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Scuola, aumenti per i docenti in base all’anzianità di servizio: come cambia lo stipendio

In base all'anzianità, sono previsti diversi aumenti per i professori: come cambia lo stipendio e cosa c'è da sapere.

by Mario Cassese
10 Ottobre 2025
in Scuola
0
Professoressa

Aumenti per i professori in base all'anzianità: ci sono novità - Dailybest.it

Nel quadro delle trattative tra ARAN e sindacati per il rinnovo del contratto del personale docente, si sta delineando una nuova proposta di incremento salariale che prevede aumenti mensili della retribuzione tabellare a partire da gennaio 2026.

Questa ipotesi, ancora in fase di definizione, introduce un sistema di aumenti differenziati in base all’anzianità di servizio e al grado di istruzione in cui si presta attività didattica, con l’obiettivo di valorizzare maggiormente l’esperienza maturata negli anni.

Incrementi retributivi differenziati per anzianità e tipologia di scuola

Secondo i dati forniti dall’ARAN e approfonditi attraverso le osservazioni sindacali, gli aumenti proposti sono strutturati su sei fasce di anzianità: da 0 a 8 anni, da 9 a 14, da 15 a 20, da 21 a 27, da 28 a 34 e oltre i 35 anni di servizio. Questi incrementi saranno corrisposti su tredici mensilità e riguardano varie categorie di docenti, distinguendo tra scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado, con differenze significative anche tra docenti diplomati e laureati.

Per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria, l’aumento lordo mensile ipotizzato è il seguente:

  • Da 0 a 8 anni: 105,49 euro;
  • Da 9 a 14 anni: 116,65 euro;
  • Da 15 a 20 anni: 126,44 euro;
  • Da 21 a 27 anni: 136,01 euro;
  • Da 28 a 34 anni: 145,50 euro;
  • Oltre i 35 anni: 152,67 euro.

Nel caso dei docenti diplomati della scuola secondaria di secondo grado, gli aumenti sono leggermente più elevati nelle fasce di anzianità più avanzate:

  • Da 0 a 8 anni: 105,49 euro;
  • Da 9 a 14 anni: 116,65 euro;
  • Da 15 a 20 anni: 126,49 euro;
  • Da 21 a 27 anni: 140,83 euro;
  • Da 28 a 34 anni: 150,14 euro;
  • Oltre i 35 anni: 157,45 euro.

Per quanto riguarda invece i docenti della scuola secondaria di primo grado e gli insegnanti di educazione fisica, la proposta prevede incrementi ancora più consistenti:

  • Da 0 a 8 anni: 114,18 euro;
  • Da 9 a 14 anni: 127,18 euro;
  • Da 15 a 20 anni: 138,53 euro;
  • Da 21 a 27 anni: 149,73 euro;
  • Da 28 a 34 anni: 160,88 euro;
  • Oltre i 35 anni: 169,17 euro.

Infine, gli aumenti più significativi sono destinati ai docenti laureati della scuola secondaria di secondo grado, sottolineando l’importanza del titolo di studio nell’eventuale definizione delle retribuzioni:

  • Da 0 a 8 anni: 114,18 euro;
  • Da 9 a 14 anni: 130,45 euro;
  • Da 15 a 20 anni: 142,75 euro;
  • Da 21 a 27 anni: 158,67 euro;
  • Da 28 a 34 anni: 169,17 euro;
  • Oltre i 35 anni: 177,51 euro.

 

Impatto e prospettive delle trattative sul salario netto

Va evidenziato che gli importi sopra indicati sono lordi e rappresentano una proposta ancora non definitiva, suscettibile di modifiche durante le fasi successive del confronto tra ARAN e sindacati. Le organizzazioni sindacali stanno già avanzando osservazioni in merito alla distribuzione degli incrementi tra i vari ordini e gradi scolastici, sottolineando la necessità di un’effettiva ricaduta positiva sulla busta paga dei docenti.

Un punto critico riguarda infatti il calcolo dell’aumento netto, che potrebbe essere influenzato da imposte e contributi previdenziali, oltre che dall’effetto delle indennità accessorie, anch’esse oggetto di revisione. I sindacati chiedono pertanto maggiore trasparenza e un riequilibrio che valorizzi in modo più equo anche il personale con anzianità di servizio elevata, oltre a riconoscere adeguatamente le diverse qualifiche e professionalità presenti nel corpo docente.

Ruolo fondamentale dell’anzianità di servizio nella nuova proposta

L’attenzione posta sull’anzianità di servizio conferma la volontà di premiare l’esperienza maturata nel corso degli anni, un elemento considerato essenziale per garantire la qualità dell’insegnamento e la continuità educativa. Questa impostazione risponde anche a una richiesta storica dei lavoratori della scuola, che da tempo auspicano un sistema di retribuzione più graduale e personalizzato, capace di valorizzare non solo il titolo di studio ma anche il percorso professionale svolto.

Le trattative sono attese con grande interesse da parte di tutto il personale scolastico, che guarda con attenzione alle novità contrattuali in arrivo, nella speranza che possano tradursi in un miglioramento concreto delle condizioni economiche e professionali degli insegnanti italiani. Nel frattempo, resta aperto il confronto sui dettagli tecnici e sulle modalità di applicazione delle nuove misure retributive, che saranno oggetto di ulteriori incontri nei prossimi mesi.

Mario Cassese

Mario Cassese

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