Bufala del Sud Africa
Society
di Lorenzo Mannella 23 Dicembre 2015

Le 10 bufale più assurde del 2015

Un altro anno che se ne va lasciando il segno nel peggiore dei modi

Bufala del Sud Africa

 

Un altro anno che se ne va, e che non ci mancherà affatto. Di sicuro ci lasceremo alle spalle una vagonata di bufale che hanno invaso la rete, facendoci perdere preziosa attività neuronale. Il 2015 è stato l’anno di notizie interpretate male o totalmente fasulle: branchi di lupi, gufate alla Signora in giallo, paranoie complottiste e cadute di stile da parte dei mezzi di informazione. Allacciatevi le cinture e preparatevi all’impatto con il peggio del peggio.

 

1) Il branco di lupi nella neve

Lupi nella neve  Un branco di lupi va a caccia

Sui social network è circolata molto la foto di un branco di lupi che avanza in fila indiana lungo un pendio innevato. La didascalia spiega che primi tre lupi della fila sono i più vecchi e malati: stando lì non rischiano di rimanere indietro e, in caso di attacchi, sarebbero i primi a sacrificarsi per il branco. Seguirebbero i maschi più forti e le femmine. Tanto commovente quanto sbagliato: secondo il Tumblr della BBC, ad aprire la fila del branco in caccia è la femmina alpha – la capa – e non si accenna ad alcuna malattia. L’errore sarebbe frutto di un’interpretazione sbagliata probabilmente dovuta all’account Facebook di un parco naturalistico in Romania.

 

2) From Paris, with love

From Paris with love  Le bombe “firmate con amore” da Parigi non sono francesi

Gli attentati del 13 novembre a Parigi hanno scosso tutti. Purtroppo, sulla scia del risentimento nei confronti degli attentatori su Facebook ha iniziato a circolare la foto di alcune bombe con la scritta “From Paris, with love” impressa sulla testata. Come se fosse un “regalo” da caricare a bordo degli aerei francesi che poco dopo l’attacco terroristico sono andati a bombardare le postazioni dell’ISIS in Siria. In realtà quelle bombe erano americane. Tuttavia, come ha spiegato Il Post, non è detto che la foto fosse falsa.

 

3) L’attentato a Roma annunciato via Whatsapp

Militari a Roma  Un militare a Roma

La tensione generata dagli attentati a Parigi ha prodotto una serie di effetti a catena. Il più tristemente famoso ha avuto luogo a Roma, dove è circolato un messaggio audio su Whatsapp che avvertiva di un imminente attentato nella città. Il file si è diffuso a macchia d’olio attraverso la rete di contatti, innescando una serie di falsi allarmi che ha messo in difficoltà le forze dell’ordine. Morale della favola, una madre si è presentata alla polizia scusandosi per l’accaduto: aveva inventato il messaggio per convincere la figlia a non uscire di casa la sera.

 

4) La morte della Signora in giallo

Signora in giallo  Non tu, questo è certo

A marzo sui social network c’è stato un flusso infinito di messaggi di cordoglio – e sfottò – per la morte di Angela Lansbury, l’attrice che nella serie TV La signora in giallo interpreta la scrittrice e investigatrice impicciona Jessica Fletcher. Chiudete i rubinetti delle lacrime, non c’è nulla di vero. Secondo Bufale un tanto al chilo, la falsa notizia sarebbe stata diffusa dal sito disgrazie.it – attendibilità: zero. Comunque sia, Angela sta bene e a ottobre ha compiuto 90 anni tondi tondi.

 

5) Il gioco del rispetto e la “teoria gender”

Il gioco del rispetto Il gioco del rispetto - No, non è la teoria del gender

A marzo si è aperto uno squarcio nello spazio-tempo della bufala: il gioco del rispetto – un kit ludico e didattico ideato da una psicologa e un’insegnante – introdotto in un asilo di Trieste è stato bollato da alcuni media come “follia dei giochi gender” e “lezioni porno all’asilo” in cui i bambini sono “invitati a toccarsi le parti intime”. Nulla di tutto ciò è vero. Come ha spiegato Il Fatto Quotidiano, si tratta di un gioco improntato a superare gli stereotipi di genere attraverso attività che prevedono il coinvolgimento attivo dei bambini. Provare per credere.

 

6) La moschea di cioccolato della Lindt

Lindt Mille e una notte  Prima di tutto, quella non è una moschea

Il 7 dicembre un po’ di gente ha dato di matto sulla pagina Facebook di Lindt, accusandoli di aver prodotto una confezione in stile “ciocco-islam” che strideva con lo spirito cristiano del Natale. Peccato che quella fosse una confezione di cioccolata ispirata alle Mille e una notte che girava sul mercato tedesco da almeno dieci anni. Dieci anni. Leggete di più, per favore.

 

7) Le carni cancerogene

Grigliata di carne  Adios, grigliata

A fine ottobre è uscita una notizia che ha abbattuto le certezze di chi mangia carne: secondo la IARC (International Agency for Research on Cancer) le carni lavorate aumentano il rischio di contrarre il cancro. Nella testa di molti il messaggio è suonato più o meno così: “se mangi le braciole ti viene il cancro e muori”. Ecco, no. Il classico spiegone del Post ha precisato tutti i dettagli della faccenda.

 

8) Il post per impedire a Facebook di usare i tuoi contenuti

Post contro Facebook  Facebook, occhio a quello che fai

Ogni tanto su Facebook parte una serie di post a catena di utenti incazzati che pubblicano delle dichiarazioni in avvocatese per vietare a Facebook “il permesso di usare le mie immagini, informazioni o pubblicazioni, sia del passato che del futuro”. L’ultima volta è successo a novembre. Cercheremo di dirvelo in molti modi educati, scegliete voi quello che vi piace di più: non serve a niente; è perfettamente inutile; fiato sprecato; piuttosto fatti un giro; ahahahah; torna a giocare a Candy Crush e taci. Per utilizzare il social si devono prima accettare i suoi termini di servizio: in sostanza dicono che se posti qualcosa, Facebook acquisisce in automatico una licenza universale per sfruttarlo. Se non ti sta bene, non usarlo.

 

9) I sospetti sui migranti con lo smartphone

Migranti smartphone  Lo smartphone fa la differenza

Questa estate hanno iniziato a girare numerosi post e articoli che vomitavano odio contro profughi e rifugiati politici. Tra le varie cose, ad alcuni non andava giù il fatto che le persone che cercano di raggiungere l’Europa – via mare o via terra – utilizzino gli smartphone. La cosa ha generato commenti del tipo “sono scafisti arricchiti?” o “se sono così benestanti perché non se ne restano a casa?”. Sorpresa, sorpresa: un cellulare dotato di GPS, fotocamera e connessione a internet si può a trovare a prezzi accessibili praticamente ovunque. E ti salva la vita.

 

10) Il respirianesimo

Respirianesimo  Chiedete anche a lui

La bufala peggiore dell’anno è stata diffusa a ottobre dall’agenzia di stampa Adnkronos: “Vivere senza cibo, sempre più italiani scoprono il ‘respirianesimo’”. E qui ci fermiamo subito. Abbiamo detto tutto quello che c’era da dire. Per qualsiasi informazione chiedete a Nicolas Pilartz, che amministra il gruppo Facebook Alimentazione Pranica.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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