La Lazio si prepara ad affidare a Gennaro Gattuso la prima squadra nei prossimi giorni a Formello. Sul tavolo c’è un contratto biennale, con staff già scelto, visite mediche dal 10 luglio e primo allenamento il 13. Dopo una stagione complicata e il passaggio delicato seguito all’addio di Maurizio Sarri, il club riparte da un piano già tracciato: pochi proclami, programma definito, uomini di fiducia e una priorità su tutte, ricostruire identità e continuità prima ancora di pensare ai risultati.
Gattuso atteso a Formello: biennale pronto e bonus legati all’Europa
La firma di Gattuso con la Lazio è attesa la prossima settimana nel centro sportivo biancoceleste. Restano da sistemare gli ultimi dettagli di un’intesa che, secondo quanto filtra dall’ambiente laziale, prevede un biennale da circa 1,5 milioni di euro netti a stagione con bonus in caso di qualificazione alle coppe europee. È questa la base economica del nuovo corso, pensato per dare al club una guida riconoscibile e un minimo di stabilità nei prossimi due anni.
A Formello, più che di annunci, si ragiona in modo pratico. Gattuso porta con sé un profilo chiaro: uno che sa stare dentro le difficoltà, che ha già allenato in piazze pesanti come Milan e Napoli, oltre alle esperienze all’estero con Valencia, Olympique Marsiglia e Hajduk Spalato. Un nome che non mette tutti d’accordo tra i tifosi, ma che dentro la società viene letto come una garanzia nei momenti più complicati.
Lo staff di Gattuso è già pronto: da Riccio a Sangermani, il gruppo del nuovo corso
Anche lo staff tecnico della Lazio segue la linea abituale di Gattuso: uomini che con lui hanno già lavorato e che conoscono bene metodi e tempi. Luigi Riccio sarà il vice, Bruno Giovanni Dominici curerà la preparazione atletica insieme a Dino Tenderini, mentre Roberto Perrone sarà il preparatore dei portieri e Marco Sangermani il match analyst.

Non è un dettaglio da poco. In una fase di ripartenza, dopo mesi in cui la squadra ha perso riferimenti e continuità, avere uno staff rodato può accorciare i tempi. Il modo di lavorare è già condiviso, così come i ruoli. Chi conosce Gattuso lo ripete spesso: prima vengono le regole, poi il resto. E allora la scelta della Lazio sembra chiara: niente prove o soluzioni improvvisate, ma un gruppo già abituato a muoversi insieme, con compiti precisi e una struttura semplice.
Dal 10 luglio si riparte: visite, campo e prime tappe del ritiro
La preparazione estiva della Lazio ha già date precise. I giocatori arriveranno per le visite mediche il 10 luglio, mentre il primo allenamento ufficiale è fissato per il 13 luglio a Formello. Sarà quello il vero inizio dell’era Gattuso, stavolta sul campo e non più solo nei passaggi formali.
Negli stessi giorni il club metterà a fuoco anche il resto del programma estivo, comprese le amichevoli precampionato e la gestione del lavoro nelle prime settimane. La linea è quella di una ripartenza graduale, senza forzature: test atletici, valutazioni sui singoli, primi riferimenti tattici. A Formello, nel pieno dell’estate romana, si lavorerà verosimilmente presto al mattino, con attenzione alla condizione e ai tempi di recupero. La stagione 2026/27 comincia da qui, da date già segnate e da un calendario che ora prende forma.
Post-Sarri, nessuno strappo: prima identità, condizione fisica e tenuta del gruppo
Il punto vero dell’operazione è questo: Gattuso non arriva per cambiare tutto subito. Il compito è rimettere in ordine una squadra che negli ultimi mesi ha vissuto passaggi pesanti, tra risultati altalenanti, cambi interni e il peso lasciato in eredità da Sarri. L’idea, da quello che emerge, è lavorare su tre fronti precisi: identità, condizione fisica e tenuta del gruppo.
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Prima si sistema la struttura, poi si penserà agli aggiustamenti. È una logica che appartiene da sempre all’allenatore calabrese, poco interessato alle rivoluzioni di facciata e molto di più alla risposta quotidiana dei giocatori. All’Olimpico il nuovo corso sarà osservato da vicino, anche perché una parte del pubblico aspetta fatti più che parole. Sullo sfondo c’è un obiettivo chiaro: riportare la Lazio a un livello competitivo e riaccendere un ambiente uscito stanco dall’ultima stagione. Senza promesse troppo larghe, senza scorciatoie. Prima di tutto, c’è da rimettere insieme i pezzi.





