La Lazio di Claudio Lotito riparte da Formello e lo fa mettendo sotto la lente l’area medica. Sul tavolo c’è un dato che dentro il club pesa parecchio: 53 infortuni nell’arco della stagione 2025-2026. Troppi, per lasciar correre. Da qui nasce il dossier dell’estate biancoceleste, tra discussioni su diagnosi, tempi di recupero e gestione quotidiana degli acciacchi, mentre il mercato deve ancora decollare davvero.
Cinquantatré stop e un campanello d’allarme che a Formello non ignorano più
A Formello il numero gira da settimane ed è quello che ha acceso il confronto interno: 53 infortuni nell’ultima stagione della prima squadra. Un dato che da solo non basta a spiegare tutto, ma rende bene l’idea del clima che si respira nel centro sportivo. Allenamenti da fermare, rientri slittati, carichi di lavoro finiti più volte sotto osservazione. E soprattutto assenze pesanti nei momenti più delicati del campionato, quando la Lazio si è ritrovata a fare i conti con una rosa spesso a metà.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, per il presidente Lotito è arrivato il momento di cambiare passo nell’organizzazione sanitaria. Non un semplice ritocco, ma qualcosa di più profondo. Dentro il club la domanda è chiara: stagione storta oppure segnale di un sistema che va corretto in modo netto?
Diagnosi in discussione: i casi Zaccagni, Rovella e Cataldi pesano nelle valutazioni
A rendere il quadro ancora più delicato non c’è stato solo il totale degli stop, ma anche la sensazione, cresciuta tra tifosi e addetti ai lavori, che alcune diagnosi siano state discusse e che certi percorsi di recupero non abbiano seguito una linea limpida. Nel dossier interno pesano soprattutto i casi di pubalgia che hanno riguardato Mattia Zaccagni, Nicolò Rovella e Danilo Cataldi. Situazioni diverse, certo, ma finite tutte nello stesso fascicolo.

Il caso di Cataldi, poi, ha avuto un peso particolare, visto che si è arrivati anche all’intervento chirurgico. Un passaggio che ha reso inevitabile una riflessione su come alcuni problemi fisici siano stati affrontati nel corso della stagione. Il club non ha mai aperto uno scontro pubblico, ma il tema è rimasto lì. E riguarda tutta la filiera: dalla prima diagnosi ai controlli successivi, fino ai tempi fissati per il rientro in gruppo. L’impressione è che ai vertici biancocelesti si vogliano ridurre al minimo le zone d’ombra, quelle in cui una valutazione si allunga, cambia, prende un’altra strada.
Staff medico da rifare: Lotito studia nuove figure e una catena più chiara
L’orientamento di Lotito, stando alle indiscrezioni delle ultime ore, è quello di andare verso una riorganizzazione completa dello staff medico e fisioterapico. Non è solo una questione di nomi. In ballo c’è proprio il modo di lavorare ogni giorno: chi decide, in quali tempi, con quale coordinamento tra medici, fisioterapisti, preparatori e area tecnica. La catena decisionale è finita sotto esame quanto le singole professionalità. Il club starebbe valutando l’ingresso di nuove figure e una diversa distribuzione delle competenze, con l’idea di leggere più in fretta i problemi muscolari e gestire con maggiore cautela i rientri.
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A Formello, raccontano persone vicine all’ambiente, si vuole evitare che ci siano sovrapposizioni o passaggi troppo lunghi. La revisione tocca anche la fisioterapia, considerata centrale in una stagione segnata da ricadute e soste ripetute. Per ora non ci sono comunicazioni ufficiali, ma il cantiere è aperto. E il segnale che filtra è piuttosto netto: la prossima stagione dovrà cominciare con un assetto diverso, più chiaro e più controllabile.
Villa Mafalda in bilico: la Lazio cerca un nuovo punto di riferimento sanitario
In questa revisione rientra anche il rapporto con Villa Mafalda, la struttura che ha affiancato la Lazio nell’ultima stagione e che adesso appare in bilico. Secondo le indiscrezioni, l’intesa potrebbe chiudersi dopo appena un anno. Un dettaglio che dice molto su quanto il club stia pensando a un cambiamento più ampio, non limitato agli uomini ma allargato anche ai partner esterni. Nelle stesse ore sono circolate voci su un possibile sopralluogo di Lotito in una nuova struttura sanitaria di eccellenza. Un’ipotesi che viene letta come il primo passo nella ricerca di un nuovo appoggio medico per la squadra.
Al momento non ci sono conferme ufficiali né sul nome della clinica né sui tempi di un eventuale accordo. Il quadro, però, è abbastanza chiaro: la Lazio vuole ridisegnare la propria rete sanitaria prima del ritiro estivo, per evitare che i problemi dell’ultima stagione si trascinino ancora. La rivoluzione annunciata parte da lì: cartelle cliniche, recuperi, visite, rapporti interni. E parte da Formello, stavolta ancora prima che dal campo.




