Libri
di Simone Stefanini 1 Settembre 2016

Le 10 migliori storie di Dylan Dog scritte da Tiziano Sclavi

Una classifica per celebrare il ritorno di Tiziano Sclavi con un nuovo albo scritto interamente da lui

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La notizia è di quelle che scuoteranno i fan più accaniti dell’Indagatore dell’incubo: per il trentennale di Dylan Dog, il 28 ottobre prossimo uscirà un albo scritto da Tiziano Sclavi. Per chi non lo sapesse, Sclavi è il creatore di Dylan Dog, fumetto horror di enorme successo di casa Bonelli, fin dal suo primo numero nel 1986. Ha scritto sceneggiature magnifiche, che sono entrate a pieno titolo tra i classici del fumetto italiano.

La nuova storia si intitola “Dopo un lungo silenzio” e parla di alcolismo, uno dei tanti fantasmi che arrivano dal passato di Dylan Dog. Il titolo è quanto mai didascalico, perché Sclavi è stato lontano dalla scrittura del suo personaggio per 9 anni, ed è stato convinto a tornare dal curatore odierno di Dylan, Roberto Recchioni, che ha anche ideato la suggestiva copertina, completamente bianca.

 

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Qui sotto, la nostra speciale classifica tutta cuore e poco ragionamento delle storie più belle scritte nel corso di vent’anni da Tiziano Sclavi per il suo alter ego, Dylan Dog.

 

10) Dal profondo (n° 20, di Sclavi/Castelli – Roi)

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Una trama drammatica e un mostro che vive nelle fogne, impaurito come un bambino. Dylan Dog risolverà il caso non senza versare qualche lacrima, sia per le vittime, sia per la storia di solitudine e di miseria del cattivo. Un capolavoro scritto insieme ad Alfredo Castelli e disegnato da uno dei più bravi della scuderia DYD: Corrado Roi.

 

9) Inferni (n° 46, di Sclavi – Ambrosini)

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Uno degli albi fondamentali per gli amanti di Dylan Dog, che illustra l’architettura degli inferni di Sclavi, visti come uffici in cui perdersi, non luoghi pieni di burocrati e di burocrazia, che tolgono tutta l’umanità alle persone. Un Dylan umano e malinconico, come nella migliore tradizione sclaviana.

 

8) Attraverso lo specchio (n° 10, di Sclavi – Casertano)

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Forse, a livello di scrittura e di pathos, il più bello tra i primi 10 numeri. Si respira un’atmosfera di morte, gotica e nera pece, con le canzoni scritte ad hoc da Sclavi, di quelle che ti rimangono nella memoria per sempre. Dylan Dog s’incontra con la morte, che altro non è se non il riflesso dei nostri errori e dei nostri vizi. Oscuro e maledetto, disegni bellissimi di Giampiero Casertano.

 

7) L’alba dei morti viventi (n° 1, di Sclavi – Stano)

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Il primo, mitico numero di Dylan Dog, un cimelio che i possessori dell’albo originale tengono incorniciato alla parete come si trattasse di un’opera d’arte (sto parlando di me). Sclavi  scrive, Angelo Stano disegna e la storia è quella del dottor Xabaras, eterna nemesi di Dylan (ma anche suo padre?) che fa tornare in vita i morti. Una storia di horror classico scritta divinamente.

 

6) Golconda! (n° 41, di Sclavi – Piccatto)

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Una storia allucinante, una fidanzata bellissima (Amber Cat), il punk e il metal, lo splatter, le canzoni e pure un Groucho ispiratissimo, che spara battute a raffica. Tutto questo è Golconda, con tanto di copertina di Claudio Villa ispirata a Magritte. Il grottesco che si fonde con post moderno, per un albo assolutamente da leggere.

 

5) Dopo mezzanotte(n° 26, di Sclavi – Casertano)

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Un albo che fa ridere e insieme commuovere. Un viaggio incredibile nella notte di Londra, tra tanti personaggi diversi, umani ma anche surreali. Dylan scorda le chiavi di casa ed è costretto a vagare in città, in attesa che Groucho si svegli e gli apra. La notte è davvero molto lunga.

 

4) Finché morte non vi separi (n° 121, di Sclavi/Marcheselli – Brindisi)

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Nelle intenzioni di Sclavi, il passato di Dylan sarebbe dovuto rimanere misterioso e invece egli stesso ne ha spesso dato delle informazioni molto dettagliate, come in questo albo meraviglioso. Si parla di Dylan quando era in polizia e del suo grande amore Lillie Connolly, terrorista dell’IRA. Un amore destinato a finire male.

 

3) Johnny Freak (n° 81, di Sclavi/Marcheselli – Venturi)

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Qui si piange molto forte. Probabilmente, la storia più toccante del fumetto italiano. È la storia tragica di un ragazzo sordomuto di nome Johnny, malato di qualcosa che lo sta consumando pezzo per pezzo. Il ragazzo viene “adottato” da Dylan e Groucho, che però faranno una scoperta parecchio macabra… ma non voglio rovinare il finale a chi non l’ha ancora letta.

 

2) Memorie dall’invisibile (n° 19, di Sclavi – Casertano)

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Si dice sia la Bibbia della sceneggiatura per fumetto, infatto è stata stampata anche in versione libro. Dal titolo potrebbe sembrare uno di quegli omaggi di Sclavi all’horror anni ’30 e al mito dell’uomo invisibile, ma l’invisibilità di cui si parla è quella della solitudine, della mediocrità. Una delle ragazze più belle di Dylan, Bree Daniels e una delle storie da leggere assolutamente se si è appassionati di fumetto in generale.

 

1) Il lungo addio (n° 74, di Sclavi/Marcheselli – Ambrosini)

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Potrei partire con uno storytelling lungo come un libro, sul numero 74 di Dylan Dog. Tenete presente che, ai tempi, l’Indagatore dell’incubo era seguito soprattutto da amanti dell’oscurità, dell’orrore, non era un paladino un po’ pedante delle cose giuste, com’è diventato a metà carriera, per poi riprendersi negli ultimi anni. Ecco perché non era per niente strano vedere gli scalini di Campo di Marte a Firenze totalmente tappezzati di questo albo, letto da darkettoni, neo romantici e gente di quella risma lì al concerto dei Cure nel 1992. È in assoluto la storia d’amore di Dylan Dog, quella con Marina Kimball, che si svolge nel passato di Dylan, quando andava in vacanza al mare di Moonlight. In questa storia di Marcheselli e Sclavi non c’è alcun mostro, non c’è un’indagine, Groucho non fa battute di alcun tipo. Il resto, o lo sapete o dovrete scoprirlo da soli.

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