licenza taxi, così da permettere agli operatori di continuare a lavorare senza restare legati alle carrozze trainate dai cavalli. La proposta è stata già discussa con i diretti interessati e, secondo quanto emerso, avrebbe raccolto un consenso largo.
Resterebbero fuori solo un paio di posizioni ancora contrarie. Il Campidoglio e la garante non puntano a cancellare un mestiere da un giorno all’altro, ma a portarlo dentro un servizio più adatto alla Roma di oggi. Le botticelle, va ricordato, non sono abusive: hanno licenze regolari e circolano in base a quanto consente ancora il codice della strada, che prevede i veicoli a trazione animale. Proprio per questo la strada dell’accordo appare, al momento, la più concreta. L’obiettivo è evitare strappi: non lasciare senza reddito chi ha lavorato per anni con le carrozze e, allo stesso tempo, non continuare a esporre i cavalli al traffico del centro.
Sponsor e auto ibride: il piano per sostituire i cavalli
Il nodo, però, è anche economico. Convertire una licenza non basta, se poi mancano le auto. Patrizia Prestipino ha spiegato che il Comune sta cercando sponsor disposti a mettere a disposizione vetture, meglio se ibride, anche in comodato d’uso.
L’idea è lanciare una campagna pubblica capace di coinvolgere case automobilistiche e privati: un’auto al posto di un cavallo, con un ritorno d’immagine per chi decide di partecipare. Per la garante sarebbe un’operazione dal forte valore animalista, perché lo sponsor non fornirebbe soltanto un mezzo, ma legherebbe il proprio nome a un cambiamento atteso da anni da associazioni e cittadini.
Alcuni contatti con grandi aziende sarebbero già partiti, ma al momento non ci sono nomi ufficiali né accordi chiusi. Ed è qui che la trattativa entra nella parte più delicata: servono vetture, tempi certi, garanzie e passaggi amministrativi chiari. Senza questi pezzi, l’apertura dei vetturini rischia di restare sulla carta. Con un pacchetto credibile, invece, l’addio alle botticelle Roma potrebbe diventare davvero possibile.
Cavalli via dal traffico: caldo, smog e centro storico sotto accusa
La spinta più forte arriva dalle condizioni di lavoro dei cavalli, soprattutto nei mesi estivi. A Roma, il centro storico d’estate significa asfalto rovente, file, clacson, gas di scarico e temperature che nelle ore centrali rendono pesante anche camminare. Per un animale costretto a trainare una carrozza, tutto diventa ancora più faticoso.
La discussione sulle botticelle torna ogni volta che il caldo sale, ma negli ultimi anni ha cambiato tono. Non è più solo una battaglia animalista: è anche una questione di città. Lo smog pesa sui cavalli e sui vetturini, il traffico rende più rischiosi gli spostamenti, il turismo guarda sempre meno a certe immagini di folclore ormai controverse. Le stalle sono state spostate nell’area di Villa Borghese, dopo il periodo al Mattatoio, con condizioni ritenute migliori per gli animali.
Resta però il problema dei tragitti, compresi punti impegnativi come via IV Novembre in salita. La proposta, quindi, non mira soltanto a togliere una cartolina da Roma. Punta a chiudere una pratica che appare sempre più distante dal modo in cui la Capitale vuole presentarsi.
Legge nazionale, il freno vero: perché le botticelle sono ancora permesse
Il limite principale resta la normativa nazionale. Finché il codice della strada consente i mezzi a trazione animale, il Comune può fissare regole, restrizioni e accordi, ma non può eliminare da solo una categoria autorizzata dalla legge. Prestipino, che è anche parlamentare, ha ricordato di aver provato con altre colleghe a modificare quella norma, chiedendo di abolire la previsione che permette l’uso di veicoli trainati da animali. La proposta, però, è stata bocciata in due legislature.
Un segnale chiaro: il tema resta politicamente scivoloso e non sempre finisce in cima alle priorità nazionali. Per questo la trattativa romana pesa ancora di più. Se la legge non cambia, si prova a svuotare il problema con un accordo volontario, offrendo ai vetturini un’alternativa concreta. Il sindaco Roberto Gualtieri, secondo quanto riferito dalla garante, sta seguendo il dossier lungo una linea che tiene insieme tutela animale e gestione sociale del passaggio.
Ora la partita è pratica: trovare le auto, convincere gli ultimi contrari, definire i passaggi tecnici. Se l’operazione andrà in porto, Roma chiuderà una pagina lunga e discussa senza affidarsi solo ai divieti. E i cavalli usciranno finalmente da una scena urbana che oggi, più che tradizione, sembra un ritardo.





