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Home Viaggi

Un lago in Toscana nasconde un paese fantasma che ciclicamente riemerge dalle acque

by Gabriele Ferraresi
4 Maggio 2016
in Viaggi
Fabbriche carreggine lago vagli
Fabbriche_di_Careggine1
Fabbriche di Careggine, come appariva quando riemerse nel 1994

 

Prima cosa, dove siamo? Siamo in Toscana, in provincia di Lucca, nel mezzo delle Alpi Apuane. Lì, c’è uno specchio d’acqua artificiale nato negli anni quaranta del secolo scorso, il Lago di Vagli. Sorto in seguito alla costruzione di una diga sembra un bacino realizzato dall’uomo come tanti altri possiamo vederne in giro per l’Italia – uno è in Lombardia, il Lago di Cancano per esempio –  un’opera d’ingegneria che col tempo si trasforma in un’opera paesaggistica. Ma cela un segreto.

Sì, il Lago di Vagli custodisce un bellissimo segreto, che ciclicamente riemerge dalle sue azzurre profondità. Quando l’invaso viene svuotato infatti riemerge il borgo di Fabbriche di Careggine, un affascinante e minuto abitato del XII Secolo – ancora oggi ben conservato – che quando venne costruito il lago artificiale fu sommerso per sempre dalle acque.

Nel 1941 infatti la Selt-Valdarno, un’antenata dell’Enel, progettò un grande bacino idroelettrico, andando a prendere le acque del torrente Edron. La costruzione della diga, alta 92 metri, avvenne tra 1947 e il 1953, e così il villaggio di Fabbriche di Careggine fu gradualmente sommerso in nome del progresso. Gli abitanti, 146 all’epoca, si trasferirono a Vagli Sotto, in nuove case, e abbandonarono per sempre il loro borgo ai flutti.

 

fabbriche careggine paese fantasma lago vagli
Fabbriche di Careggine riemerge tra i fanghi del lago di Vagli

 

C’è però una possibilità per rivedere il paesino di Fabbriche di Careggine: quando l’invaso viene svuotato. In passato accadeva circa a cadenza decennale, ma dall’ultima volta è passato molto più tempo. Scrive La Nazione che lo svuotamento del lago avviene “ogni dieci anni per permettere la manutenzione della diga stessa. Il primo svuotamento si è avuto nel 1958, poi nel 1974, poi nel 1983 e nel 1994“.

 

 

L’ultima volta, leggiamo, fu nel 1994, ormai ventidue anni fa, e si trovano a riguardo anche molte testimonianze fotografiche. Quest’anno non è ancora chiaro se il Lago di Vagli verrà svuotato o meno, le ultime notizie direbbero di no, ma a quanto scrive il Tirreno c’è ancora qualche possibilità “Il lago di Vagli non si svuota. A dirlo sono Enel e Autorità di Bacino. Il sindaco Puglia però non molla, resta ottimista e aspetta una risposta ufficiale da Enel ad una sua lettera inviata nei giorni scorsi“.

Chi c’è stato ricorda su AlpiApuane.org una visita nel 1994 come davvero indimenticabile: “la cosa che ci colpisce per prima è il color fango dei muri delle case insieme al campanile della chiesa parrocchiale, dedicata a San Teodoro e costruita nel 1590: aggirarsi fra i ruderi di queste abitazioni prive di tetto, passare il ponticino sul torrente Edron per andare a vedere il piccolo cimitero, entrare nella chiesa per vedere quello che ci è rimasto, sono sensazioni uniche e, anche se sembrerà strano, quello che più mi ha affascinato sono gli attacchi esterni delle case dove arrivava la corrente elettrica, tutti in ceramica e talmente lucenti che sembrano stati messi lì da poco tempo quasi come un segnale che il paese non voglia morire“.

 

fabbriche carreggine lago vagli
Fabbriche di Careggine quando riemerse nel 1994 dal lago di Vagli

 

Chissà come andrà a finire, e se quest’anno sarà possibile visitare Fabbriche di Careggine. In ogni caso, tenete d’occhio Vagli, fatevi un alert: che questo potrebbe essere l’anno giusto per una gita in un luogo indimenticabile. E ricordatevi che la prossima volta buona potrebbe essere tra dieci, o magari vent’anni.

Se vi siete appassionati c’è anche chi c’ha scritto un romanzo giallo.

E se volete perdervi in un’Italia poco raccontata ma affascinante e indimenticabile, date un’occhiata ai luoghi che vi abbiamo raccontato in questi mesi: il parco dei Mostri di Bomarzo, o la Scarzuola di Tomaso Buzzi, vicino Terni, o il castello incantato di Rocchetta Mattei vicino Bologna, o ancora Calcata, il borgo che ha ispirato Hayao Miyazaki, oppure Civita di Bagnoregio, sempre nel Lazio, o perché no? Lo splendido Ninfeo di Lainate, nei pressi di Milano. L’Italia è piena di meraviglie nascoste, basta ricordarselo e sapere dove cercare.

Tags: italia nascostapiù letti
Gabriele Ferraresi

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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