Ztl a Roma, debutta il canone da 1.000 euro per le auto elettriche: prime domande e nuove regole. La stagione dell’ingresso gratis per le auto a batteria nel cuore della Capitale è agli sgoccioli. Dal 1° luglio anche i veicoli elettrici e a idrogeno dovranno avere un permesso annuale per superare i varchi: il costo fissato dal Campidoglio è di 1.000 euro l’anno. Le richieste passano dal portale di Roma Servizi per la Mobilità. E i primi numeri sono già arrivati: 200 domande in 48 ore, per un incasso potenziale di 200 mila euro. Un avvio che dà un segnale, anche se il vero banco di prova sarà capire quanti automobilisti saranno disposti a pagare pur di continuare a entrare nelle Ztl di Roma.

Dal 1° luglio stop all’accesso gratuito per elettriche e idrogeno
Il cambiamento riguarda i proprietari di auto elettriche e veicoli a idrogeno che non sono residenti nelle aree sottoposte a limitazioni. Finora l’ingresso gratuito nella Ztl era stato uno degli incentivi per favorire i mezzi a zero emissioni allo scarico e spingere il ricambio delle auto in circolazione. Dal 1° luglio 2026, però, la regola cambia: per continuare a passare dai varchi elettronici bisognerà registrare la targa, fare domanda online e pagare il canone annuale di 1.000 euro.
Chi entrerà senza autorizzazione andrà incontro alle sanzioni previste per gli accessi non consentiti. La misura riguarda le zone a traffico limitato della città e peserà soprattutto su chi usa l’auto privata per raggiungere il centro per lavoro, appuntamenti o servizi. Il Campidoglio, di fatto, sposta il criterio: non conta più soltanto quanto inquina un veicolo, ma anche quanto pesa sul traffico. Un’auto elettrica non emette gas di scarico, certo. Ma occupa spazio, entra nelle stesse strade congestionate e contribuisce ai flussi come tutte le altre.
Duecento richieste in 48 ore: il primo bilancio degli incassi
Le domande sono partite il 16 giugno e il primo dato è arrivato subito: circa 200 richieste in 48 ore, cioè una media di 100 al giorno. In termini di entrate, significa 200 mila euro potenziali per il Comune. Non una cifra enorme, se vista dentro il bilancio della Capitale, ma abbastanza per capire che una parte degli automobilisti è pronta a pagare. Soprattutto chi ha abitudini ormai consolidate, lavora in centro o deve entrare spesso nelle aree controllate. Il dato, però, va preso con cautela.
All’inizio si muovono di solito gli utenti più organizzati, quelli che non vogliono arrivare all’ultimo minuto. Un’altra ondata di richieste potrebbe arrivare vicino alla scadenza del 30 giugno, quando molti dovranno scegliere se pagare, cambiare mezzo o rinunciare agli ingressi abituali. Il numero finale potrebbe essere molto più basso della platea teorica degli aventi diritto. Ed è proprio uno degli effetti attesi: il canone non serve solo a fare cassa, ma anche a ridurre gli accessi considerati meno necessari.
Il nodo delle 75mila auto già autorizzate e l’obiettivo anti-congestione
A spingere il Campidoglio verso la stretta è stato soprattutto un numero: circa 75 mila auto elettriche già registrate per l’accesso gratuito, senza contare quelle dei residenti. Una platea troppo ampia per continuare a essere trattata come un’eccezione. L’incentivo nato per accompagnare la transizione verso mezzi meno inquinanti, con l’aumento delle immatricolazioni e delle richieste, è diventato anche un nuovo fattore di pressione sul centro storico. Il tema, infatti, non è solo la qualità dell’aria, dove l’elettrico conserva un vantaggio evidente rispetto ai motori tradizionali.
Il punto è la congestione: troppe auto in strade strette, piazze delicate, spazi già difficili, con ricadute anche sulla sosta e sul trasporto pubblico. Da questo punto di vista, un’auto a zero emissioni resta pur sempre un’auto. Il canone da 1.000 euro punta quindi a distinguere chi ha un’esigenza frequente da chi usava la gratuità solo come comodità occasionale. Una scelta destinata a far discutere, anche perché riguarda automobilisti che negli ultimi anni hanno comprato veicoli più costosi contando pure sulle agevolazioni di accesso. Il messaggio del Campidoglio, però, è netto: mobilità sostenibile non significa più ingresso illimitato nel centro.
Esenzioni, scadenze e regole per Ztl Centro Storico e Tridente
Il nuovo sistema non vale per tutti allo stesso modo. Restano esentate alcune categorie già considerate legate a servizi pubblici o a esigenze di tutela: taxi, NCC, forze di polizia impegnate in servizi di ordine pubblico, titolari di permesso per persone con disabilità CUDE, mezzi di soccorso ed emergenza, servizi di car sharing, motocicli, ciclomotori e quadricicli per l’ingresso nella Ztl Centro Storico. Chi non rientra in queste categorie deve rispettare il calendario: domanda sul portale di Roma Servizi per la Mobilità, pagamento del canone e autorizzazione valida prima dell’avvio operativo del 1° luglio.
Per la Ztl A1 Tridente resta invece la disciplina specifica, con l’obbligo di comunicare prima le targhe tramite il servizio online dedicato. Non è un dettaglio: il Tridente ha regole più rigide perché riguarda una parte della città particolarmente esposta, tra commercio, monumenti e aree pedonali. Nei prossimi giorni si capirà se il canone farà davvero da filtro o se molti automobilisti accetteranno il costo pur di non cambiare abitudini. Il primo segnale, 200 domande in due giorni, dice che una domanda pagante c’è già. La prova vera arriverà dopo l’estate, quando i flussi ordinari mostreranno se la nuova Ztl a Roma reggerà davvero.





