Natura
di Giulio Pons 4 Settembre 2019

La petizione per dire a Disney di salvare i leoni ha quasi raggiunto 750.000 firme

Il popolo dice: i leoni fanno guadagnare miliardi alla Disney, che la Disney li salvi!

Qualche settimana fa è uscito il remake del Re Leone, un super colossal digitale animato in un 3D strepitoso con gli animali talmente perfetti che sembrano veri e nel giro di pochi giorni il film ha superato il miliardo di dollari di incassi battendo tutti i record.

Contestualmente all’uscita del film è partita una petizione online che chiede al CEO di Disney, Bob Iger, di donare almeno lo 0,5% dei costi di promozione dei film che usano gli animali per salvarli e tutelare così la biodiversità del pianeta.

Se Disney guadagna coi leoni, che salvi i leoni! Giusto.

Leggendo in dettaglio la petizione e cercando online si scopre che la richiesta a Bob Iger è finalizzata a coinvolgere la Disney in un progetto preciso e più ampio denominato The Lion’s Share: un’organizzazione che si rivolge ai produttori cinematografici che usano immagini di animali, chiedendo di devolvere loro una parte della propria spesa promozionale.

La petizione vuole raccogliere fondi The Lion's Share un ente che raccoglie fondi per progetti di salvaguardia ambientale  La petizione vuole raccogliere firme a sostegno di The Lion’s Share un ente che trova i fondi per progetti di salvaguardia ambientale

I fondi così raccolti dal Lion’s Share verranno utilizzati per progetti e attività di salvaguardia della biodiversità in tutto il mondo e la presenza del logo UNDP (United Nations Development Programme) fa in un certo senso da garante sulla bontà del progetto. Tuttavia nell’elenco delle attività svolte e in quelle in corso indicate sul sito del Lion’s Share non compaiono iniziative specifiche a sostegno dei leoni e ci sono invece progetti mirati per le tigri, gli elefanti e i giaguari. Ma questo è un ironico dettaglio.

Se Disney entrasse a farne parte, dice la petizione, anche Netflix, Google e altri colossi potrebbero partecipare e i fondi raccolti diventerebbero consistenti, con grande vantaggio per gli animali.

A onor del vero Disney già finanzia progetti in difesa della natura, l’ultimo dei quali è legato proprio all’uscita del nuovo Re Leone e si chiama “The Lion King – Protect the pride“, una campagna di sensibilizzazione con cui ha devoluto oltre 2 milioni di dollari al Lion Recovery Fund, che lavora per tutelare i leoni e raddoppiarne la popolazione.

Disney devolve già dei soldi ad un ente pro-leoni  Disney devolve già dei soldi ad un ente pro-leoni

Ben vengano tutte le iniziative per salvare gli animali e la biodiversità,  sia quelle spontanee dei colossi come Disney che dimostrano che proteggere l’immaginario degli animali e della natura conviene perché è una miniera d’oro, sia quelle volute e dalla gente, come la petizione online per il Lion’s Share che proprio in questi giorni sta per raggiungere il traguardo di 750.000 firme.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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