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Home Society

Tutto il peggio degli anni 90: abbigliamento, calzature e pettinature agghiaccianti

by Simone Stefanini
25 Ottobre 2015
in Society
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Backstreet Boys e Spice Girls insieme. Più 90s di così si muore.

 

Come ben sapete, se siete usciti negli ultimi 2 anni, il recupero della moda degli anni ’80 che tanto ha caratterizzato l’hipsteria ha lasciato il passo a un deciso ripescaggio di tutto l’abbigliamento che caratterizzava gli anni ’90, dai collarini alle scarpe con la zeppa, dagli orecchini a cerchio ai giubbotti di jeans.

Se proprio dobbiamo dirla tutta, gran parte del vestiario negli anni più casual di sempre era spazzatura presa dal cesto della Caritas o negli oscuri negozietti dell’usato che rivendevano a prezzo d’oro la roba presa dal cesto della Caritas.

 

Le Buffalo e tutte le altre zeppe
Altro must, le zeppe alte più di 10 centimetri, se cadevi da quelle, dovevano abbatterti come si fa coi cavalli da corsa. Sono state messe fuori legge? Perché ci vuole chiaramente il porto d’armi per bestie del genere.
Il collarino stretto al collo
Meglio se sfoggiato con i capelli a caschetto. Le discoteche erano piene di ragazze che sembravano Natalie Portman adolescente in Leon. Oggi è ridiventato un must, a caso.
La camicia di flanella da boscaiolo
Il must dei must, mai passata di moda da quel momento in poi. Meglio se aperta in modo da far vedere la maglietta stampata sotto. Dal grunge in poi, tutti boscaioli. Va bene così.
Gli orecchini a cerchio
Gli hipster li hanno riportati in auge. L’ultima forma di orecchino “normale” prima dell’avvento dei piercing, di lì a poco.
Gli anfibi Dr. Martens
Mai andati fuori moda. Calzatura da martire avanti Cristo, il primo mese ti riducevano i piedi a brandelli informi di vesciche dolorosissime, ma una volta sformate duravano una vita. Le ragazze carine che indossavano i leggings con gli anfibi ed il maglione largo, sono lo stereotipo del paradiso per chi è cresciuto nei 90s.
La felpa legata in vita
Il più delle volte serviva alle ragazze per nascondere gli inestetismi del sedere, ma capitava che se la mettessero anche i ragazzi, perché gli anni ’90 erano superaccessoriati sì, ma con cose che sembravano rubate alla Caritas.
Il giubbotto della tuta Adidas
Classico del look alla inglese (preso in prestito dal mondo dell’hip-hop), che dopo Trainspotting e i gruppi brit pop ha stregato milioni di italiani. Tutti ne avevano uno, per essere belli come gli Oasis.
Le magliette da surf e da skate
O’Neil, Powell Peralta, Santa Cruz, Quicksilver, Reef, Rip Curl ecc. ecc. Gli anni 90 ci hanno fatto diventare tutti americani, pronti a sfoggiare le felpe comode e le magliette fighe con le stampe “alternative”. In realtà un ventesimo di quelli che le portavano sapeva realmente andare sul surf o sullo skate.
I capelli con la riga nel mezzo
Ogni maschio in età tra le medie e le superiori in quegli anni ha portato i capelli lunghi con la riga nel mezzo. Tutti. Il ritorno agli anni 70, oppure per imitare Kurt Cobain (o gli Hanson). Qualche idolo resiste tuttora, a 40 e passa anni.
Il cappellino Boy
Primi anni 90, Jovanotti in radio metteva i Beastie Boys, i Run DMC e provava a fare rap in inglese. Sembrava talmente figo che in molti ne imitarono il look, a partire dal cappellino BOY. Poi dopo siamo cresciuti eh.
I codini alla Bjork
Tutte le ragazze alternative del tempo hanno provato almeno una volta l’acconciatura coi codini alla Bjork, meglio ancora se con doppio taglio, cioè con la rasatura sotto. Bjork, che ricordiamo, in quei giorni era la più bella di tutte.
Le scarpe di Fornarina
Tutte le ragazze che andavano in discoteca ce ne avevano almeno due paia, che alzavano il culo di un tot di centimetri e favorivano la danza chimica per tutta la notte. Irrinunciabili, più brutte delle Hogan ed è tutto dire.
Il cappellino da pescatore
Andava un casino, tutta colpa del cantante dei New Radicals.
Vestirsi come le ragazze di Non è la rai
Eccoci. Difficile da spiegare, la foto parla più di mille saggi. Il jeans portato mooooolto alto in vita, sopra l’ombelico, stile esame ginecologico, i top corti, le bretelline, gli shorts a quadretti, i capelli di merda. Tutte così.
Il cappello gigante per lei, portato coi capelli corti
Cappello stile ferroviere del primo dopoguerra, grande almeno tre taglie oltre il consentito, meglio se portato alla Lisa Stansfield, coi capelli turbo ingelatinati ed il ciuffetto tira bacio che esce fuori.
Le treccine afro
Ce le aveva anche Alexia, per dire. Io stavo al mare e in quegli anni, i senegalesi che facevano treccine hanno fatturato più della Fiat.
Il maglione col collo alto
Bello solo se sei Luigi Tenco. Altrimenti lascia perdere.
Il giubbotto Essenza
Un classico del tamarro di campagna, esportabile anche su larga scala in città. Non proprio quello che definiresti lo stile italiano famoso nel mondo.
Gli occhiali Oakleys
Pratici, bruttissimi. Stringevano intorno alla testa e creavano piccole lobotomie temporanee, perdite di memoria a breve termine, mal di testa mortali.
Il multicolor Benetton
Simbolo dell’uguaglianza, il multicolor Benetton spopolava in tutto il mondo, grazie anche alle campagne pesantissime di Oliviero Toscani. Pantaloni oppure magliette monocolore con sotto il jeans un po’ sformato.
Il total look Fiorello
Completi di colore pastello (di due taglie superiori alla sua), pantaloni altissimi in vita, camicie abbottonate oppure maglietta monocolore alla Miami Vice. Chiaramente, capelli lunghi MAI tenuti sciolti, bensì raccolti stretti stretti da un gommino, in modo da creare un codino tipo procione. Acconciatura, questa, che ha prodotto più calvizie di Fukushima.
Conciarsi come le Spice Girls e andare in giro tutte insieme abbracciandosi
Le tipe si emancipano, si iniziano a vestire strane come le Spice e vanno in giro abbracciandosi, baciandosi e facendo casino. Nasce il Girl Power, che alla fine della fiera era più figo della ragazza-con-la-puzza-sotto-il-naso-fresca-di-master-che-se-la-tira-manco-fosse-fernanda-pivano dei correnti anni.
I pantaloni da ciclista
Per piacere, diteci: esiste moda mai stata più abominevole di quella di sfoggiare leggings corti maschili (con perfettissima ed evitabilissima visione genitale) per andare a ballare? La risposta, tranquilli, è NO.
L'opera omnia della Energie
Marca feticcio per tamarri, costosa eppure tanto brutta. Felpe giganti con i graffiti sopra a caso, ma il peggio erano i jeans stretti in vita, a vita altissima, con la gamba geometricamente larga. Non ci si crede quanta gente li abbia portati e quanto siano completamente spariti dal decennio successivo.
I capelli lunghi per lui e corte per lei
L’uomo è il leone, la donna la leonessa. Quindi lui criniera folta, da rocker stile Pearl Jam e lei capelli a caschetto. Singles ha insegnato tutto. <3
Il giubbotto di jeans con la maglietta sotto
Meglio se degli 883, portato col sorriso sornione di Repetto o con lo sguardo ammaliatore di Pezzali, per conquistare più donne di Brad Pitt alla sagra delle zitelle.
La felpa con le righe orizzontali
Nata per imitare Freddy Krueger di Nightmare, successivamente diventata il must del grunge. Logicamente 5 taglie sopra la tua.
Il cerchietto per capelli maschile
Beckham, Totti, Buffon, e poi tutti gli altri. Se uno ha mai giocato a calcio o a calcetto in quegli anni, ha avuto la pettinatura obbligatoriamente lunghezza media tenuta indietro dal cerchietto che una volta serviva solo alle nonne.
I giubbotti della tuta in acetato
Oggi dress code ufficiale di alcuni paesi dell’Est
I pantaloni militari
Oppure le giacchette con la bandiera della Germania su una spalla. Una voglia di conflitto incredibile. Soprattutto col buon gusto.
Le felpe delle squadre di calcio della Parmalat
Un tempo richiestissime, oggi un incubo vivente
I pinocchietti abbinati agli infradito
Vi ricordate quando parlavamo dei ciclisti come peggiori pantaloni di tutti i tempi? Ecco, se la giocano con questi. Mamma mia che brutti, potresti uccidere gli zombi, Dracula e Godzilla solo mostrando loro questa foto. Combo micidiale con le infradito.
Lo zaino monospalla porta cellulare
A parte la scoliosi-lordosi (azzardo) che facevano venire questi cosi, ma poi sono stati l’accessorio più brutto che, guarda un po’ la combinazione, di solito indossavano quelli coi pinocchietti e gli infradito.
Il marsupio
Verso una certa sembravamo tutti Panariello o peggio ancora, se indossato a tracolla come facevano in molti, agenti in borghese della Finanza o della Digos.
I capelli ossigenati
Altra moda fortunatamente morta lì. I peggio erano quelli che, calvi, si decoloravano il pizzetto o le basette. Da sentircisi male. Meglio ancora se portati con le basette alla Del Piero e alla Piero Pelù.
Il total look dei Bee Hive made in Italy
Eleganza a palate, il vero look casual dei rocker con la parrucca ed il cuore di panna. La costumista dello show non doveva essere particolarmente dotata d’inventiva.
Vestirsi come quelli di Beverly Hills
Non serve nemmeno commentare, sono gli anni ’90
La salopette di jeans
Anch’essa grande 5 volte la persona che l’avrebbe indossata, ottima perché rendeva anche la ragazza dal fisico più atletico, un sacco informe.
Pettinarsi come uno qualunque dei Take That
Per rimorchiare duro (forse)
Vestire come i gruppi Nu Metal
Qui potremmo aprire una parentesi lunga un giorno. Tutti quelli che suonavano, che non andavano in discoteca, che fumavano le canne, alla fine degli anni ’90 e inizio 2000 hanno iniziato a vestirsi crossover, prendendo elementi dal grunge ed altri dal rap. I pantaloni larghissimi, le scarpe grosse tipo le Globe (o le Gazzelle della Puma / Adidas), le camicie oversize, i maglioni brutti, le canotte sopra le magliette, le felpe nere col cappuccio della Fruit, tutti a sembrare tossici dentro sacchi di iuta. Moda poi che o sfociava in quella posh dell’hip hop o in quella meno posh del punkabbestia.

 

Tutto, dall’acconciatura agli accessori concorreva a mettere le basi per le pazzie estreme che avremmo visto nei primi del 2000. Certe mode però non moriranno mai e avremo sempre le camicie a quadri aperte con le magliette sotto, i jeans e i Dr. Martens.

Se siete nostalgici degli anni ’90, vi consigliamo di dare un’occhiata  ai nostri articoli su Dawson’s Creek e  sulle pettinature illegali, sui cantanti famosi per una canzone sola, sul Festivalbar, sugli Sgorbions e sulle Spice Girls, ma anche sul Karaoke di Fiorello, su Non è la Rai e su Sarabanda, senza dimenticare tutte le problematiche di chi è cresciuto in quegli anni.

Buon divertimento!

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Tags: anni 90fashionnewspiù letti
Simone Stefanini

Simone Stefanini

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