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Non hai pagato la Tari? Ecco quanto devi aspettare prima che il debito sparisca

La Tari 2025 cambia volto: con la nuova tariffa puntuale, pagherai in base a quanti rifiuti indifferenziati produci. Scopri anche quando il tributo si prescrive e cosa fare per non pagarlo se è scaduto.

by Fabio Belmonte
7 Agosto 2025
in Cronaca
Bolletta TARI

Non hai pagato la Tari? Ecco quanto devi aspettare prima che il debito sparisca - dailybest.it

La Tari è la tassa comunale destinata a coprire il servizio di gestione dei rifiuti urbani. È obbligatoria per chi possiede o utilizza un immobile potenzialmente produttivo di rifiuti, anche se non viene usato. Viene riscossa direttamente dai Comuni e, fino al 2024, il calcolo si è basato principalmente sulla superficie dell’immobile e sul numero di occupanti. Ma dal 2025, qualcosa cambia. Parallelamente, è utile sapere che la Tari ha un termine di prescrizione: se il Comune non agisce entro certi limiti di tempo, il cittadino può non pagare legalmente il tributo.

Quando la Tari va in prescrizione e come far valere il diritto a non pagarla

La prescrizione della Tari avviene dopo 5 anni: significa che se il Comune non richiede formalmente il pagamento entro questo termine, la tassa decade. Il conto parte dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello a cui si riferisce l’imposta. Per esempio, per la Tari del 2018 la prescrizione parte dal 1° gennaio 2019 e termina, in condizioni normali, il 1° gennaio 2024. A causa dell’interruzione dei termini durante il periodo Covid (dal 9 marzo al 31 maggio 2020), il termine per quell’anno è slittato al 26 marzo 2024.

Bolletta TARI
Quando la Tari va in prescrizione e come far valere il diritto a non pagarla – dailybest.it

La prescrizione non è automatica: se si riceve un avviso di pagamento relativo a un anno già prescritto, è necessario presentare un’istanza di autotutela al Comune per chiedere l’annullamento. Se l’amministrazione non risponde o rigetta la richiesta, il cittadino ha 60 giorni per presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. È importante ricordare che anche le cartelle esattoriali seguono lo stesso termine di 5 anni, a meno che non siano interrotte da un nuovo atto formale.

Esistono però eccezioni. Se l’obbligo di pagamento è stabilito da una sentenza, allora il termine di prescrizione si allunga a 10 anni. Lo stesso avviene se nel frattempo viene notificato un atto interruttivo, ad esempio una cartella di pagamento: in questo caso il conto si azzera e riparte da capo.

Cosa cambia nel 2025 con l’arrivo della tariffa puntuale

Dal 1° gennaio 2025, in alcuni Comuni italiani entra in vigore un nuovo metodo di calcolo della Tari: la tariffa puntuale. L’obiettivo è premiare chi produce meno rifiuti indifferenziati, responsabilizzando ogni cittadino in modo più diretto. Il nuovo sistema prevede che l’importo della tassa non sia più determinato solo da superficie e numero di abitanti, ma anche in base alla quantità effettiva di rifiuti indifferenziati prodotti.

Comuni come Ravenna e Cervia sono tra i primi ad applicare il nuovo sistema, che verrà poi esteso a livello nazionale. Per farlo, saranno introdotti strumenti di misurazione individuali, come cassonetti intelligenti, badge elettronici e sistemi di apertura controllata. Ogni utenza potrà quindi essere monitorata in base al conferimento, e chi smaltisce correttamente vedrà una riduzione del costo in bolletta.

Il passaggio alla tariffa puntuale rappresenta un cambio culturale oltre che tecnico: il cittadino diventa protagonista nella gestione del ciclo dei rifiuti, con un ritorno economico legato al comportamento quotidiano. Chi differenzia bene, risparmia. Chi produce rifiuti indifferenziati in eccesso, paga di più.

Fabio Belmonte

Fabio Belmonte

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