BuzzFeed Canada non capisce Ciao Darwin. Glielo spieghiamo noi in 10 punti

Il direttore della filiale canadese del popolare sito internet ha visto la trasmissione rimanendo sconvolto. Abbiamo pensato di aiutarlo ad accettare la realtà

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BuzzFeed, non è che ora solo perché sei diventato il punto di riferimento del giornalismo mondiale, con le tue tecniche d’infotainment volte a inserire i gattini anche quando si parla della guerra termonucleare, ti puoi permettere di offendere le radici culturali di un’intera nazione.

No, non parliamo degli antichi Romani né del Rinascimento. Parliamo di Ciao Darwin, la trasmissione che per sette edizioni ha tirato fuori il più bieco trash televisivo consapevole e pompato, travestito da intrattenimento per famiglie.

Il fatto è questo: Craig Silverman, direttore di BuzzFeed Canada ha scoperto la trasmissione di Bonolis durante la sua ospitata al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia. In una camera d’albergo munita di tv per la precisione. Ci è uscito pazzo e ha twittato una roba inneggiante alla fine dell’umanità.

 

 

Ma come si permette? Non ha capito, il buon Craig, che tutta la cultura italiana passa attraverso quella trasmissione? Altrimenti perché l’avrebbero riesumata dopo sei anni dalla sua morte? Vediamo di andare per gradi e di chiarire al buon Craig e a tutti i suoi colleghi internazionali le ragioni del sì.

 

1) Paolo Bonolis è il nostro Takeshi Kitano

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Paolo Bonolis, ormai sin dai tempi di Bim Bum Bam, ha dato sfoggio delle sue abilità di intrattenitore di masse in tutti i ruoli, da vittima di Uan al carnefice di Luca Laurenti e dei concorrenti di Ciao Darwin.  Le casalinghe lo amano, ma appare colto anche ai più scafati guardatori seriali di tv.  È un talento un po’ alla Takeshi Kitano, il regista giapponese che ha iniziato con il Takeshi’s Castle (che noi guardavamo grazie alla Gialappa’s su Mai dire Banzai) e poi è diventato un importante regista del cinema d’autore giapponese. Ecco, questa è la tv d’autore italiana, prendere o lasciare, caro Craig.

 

2) Luca Laurenti è la spalla che tutte le primedonne vorrebbero

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Laurenti è quella strana creatura che da decenni fa il Peppino di Totò (che sarebbe Bonolis). Faccia simpatica, voce nasale ridicola che però tramuta in canto eccezionale se si tratta di emulare Baglioni. Si presta ad ogni tipo di gag, anche la più lesiva della propria dignità personale. Cosa chiedere di più a una spalla? Sa anche ridere a comando, è praticamente perfetto e incarna l’anello di congiunzione tra i concorrenti poco svegli e il pubblico più raffinato.

 

3) La sigla di Renato Zero

Cosa sarebbe un programma nazionalpopolare senza la sua bella sigla che gonfia di SIAE un cantautore famoso? In questo caso Renato Zero ha scritto una canzone tra Nightmare Before Christmas e Fantastico di Pippo Baudo, risultando assai vincente. Tutti conoscono Matti, siamo tutti matti.

 

4) Le fazioni in competizione tra loro

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Alla faccia di tutto il politically correct che abbiamo importato dal Canada, Ciao Darwin propone le grandi sfide del mondo bipolare. Siamo partiti nel lontano 1998 con Alti vs Bassi, per poi arrivare a vere e proprie vette di lirismo: Macho vs Intellettuali, Naturali vs Rifatte, Playboy vs Cornuti,  Eterosessuali vs Omosessuali, Attrici porno vs Attrici e basta, Lochness vs Fitness. Praticamente spettacolarizzare i discorsi da bar e farlo vincendo l’auditel. Prendi e porta a casa, Craig.

 

5) Le prove impossibili (specie quella d’intelligenza)

C’è il momento prova fisica, in cui i concorrenti richiamo la morte, il dibattito, il canto, la gabbia neurale, la prova di cultura e quella di seduzione e la sfilata, in cui si sfidano i concorrenti e i modelli. Per ultima, quella dei cilindroni in cui i concorrenti sono sepolti vivi dentro dei cilindri che vengono riempiti d’acqua ad ogni errore, procurando nei regaz tanto terrore. La prova regina però è quella in cui i concorrenti vanno a spasso nel tempo e non ne azzeccano una, essendo per natura tardi di comprendonio.

 

6) L’incidente dei cilindroni

Correva l’anno 2010, la quinta puntata era incentrata sullo scontro epico tra Aldilà vs Aldiqua. Proprio alla concorrente dell’Aldilà fuoriuscì l’acqua dal cilindrone e nel fantomatico Aldilà stava per ritornarci, investendo Laurenti e facendo cadere Bonolis. Il bravo presentatore sa però che ogni crisi è un’opportunità e trasformò l’incidente in spettacolo comico e il pubblico giù a ridere beato.

 

7) Madre Natura e gli sguardi del pubblico

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Tanto lo sappiamo che stavate aspettando tutti questo punto. A Ciao Darwin c’è Madre Natura, una donna bellissima in bikini che fa venire gli ictus ai signori nel pubblico e pruriti di varia natura agli ometti a casa. La prima è stata Annabelle Susanne Brewka, poi ce ne sono state un sacco nelle edizioni successive. Unico requisito: la perfezione. E non si dica che siamo un paese maschilista perché talvolta è stato anche inserito l’elemento Padre Natura, in realtà saltuario e meno seguito.

 

8) Madre Natura nera e i commenti medievali della rete

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La missione di Ciao Darwin è quella di selezionare gli uomini e le donne del nuovo millennio, no? E allora ci sono riusciti in pieno quando, in seguito all’entrata della Madre Natura di pelle nera, Romina Mosso Morais Gomes, originaria di Capo Verde, la bellissima modella è stata subissata da una serie di commenti abietti, razzisti e vergognosi. Romina ha risposto come vedete sopra, mettendo tutti a tacere. Brava e bella, hai vinto proprio tutto.

 

9) Ciao Darwin non è volgare

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Si sa, riesumare un programma vecchio di anni può dare adito a polemiche di vario tipo. Inspiegabile quella che si è abbattuta su Ciao Darwin, appellato addirittura come volgare. Ci ha pensato Bonolis a stemperare gli animi e a chiarire la faccendaLe critiche sono basate sul concetto di volgarità ma Ciao Darwin non è volgare: è grottesco e c’è una differenza sottile. Tanti non l’hanno compreso, altri non l’hanno voluto capire. L’esasperazione dei toni, l’esibizionismo, sono condanne grottesche a cui l’umanità viene sottoposta. Cercando di esorcizzarla, mostriamo la realtà: il mondo è questo, anche se non lo vogliamo vedere. Una risata ci seppellirà”.

 

10) A Darwin sarebbe piaciuto

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Charles Darwin di hater ne ha avuti, eccome. Potremmo ipotizzare che ad oggi, nel 2016, tutta la Chiesa Cattolica, quella Ortodossa e le varie chiese Evangeliche, Battiste fino ai Testimoni di Geova ce l’hanno ancora con lui, perché ha osato parlare di scienza invece che di fede. Siamo sicuri che Ciao Darwin gli sarebbe piaciuto, proprio perché mostra la gente per quello che è, senza tanti fronzoli. Siamo un paese ignorante, blasfemo, vanesio e corrotto che sa ancora ridere dei propri difetti. Attendiamo quindi l’edizione canadese di Ciao Darwin per analizzare quelli dei ben più civili canadesi.

 

Nel frattempo:

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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