TV e Cinema
di Marco Villa 9 Settembre 2015

Abbiamo visto Metamorfosi il film su Fabrizio Corona e la nostra vita è un po’ cambiata

Il documentario allucinante che racconta il percorso di ricerca interiore che Fabrizio Corona stava compiendo prima dell’arresto

film-fabrizio-corona-jacopo-giacomini

– Dici che dobbiamo andare a salutarlo?
– Eh, dovremmo andare. Poi ci sono anche le telecamere…

Lo scambio di battute non arriva da una brutta sceneggiatura di un brutto film, ma dalla fila dietro di me: due adulti e tre ragazzini, verosimilmente una famiglia. I primi tutti tirati a lucido, i secondi con pietra nell’orecchio e monogramma tatuato sul collo. Uno stile condiviso da molti degli invitati alla prima milanese di “Metamorfosi”, documentario dedicato al percorso di scoperta interiore di Fabrizio Corona. Sì, messa in modo così perentorio fa ridere, ma è tutto vero e risale al periodo precedente alla condanna per vari reati, tra cui bancarotta ed estorsione. 13 anni totali: più di due scontati nel carcere di Opera e a giugno 2015 l’affidamento alla comunità Exodus di Don Mazzi, anche per motivi di salute. Prima della condanna, prima del carcere, Corona era stato convinto dall’amico imprenditore Jacopo Giacomini (che firma anche il film con Roberto Gentile) a tentare una serie di sedute di meditazione. E di urla liberatorie, vedi foto della coppia Giacomini-Corona.

Jacopo Giacomini film Fabrizio Corona Metamorfosi

“Metamorfosi” (in uscita in sala il 10 settembre e prodotto tra gli altri dal marchio di abbigliamento Silvian Heach) racconta proprio i tentativi di Corona tra esperimenti di ricerca interiore di vario tipo e fa decisamente a pugni con l’immaginario che viene evocato da stile e tono degli ospiti. Non ho vissuto i rampanti anni ‘80 milanesi per motivi anagrafici, ma nella mia testa sono pieni di personaggi come quelli che si raccolgono all’ingresso del cinema Odeon, a due passi dal Duomo. Non è un caso che, perso in questa suggestione, da lontano abbia scambiato Ivano Chiesa, il legale di Corona, per un redivivo Gianni De Michelis.

ivano-chiesa-film-fabrizio-corona-avvocato

L’altro miraggio della serata è costituito dai molteplici avvistamenti di Corona prima dell’inizio del film. Tra gli ospiti si contano almeno 4 o 5 para-Corona, vestiti e pettinati come lui: c’è quello con il capello corto, quello con il baffo e quello con il cappello. Tutti mezzi cloni, perché Corona arriva solo a proiezione iniziata, accolto da grandi applausi. Due saluti e poi si siede, perché il film sta andando.

Ecco, il film. Meglio dirlo subito: è impossibile giudicarlo come un film normale, perché non ha niente che funziona. E per niente intendo che l’audio è fuori sync per metà del tempo e i fuochi sbarellano come nel filmino delle vacanze di zio Eugenio. Stesso discorso per la scrittura, visto che il documentario mostra una incessante ripetizione di scene in cui Corona e il suo amico Giacomini provano esercizi di respirazione, con il primo che fatica a lasciarsi andare e il secondo che in tempo zero arriva a tanto così dal partorire un figlio che non ha mai concepito (forse).

jacopo-giacomini

Ma andiamo con ordine e parliamo innanzitutto del cast. Per comodità vi allego una foto del pressbook.

metamorfosi-cast-film-fabrizio-corona

Tutti professionisti attivi da anni, che nel finale del film vengono presentati come benefattori dell’umanità che meriterebbero un paio di Nobel per la pace, forse anche due e mezzo. Ve ne presentiamo una, la rebirther Iole Calvigioni:

Lei è la prima a provare a intervenire su Fabrizio Corona, in quello che è l’obiettivo di tutte le figure che compaiono nel documentario: fargli capire che la vita non è solo soldi, donne e successo, ma anche relax, pausa, riflessione.

E no, Corona non è molto convinto.

film Fabrizio Corona Metamorfosi

Il momento più apprezzato dal pubblico è quello in cui la mamma di Corona dice al figlio, senza giri di parole e con un’onestà imbarazzante, che deve cambiare e che un po’ di carcere gli farà bene. Sulla carezza di Corona alla madre, parte l’applauso commosso della sala.

film Fabrizio Corona Mamma

Esperimento dopo esperimento, Corona si lascia andare, ma il suo percorso verso l’happy ending della piena coscienza di sé è interrotta dall’arresto. Anche il suo amico Jacopo Giacomini, però, è convinto che il carcere gli farà bene, perché (e qui parte la citazione letterale) “adesso anche tu sei pronto a tornare a essere ciò che siamo da sempre: AMORE”. Detto con questa faccia.

Jacopo Giacomini film fabrizio corona

La proiezione finisce, partono gli applausi e viene mostrato il video di “Un uomo migliore”, il pezzo che Nicolò Moriconi (mai cambio di vocale e sottrazione di consonante hanno spostato più cose nel mondo) ha dedicato allo stesso Corona. C’è anche un incredibile featuring di Giancarlo Giannini, sì.

Mentre il video scorre, Corona si lancia ad abbracciare amici e conoscenti. E lì cade tutto: tutto il trash, gli anni ‘80, il tiro cafonal, perché quello che si vede è una persona che ha scontato e sta scontando una condanna, che incontra persone che non vede da anni. È un momento brevissimo, che dura meno di un minuto, perché di colpo la corte dei miracoli si rianima e tutti si mettono in fila per un saluto. Dalle biondone scosciate alla famiglia che punta all’inquadratura di cui si parlava all’inizio.

In teoria dovrebbe esserci la conferenza stampa, ma il fatto che Corona non possa rispondere alle domande (è in sala su permesso del magistrato) la fa durare meno di 180 secondi. L’avvocato finto-De Michelis dice che può bastare e manda tutti a casa. Uscendo, ricevo un flyer per un save the date: la presentazione di un prosecco che ha come claim “Corona la tua libertà”.

Siamo solo all’inizio. Solo all’inizio.

p.s. ci si becca venerdì al rebirthing?

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

5,00 €

SHOPPER "MI AMI Festival 2020"

Shopper ufficiale “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids. Bag bianca cotone con illustrazione multicolor. La shopper che avresti voluto acquistare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
5,00 €

KIT SEMI "MI AMI Festival 2020": MIMOSA, PISELLO, SALVIA

Kit semi misti “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Il desiderio che avresti voluto piantare. Il kit ufficiale contiene: Mimosa Pudica Denominata anche la Sensitiva, la Mimosa Pudica è così casta che basta sfiorarla per innescare una timida reazione nei suoi rami. Al minimo tocco, infatti, le foglie si ripiegano su se stesse, mentre il picciolo si abbassa, creando un danzante movimento con i suoi leggeri fiori rotondi. Oltre a fuggire da incontri hot con oggetti e persone, questo comportamento la caratterizza nelle ore notturne, evitando così incontri ravvicinati. Pisello Viola Désirée Il Pisello Viola è un varietà molto antica, dall’aspetto affascinante per il suo insolito colore, al suo interno, invece, conserva la sua tipica tinta verde. Come ogni varietà è un simbolo -oltre fallico- lunare, nei sogni infatti è sinonimo di fecondità. Molto apprezzato per il suo sapore delicato è l’ideale per zuppe e principesse dal gusto raffinato e desiderose di riposare su un raro ortaggio. Salvia Rossa Famosa per essere utilizzata da Cleopatra come afrodisiaco, la Salvia è una pianta carica di proprietà. Oltre ad accendere la libido negli amanti, è portatrice di sogni profetici, piacere fisico e fertilità. La forma e l’aspetto rugoso del fogliame le donano la nomina di lingua vegetale, per gli animi più romantici la Salvia Splendens, o Rossa, ricorda la sagoma di un cuore. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l’uso che preferite. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
17,00 €

KIT OUTFIT “MI AMI Festival 2020”

KIT OUTFIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di CT

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Moneyless

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

KIT DEL SINGLE "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL SINGLE “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia due lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Alessandro Ripane

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >