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Home Politica

Bastogi, dieci milioni per riqualificare il complesso nel XIII Municipio: il cantiere parte a novembre

by Redazione
25 Ottobre 2026
in Politica
Bastogi: dieci milioni per riqualificare il complesso nel XIII Municipio, cantiere a novembre

Dopo oltre trent’anni di degrado, infiltrazioni e condizioni abitative precarie, il complesso Bastogi nel XIII Municipio di Roma si prepara a una svolta concreta: dieci milioni di euro di manutenzione straordinaria, sei palazzine da risanare e un cantiere che aprirà entro la fine di novembre 2026. Il piano, presentato dall’Assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative del Campidoglio, rappresenta l’intervento più significativo mai avviato su questo insediamento, a lungo rimasto in una condizione di abbandono strutturale che ha pesato in modo soffocante sulla qualità della vita dei suoi residenti.

Un complesso in bilico da tre decenni

Il quadro che emerge dalla storia del complesso Bastogi è quello di un edificio — o meglio, di un insieme di sei edifici — che ha attraversato più di trent’anni di precarietà senza che nessuna amministrazione riuscisse a mettere mano a un intervento organico. Situato nel XIII Municipio della capitale, l’ex residence è diventato nel tempo il simbolo di una fragilità urbana diffusa: strutture che cedono lentamente all’incuria, tetti che non trattengono l’acqua, ambienti che si deteriorano stagione dopo stagione.

L’assessore Zevi, nel presentare il piano, ha dichiarato esplicitamente che l’obiettivo è superare una precarietà durata oltre trent’anni. Una formulazione che non lascia spazio a interpretazioni: si tratta di un riconoscimento istituzionale del fallimento prolungato nella gestione del patrimonio pubblico, e al tempo stesso di un impegno preciso a invertire la rotta. La riqualificazione Bastogi Roma diventa così non solo un cantiere edilizio, ma un segnale politico destinato a risuonare ben oltre i confini del XIII Municipio.

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Il piano da dieci milioni: priorità e interventi

Al centro del piano di manutenzione straordinaria ci sono interventi urgenti e non più rinviabili. Tra le priorità assolute figurano il rifacimento dei tetti e le opere di impermeabilizzazione, necessarie per bloccare le infiltrazioni d’acqua che hanno aggravato nel tempo il deterioramento degli immobili. Non si tratta di lavori estetici o accessori: in un complesso residenziale abitato, l’acqua che penetra nelle strutture compromette la sicurezza degli ambienti, accelera il degrado dei materiali e rende le abitazioni progressivamente invivibili.

I dieci milioni di euro stanziati dal Campidoglio sono destinati a coprire le sei palazzine che compongono il complesso, con un approccio che punta a risanare l’intero insediamento in modo coordinato. La scelta di intervenire sull’intero complesso — e non su singoli edifici o porzioni — riflette una logica di efficienza: trattare il Bastogi come un sistema unitario consente di ottimizzare i costi, ridurre i tempi complessivi e garantire uniformità negli standard di sicurezza raggiunti.

Il cantiere è atteso per la fine di novembre 2026, una scadenza ravvicinata che segnala la volontà dell’amministrazione di non lasciare il piano nella fase delle promesse. Avviare i lavori prima della fine dell’anno significa anche rispettare le tempistiche legate alle risorse già allocate, evitando i rischi di slittamento che spesso hanno caratterizzato interventi analoghi nel patrimonio edilizio pubblico romano.

La riqualificazione Bastogi Roma nel contesto del patrimonio pubblico capitolino

La vicenda del Bastogi non è isolata nel panorama romano: il patrimonio edilizio pubblico della capitale conta decine di complessi che versano in condizioni simili, con edifici costruiti decenni fa e mai sottoposti a manutenzione adeguata. Ciò che rende il caso Bastogi particolarmente significativo è la durata della precarietà — oltre trent’anni — e la dimensione dell’intervento ora messo in campo.

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La responsabilità dell’Assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative su questo fronte è diretta: gestire un patrimonio residenziale pubblico significa garantire condizioni di abitabilità dignitose, non limitarsi a registrare il degrado. Il piano presentato in ottobre 2026 sembra rispondere a questa logica, con un approccio che privilegia l’intervento strutturale rispetto alla mera gestione dell’emergenza.

Nel contesto della riqualificazione Bastogi Roma, è rilevante anche il segnale che l’operazione manda agli altri complessi pubblici della città: un investimento di questa entità, concentrato su un singolo insediamento, può diventare un modello replicabile, a patto che i tempi vengano rispettati e i risultati siano verificabili. Il monitoraggio dell’avanzamento dei lavori sarà cruciale per valutare se l’impegno dichiarato si traduce in trasformazione reale.

Cosa aspettarsi dopo l’avvio del cantiere

Con l’apertura del cantiere prevista per fine novembre, i residenti del complesso si trovano di fronte a una fase inevitabilmente transitoria e per certi versi nervosa: i lavori su strutture abitate comportano disagi, rumore, limitazioni agli spazi comuni, talvolta spostamenti temporanei. Tuttavia, dopo oltre tre decenni di attesa, la prospettiva di vedere tetti riparati e infiltrazioni bloccate rappresenta un cambiamento che la comunità del Bastogi attende da generazioni.

Gli interventi di impermeabilizzazione e rifacimento dei tetti costituiscono solo la prima fase di un risanamento che, per essere davvero efficace, dovrà estendersi all’intero edificato. Resta da capire con quale cadenza e con quali risorse aggiuntive il Campidoglio intenderà proseguire oltre i lavori già finanziati. Quello che è certo, oggi, è che dieci milioni di euro e un cantiere in partenza a novembre rappresentano il punto di partenza più concreto che il complesso Bastogi abbia mai visto: un’occasione che la città non può permettersi di sprecare.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Tags: manutenzione straordinariapatrimonio pubblico romariqualificazione ediliziaXIII Municipio
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