TV e Cinema
di Mattia Nesto 10 Agosto 2017

Cos’è successo realmente a Dunkerque: cinque cose da sapere per prepararsi al film di Nolan

L’evacuazione di Dunkerque, il soggetto dell’ultimo attesissimo film di Christopher Nolan, Dunkirk. Ecco com’è andata veramente

Non stiamo già più nella pelle. Da quando infatti, circa sei mesi fa, sono circolati i primi trailer, Dunkirk, la nuova opera di Cristopher Nolan, è il film maggiormente atteso quest’anno. Se praticamente tutto il resto del mondo lo ha già visto, recensito, osannato, criticato (ben in pochi) e vivisezionato scena dopo scena, da noi in Italia arriverà solo il prossimo 31 agosto. Poco male in fondo, dato che abbiamo tutto il tempo per approfondire meglio la vicenda storica che sta dietro al film, ovvero la Battaglia di Dunkerque (questo il nome francese): qui di seguito cinque punti per contestualizzare la vicenda.

 

Dov’è Dunkerque?

Partiamo con la localizzazione geografica. Dunkerque è una delle principali città portuali del Dipartimento francese del Nord,  sulla costa sud del Canale della Manica. Questa zona è caratterizzata da enormi spiaggioni sabbiosi, spesso con il fondale basso (non troppo diversi da quelli che si trovano nelle vicinanze di Ostia o di Lignano per capirci), temperature molto rigide e un forte vento. Dunkerque dista soltanto dieci chilometri dal confine belga ed è stata già teatro nel 1658 di una battaglia, la Battaglia delle Dune, che vedeva le truppe franco-olandesi contro gli spagnoli. Quella volta a trionfare furono i francesi.

 

Che cos’è successo realmente?

Nella tarda primavera del 1940 l’Europa tratteneva il fiato: da diversi mesi infatti lungo il confine tra Francia e Germania, già da sette anni diventata ufficialmente Terzo Reich, si stava combattendo la cosiddetta strana guerra, ovvero una lunga serie di appostamenti e manovre militari che lasciavano presagire il peggio ma, almeno al momento, non parevano mai dover portare ad un conflitto vero e proprio. Tuttavia prima della fine di maggio, con una mossa del tutto a sorpresa, le divisioni corazzate di panzer tedeschi attraversano come un coltello nel burro la foresta delle Ardenne, aggirando di fatto l’inespugnabile ma inutile linea Maginot francese. A questo punto, con la più classica delle manovre a tenaglia, mentre altre truppe attraversavano la frontiera belga, i tedeschi tagliano in due l’esercito franco-inglese, che si ritrova letteralmente imbottigliato: ad Est, ad Ovest ed a Sud è circondato dalle divisioni di Hitler, a Nord è bloccato dal mare sulla costa di Dunkerque. Una situazione davvero disperata.

 

Come è andata a finire?

 

Considerando che si parla di vicende accadute più di settant’anni fa non temiamo possibili accuse di spoiler. Detto questo abbiamo lasciato le truppe francesi ed inglesi circondate da tutti i lati. Gli storici specializzati nella Seconda Guerra Mondiale si dibattono ancora oggi sul possibile “what if” di questa importantissima battaglia: infatti è stato calcolato che in caso di completo annichilimento delle truppe Alleate, la Francia avrebbe perso oltre metà del suo esercito terrestre mentre la Gran Bretagna circa un terzo. Hitler però non pareva troppo interessato a Dunkerque visto che era impegnato a conquistare la Francia ed a sfilare su Parigi. Ma al di là di ciò l’eroismo delle truppe anglo-francesi è stato immenso ed anche quello dei civili, soprattutto britannici, che si sono messi a trasportare feriti e soldati con le loro piccole barche. Con un costante martellamento dell’artiglieria e degli aerei tedeschi è stato un miracolo che così tanti soldati si siano salvati e abbiano potuto toccare il suolo inglese sani e salvi. Ma tuttavia si tratta di una epocale sconfitta per gli eserciti francesi e inglesi e la prova, almeno fino a quel momento, che l’esercito tedesco era il più forte e tecnologicamente preparato dell’intera Europa.

 

Quante le vittime?

 

Guardando le rare fotografie dell’epoca o seguendo la, perfetta va detto, ricostruzione di Nolan ci si rende della situazione disperata degli inglesi ed anche dei francesi (che però nel film sono stati quasi del tutto dimenticati, come non ha dimenticato di sottolineare, anche in modo un po’ stizzito, Le Monde in un articolo). Pur prendendo per le molle i dati ufficiali, sempre molto difficili da ritenere reali visto la propaganda e la censura di guerra, il bollettino recita 3.500 perdite per i britannici e 6.000 morti francesi, con oltre 160 aerei alleati distrutti. Una vera e propria ecatombe che, è sempre bene ricordarlo, sarebbe potuta essere molto peggiore. Con una buona parte dell’esercito che stava arrivando in Europa dai domini coloniali, per Francia ed Inghilterra la sconfitta di Dunkerque fu sì un duro colpo ma non un colpo risolutivo. Anzi sviluppò, specie tra i sudditi di Sua Maestà, un orgoglio nazionale e patriottico conosciuto come “lo spirito di Dunkerque”.

 

Lo spirito di Dunkerque

 

Per chi è cresciuto in Inghilterra è qualcosa di conosciutissimo, con tanto di festa e giorno dedicato, ma per gli altri molto meno: lo spirito di Dunkerque è una sorta di orgoglio nazionale e patriottico scaturita da quella che è, militarmente parlando, una sconfitta, eroica sì ma a tutti gli effetti una sconfitta. “Noi combatteremo sulle spiagge, noi combatteremo nei luoghi di sbarco, noi combatteremo sui campi e sulle strade, noi combatteremo sulle colline; noi non ci arrenderemo mai”, questo il succo di uno dei più famosi discorsi di sir Winston Churchill, tenuto al Parlamento inglese subito dopo Dunkerque. L’epica delle piccole navi civili andate in soccorso, con sprezzo del pericolo e grande coraggio, alle truppe in difficoltà, ha reso più saldo l’orgoglio nazionale britannico e la convinzione di resistere, costi quel che costi, al Nazismo. Senza la sconfitta eroica di Dunkerque non si potrebbe infatti capire la resistenza, anche psicologica, della popolazione ai continuativi bombardamenti della Luftwaffe durante la Battaglia d’Inghilterra. Ora non potete dire di non essere pronti per godere fino in fondo del film di Nolan.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

5,00 €

BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

Lattina ufficiale “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l'uso che preferite. La bevanda che avresti voluto bere.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
15,00 €

MAGLIETTA MI AMI 2019 VERDE

Maglietta t-shirt American Apparel N2001W verde, con illustrazione completa del MI AMI FESTIVAL 2019 di Andrea De Luca davanti e lineup artisti dietro. Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
5,00 €

Borsa "MI AMI Festival 2017"

La borsa ufficiale del “MI AMI Festival 2017” disegnata da Viola Niccolai serigrafata a mano da Legno. Bag bianca cotone con illustrazione rosa.
7,00 €

T-SHIRT "MI AMI Festival 2020"

T-shirt ufficiale  “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids, sul retro lineup artisti. 100% cotone con illustrazione multicolor, disponibile nella variante colore bianca o viola. La t-shirt che avresti voluto indossare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

KIT DEL SINGLE "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL SINGLE “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia due lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
17,00 €

KIT DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL DESIDERIO “MI AMI Festival 2020” Contiene: una shopper quattro lattine Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >