L’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha approvato oggi, giovedì 10 settembre 2026, l’aumento di capitale destinato a servire l’opas su Monte dei Paschi di Siena, con 10.952.907.059 voti favorevoli, pari al 96,96025% delle azioni ordinarie rappresentate, per dare seguito all’operazione annunciata a giugno e rafforzare la posizione del gruppo nel sistema bancario italiano.
Intesa Sanpaolo, via libera dei soci all’aumento di capitale per Mps
Il semaforo verde degli azionisti consente a Intesa Sanpaolo di aumentare il capitale sociale, in una o più volte, attraverso l’emissione di un numero massimo di 5,7 miliardi di azioni ordinarie. Le nuove azioni saranno utilizzate a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena, passaggio centrale nel progetto industriale delineato dal gruppo guidato da Carlo Messina.
La decisione, comunicata in una nota diffusa al termine dell’assemblea, arriva con una maggioranza ampia. Un dato che, dentro la banca, viene letto come un sostegno netto alla linea del management. Non solo una formalità societaria, dunque, ma un passaggio che mette in movimento una delle operazioni più rilevanti del credito italiano degli ultimi anni, con effetti attesi su governance, rete commerciale, occupazione e presidio dei territori.
“Ringrazio i nostri azionisti per il forte sostegno espresso oggi a favore della nostra proposta”, ha detto Carlo Messina, amministratore delegato e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo. L’approvazione dell’aumento, ha aggiunto, “rappresenta un passaggio fondamentale per realizzare l’operazione annunciata lo scorso giugno nei confronti del Monte dei Paschi di Siena e costruire un gruppo ancora più forte, a beneficio di azionisti, clienti, famiglie, territori e dell’Italia nel suo insieme”.
Messina: operazione da una posizione di forza
Nel suo intervento, Messina ha insistito sulla condizione di partenza del gruppo, rivendicando la solidità patrimoniale e la capacità di generare utili. “Intesa Sanpaolo affronta questa operazione da una posizione di grande forza”, ha spiegato il ceo, ricordando che la banca si colloca “tra le più profittevoli in Europa” e che, nel tempo, ha dimostrato di saper rispettare gli obiettivi comunicati al mercato.
Il punto, nelle parole del manager, è la continuità tra il piano già avviato e l’integrazione con Mps. L’operazione, ha osservato, “rappresenta per noi l’acceleratore di una strategia di crescita che sta già producendo risultati importanti”. Una frase misurata, ma chiara: l’acquisizione viene presentata non come una correzione di rotta, bensì come un ampliamento di scala.
Nel quadro disegnato da Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena mantiene un ruolo identitario preciso. Messina ha parlato di “una storia unica nel panorama bancario mondiale”, richiamando il legame con Siena, la Toscana, le imprese locali e le comunità che da secoli ruotano attorno alla banca. “Vogliamo preservare e valorizzare questa identità e il legame con Siena all’interno di un progetto industriale più ampio, più solido e con maggiori possibilità di crescita”, ha sottolineato.
Assunzioni, territori e impegno sociale nel piano del gruppo
Un capitolo non secondario riguarda il lavoro. Intesa Sanpaolo prevede circa 13.100 nuove assunzioni entro il 2029, indicate dal ceo come leva per sostenere crescita, ricambio generazionale e nuove opportunità professionali. Il riferimento non riguarda soltanto Mps: nel ragionamento di Messina entrano anche le competenze maturate in Mediobanca, considerate parte del patrimonio da integrare nel nuovo perimetro.
“Le persone sono una componente essenziale”, ha detto il manager, citando esperienza, relazioni con la clientela e professionalità costruite nel tempo. In questa prospettiva, il gruppo punta a trattenere valore umano e commerciale, evitando che l’integrazione si traduca in una semplice somma di sportelli e funzioni centrali. Sarà su questo terreno, nei prossimi mesi, che si misurerà una parte concreta dell’operazione.
Accanto alla crescita economica, Messina ha richiamato anche il profilo sociale del piano. Il Piano d’Impresa di Intesa Sanpaolo prevede un miliardo di euro destinato a iniziative per la coesione, con l’obiettivo dichiarato di contribuire alla riduzione delle disuguaglianze e al sostegno di persone e comunità. “La maggiore forza del gruppo ci consentirà di ampliare ulteriormente il contributo”, ha spiegato il ceo, legando così dimensione industriale e impatto sui territori.
Generali e Mediobanca, il nodo degli asset strategici
Nel perimetro dell’operazione su Mps entra anche il tema di Assicurazioni Generali. Messina ha chiarito che il progetto “prevede l’acquisizione di una quota azionaria di Generali, in un’ottica puramente finanziaria”. Una precisazione non casuale, vista la sensibilità del dossier e il peso della compagnia triestina nella gestione del risparmio in Italia.
Secondo il ceo di Intesa Sanpaolo, la presenza della banca nel capitale di Generali potrà rappresentare “un significativo valore” sotto il profilo della stabilità dell’azionariato e dell’indipendenza della compagnia. Parole che puntano a rassicurare il mercato e gli interlocutori istituzionali, in una fase in cui gli equilibri finanziari italiani restano osservati con attenzione.
C’è poi il capitolo Mediobanca, definita da Messina “un altro elemento di grande valore”. L’intenzione dichiarata è valorizzarne il marchio, le professionalità e le capacità distintive all’interno di un gruppo con maggiore scala e ruolo europeo. Le competenze nel Corporate & Investment Banking e nel Wealth Management, ha aggiunto il ceo, si affiancheranno a quelle di IMI Corporate & Investment Banking, rafforzando un modello di business che Intesa considera coerente con la propria strategia.





