Piano Caldo 2026, a Roma tornano le piscine gratis per gli over 70. Le prenotazioni sono aperte, gli impianti disponibili sono 17 e gli ingressi partiranno dal 22 giugno. L’iniziativa “Piscine all’aperto”, promossa dagli assessorati allo Sport e alle Politiche sociali di Alessandro Onorato e Barbara Funari, arriva alla quinta edizione. L’idea è semplice: offrire agli anziani romani un posto dove trovare fresco, muoversi un po’ e passare qualche ora fuori casa nei giorni più pesanti dell’estate.

Chi può entrare gratis e quando si parte
Gli ingressi gratuiti sono riservati ai cittadini romani over 70, cioè a chi ha almeno 70 anni e vive nella Capitale. Il servizio sarà attivo dal 22 giugno al 31 agosto 2026, nel periodo in cui il caldo a Roma diventa spesso più difficile da sopportare, soprattutto per chi vive solo o in case poco fresche. Gli accessi sono previsti in 17 impianti sportivi con piscina, distribuiti in diverse zone della città, ma serve la prenotazione.
Chi riesce a riservare il posto potrà usare anche alcune attrezzature messe a disposizione dalle strutture, come ombrelloni, lettini e sdraio. Non è solo un aiuto contro l’afa: per molti anziani può diventare anche un’occasione per uscire, incontrare altre persone e passare una giornata diversa.
Prenotazioni aperte: il numero da chiamare, gli orari e il limite dei cinque ingressi
Le prenotazioni sono partite alle 13 di martedì 16 giugno 2026. Per riservare il proprio ingresso bisogna chiamare il centralino unico di Roma Capitale, gestito con Farmacap, al numero 800 957 774. Il servizio risponde dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17 e il venerdì dalle 9 alle 15.
Ogni persona può prenotare al massimo cinque ingressi, così da permettere a più anziani di usufruire dell’iniziativa. In tutto sono previsti oltre 5.000 accessi gratuiti, ma i posti dipendono dalla disponibilità dei singoli impianti. La prenotazione, quindi, è indispensabile: non basta presentarsi in piscina per entrare gratis. Conviene chiamare per tempo, scegliere la zona più comoda e verificare con gli operatori le giornate disponibili.
I 17 impianti aderenti: dal Flaminio ad Acilia, la mappa delle piscine
Gli impianti coinvolti coprono diversi quadranti della Capitale, dal centro nord fino al litorale urbano. Nell’elenco ci sono il Circolo Montecitorio al Flaminio, Aquaniene ai Parioli, Maximo Sport & Fitness a Talenti, il centro Fulvio Bernardini a Pietralata, il T4 Tennis Club in zona Nomentana e Aquatibur sulla Tiburtina. A est compaiono anche Villa De Sanctis al Casilino e la Piscina Comunale Roma 70 a Tor Bella Monaca.
Nel quadrante sud rientrano To Live Sports Center alla Montagnola, Mario Tobia a San Paolo, Fonte Roma Eur, Ferratella Sporting Club all’Eur e lo Sporting Club Ostiense, ancora nell’area di San Paolo. Verso ovest e in direzione del mare urbano ci sono Le Cupole ad Acilia, Arvalia Nuoto a Corviale, la piscina comunale di via Bravetta e l’Arena Altero Felici a Ponte Milvio. Le distanze, per chi ha difficoltà a muoversi, restano un problema. Ma la rete degli impianti permette comunque di raggiungere molti municipi e diverse zone della città.
Piano Caldo 2026, non solo fresco: prevenzione, incontri e movimento
Il Piano Caldo 2026 nasce dentro una città che ogni estate fa i conti con la fragilità dei suoi abitanti più anziani. Le ondate di calore non pesano su tutti allo stesso modo: colpiscono di più chi vive solo, chi ha problemi di salute, chi abita in case esposte al sole o in quartieri con poco verde.
L’assessore allo Sport Alessandro Onorato ha ringraziato i gestori degli impianti aderenti, ricordando la scelta di offrire gratis non solo le vasche, ma anche le attrezzature utili per restare in piscina. L’assessora alle Politiche sociali Barbara Funari ha sottolineato invece il valore sociale dell’iniziativa, ormai diventata un appuntamento per molti anziani romani. In questo caso la piscina non è un lusso estivo: diventa un luogo dove stare al fresco, camminare, nuotare, parlare con qualcuno.
La sfida resta far arrivare l’informazione anche a chi usa poco internet e si affida al passaparola, ai centri anziani, ai servizi sociali o ai familiari. Perché una misura funziona davvero quando raggiunge proprio chi fa più fatica a cercarla.





